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title: Affrontare l’emergenza umana per uscire da quella sanitaria
description: "Oltre che sanitaria ed economica, l'emergenza è umana. I dati di Mindwork e BVA-Doxa confermano: serve intervenire sul benessere psicologico dei dipendenti"
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date: 2020-10-07
modified: 2025-09-09
author: Chiara Pazzaglia
url: https://www.paroledimanagement.it/benessere-aziendale/affrontare-lemergenza-umana-per-uscire-da-quella-sanitaria/
categories: [Benessere aziendale, Organizzazione]
tags: [BVA-Doxa, Luca Mazzucchelli, Mario Alessandra, benessere mentale, sostegno psicologico, Mindwork]
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# Affrontare l’emergenza umana per uscire da quella sanitaria

![Affrontare l’emergenza umana per uscire da quella sanitaria](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/10/Mindwork_covid.jpg)

I dati di Mindwork e BVA-Doxa confermano la correlazione tra benessere psicofisico e condizione professionale.

**Luca Mazzucchelli**, pioniere della psicologia online e **Direttore scientifico di Mindwork**, spiega: “Ci siamo preoccupati molto delle emergenze sanitaria ed economica, ma i dati ci indicano che **prima ancora c’è l’emergenza umana**”. L’occasione per discutere del tema è la presentazione, svolta **insieme con BVA-Doxa**, dei dati, decisamente significativi, sul **benessere psicologico in azienda**. Non che il tema non fosse rilevante anche prima di questa circostanza: tuttavia, con essa è esploso in tutta la sua urgenza.

Infatti, dalla ricerca è emersa **una forte correlazione tra il benessere psicofisico dei lavoratori e la loro condizione professionale**. I lavoratori italiani, purtroppo, non sono felici. Per tre su quattro le sensazioni maggiormente sperimentate nel quotidiano sono quelle legate ad ansia e stress. **Incertezza (45%) e preoccupazione (39%)** accompagnano le giornate dei 300 *white collar* intervistati. Questo malessere non fa distinzione geografica, anagrafica o di genere, anche se **le donne ne sono leggermente più colpite**, perché entra in gioco il delicato tema della conciliazione dei tempi di lavoro e di cura.

**Solo un lavoratore su 10** si dichiara **pienamente soddisfatto del proprio lavoro** e gode di un equilibrio psico-fisico ottimale: anche per “chi sta bene”, però, questa invidiabile condizione è comunque legata a doppio filo a quanto sperimenta sul luogo di lavoro. **Le fonti principali di benessere restano la famiglia e gli amici**: vale anche per chi non si trova a vivere situazioni di particolare frustrazione sul posto di lavoro.

L’indagine BVA-Doxa ha posto l’attenzione anche alle **manifestazioni cliniche** di questo diffuso stato di stress: molti intervistati risentono fisicamente delle loro difficoltà personali, professionali e relazionali in ufficio.  Se, dunque, **il lavoro** dovrebbe essere sinonimo di dignità, di realizzazione sociale ed economica, di autoaffermazione, in realtà **è troppo spesso fonte di agitazione, ansia, insoddisfazione**. Nel 61% dei casi, chi non sta bene in assoluto ha (o ha avuto) qualche difficoltà professionale.

## Cosa è cambiato a seguito del lockdown

L’esperienza straordinaria che abbiamo vissuto ha messo a dura prova la psiche di tutti, non solo dei lavoratori. Ma gli intervistati, in particolare, hanno lamentato **sintomi inediti quali insonnia, ansia** mai provata prima, **stanchezza inusuale**. Se pensiamo che l’86% di essi proseguirà, almeno parzialmente, il lavoro a distanza, è inevitabile temere che alcune ripercussioni psicologiche si protrarranno a lungo. Ecco perché **è urgente pensare e ripensare iniziative mirate al benessere** dei lavoratori, legate non solo strettamente all’emergenza sanitaria, ma anche al clima di incertezza che ci troviamo a vivere.

Indagato lo stato di fatto, occorre pensare a strategie per migliorare la condizione psicologica dei lavoratori. “Se le aziende non iniziano a porre attenzione al benessere psicologico dei propri collaboratori faranno molta fatica a superare la crisi perché, oggi più che mai, è il capitale umano a fare la differenza e **livelli di insoddisfazione così elevati non possono più essere ignorati**” ha osservato Mazzucchelli.

