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title: Non c’è successo senza errori
description: "Secondo le ricerche di Dashun Wang, il 90% delle persone vive una hot streak nella propria carriera, un periodo di esplosione di creatività."
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date: 2021-11-08
modified: 2025-09-09
author: Erica Manniello
url: https://www.paroledimanagement.it/benessere-aziendale/non-ce-successo-senza-errori/
categories: [Benessere aziendale, Organizzazione]
tags: [errore, successo, Dashun Wang, carriera, hot streak]
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# Non c’è successo senza errori

![Creatività](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/11/Creativita-min-1024x683.jpg)

Albert Einstein agli inizi del Novecento. Aretha Franklin negli Anni 60. Steve Jobs negli Anni 2000. Ci sono determinati periodi di tempo in cui **scienziati, artisti e inventori sono incredibilmente produttivi. **Questo è vero anche per la maggior parte delle persone, che attraversano fasi in cui i successi sembrano piovere dal cielo e fasi in cui si sentono poco capaci e prive d’ispirazione.

Il Docente di Economia della Northwestern University, Illinois, **Dashun Wang chiama queste esplosioni di creatività “*hot streaks”* **(letteralmente “strisce calde”), un’espressione solitamente riservata agli sport: “**Il 90% delle persone vive una *hot streak* nella propria carriera**. La maggior parte ne ha solo una. Alcune ne hanno due”. Ma come si spiegano questi cluster di creatività e produttività?

Nel 2018 Wang ha condotto **uno studio con i ricercatori della Northwestern**, dell’Università di Miami, della Pennsylvania State University e della