**Mindwork**, prima società italiana nella consulenza psicologica online, **ha studiato una soluzione**, che ha [già sperimentato con successo durante il lockdown](https://www.tuttowelfare.info/attualita-welfare/coronavirus-e-supporto-psicologico-le-aziende-diventino-punto-di-riferimento). Essa offre vere e proprie **sedute a distanza, per supportare psicologicamente i lavoratori**, ad esempio nel rientro fisico in azienda dopo mesi di lavoro a distanza, o in momenti particolari della loro vita professionale o personale. Un lavoratore su due giudica molto utile un servizio simile, ma la percentuale di **interesse sale al 65%** proprio tra chi si dice preoccupato del rientro fisico in ufficio.

## Lo stigma dello psicologo in azienda

Dunque, i dati suggeriscono che **la maggioranza dei lavoratori sarebbe ben felice di poter parlare del proprio stato d’animo in azienda**. Ne è riprova, per esempio, l’iniziativa recente di Cisco: il CEO ha inviato una email ai propri dipendenti per invitarli ad aprirsi e ha ricevuto, in risposta, veri e propri “flussi di coscienza”. Ciò indica la **grande necessità di ascolto**, di condivisione, di attenzione che c’è tra i lavoratori, soprattutto da parte della* leadership*.

Tuttavia, verso la figura professionale dello psicologo può sussistere un pregiudizio. Ancora di più, possiamo affermare che sussista, talvolta, **uno stigma verso i malesseri psicologici,** che, associato al fatto di doverne parlare sul luogo di lavoro, potrebbe inibire i beneficiari. È banale ricordare che **i lavoratori infelici rendono poco e penalizzano tutta l’impresa**. Sappiamo che, dove c’è insoddisfazione, le aziende soffrono. Ora più che mai, dovendo affrontare un’emergenza sanitaria e una crisi economica conseguente, il benessere delle persone è ciò che farà la differenza tra le aziende che sopravvivranno e quelle che usciranno dal mercato.

I dati BVA-Doxa confermano ciò che diversi studi americano hanno anticipato: **quasi un lavoratore su tre ammette di essersi assentato dal lavoro** una o più volte a causa di **eccessivi carichi di stress e ansia**. Tale condizione colpisce, in particolare, i manager: questo pone ancora di più a rischio le aziende. **L’Unione europea ha stimato in 136 miliardi di euro le perdite in produttività** a causa dell’assenteismo dal posto di lavoro derivato da malessere psicologico. Stando ai dati BVA-Doxa per Mindwork, **il 37% degli intervistati ha lasciato almeno un posto di lavoro** a causa del malessere emotivo legato all’ambiente professionale. Sono **soprattutto gli Under 34 **a rispondere positivamente alla domanda: sappiamo bene, infatti, che la *retention* dei giovani talenti è un punto debole delle nostre imprese.

D’altra parte, la cosiddetta **Generazione Z è molto più sensibile all’aspetto del benessere aziendale** e del welfare. I giovani lavoratori hanno un paradigma di leadership che è molto diverso da quello dei genitori: non è sufficiente una buona retribuzione, un aumento di stipendio a motivarli. **Devono sentirsi parte di qualcosa**, devono percepire che il capo è dalla loro parte, che giocano nella stessa squadra e che vengono considerati prima persone, poi lavoratori. Questa sensibilità così differente dal passato fa sì che le iniziative di welfare siano e siano percepite come molto utili.

Tuttavia, ci si deve anche **interrogare sull’effettiva efficacia**, in termini di benessere del singolo e dell’azienda, **di misure di welfare** che, quasi sempre, non si rivolgono all’interno del luogo di lavoro, ma all’esterno, puntando su **svaghi, hobby e offerte di attività** che portano fuori da esso. Se il malessere nasce all’interno, invece, occorre in primo luogo sanarlo dall’origine.

“Il Covid-19 è un’occasione imperdibile per cambiare una volta per tutte il paradigma culturale delle aziende italiane, mettendo concretamente le persone al centro della catena del valore” ha ricordato **Mario Alessandra, Co-Founder e CEO di Mindwork**. “In questa fase **il benessere psicologico non può che essere l’obiettivo cardine di una *people strategy* **che sia declinata da Direttori HR, che siedano finalmente nei Cda e lavorino sinergicamente con tutti i C-level”.

 
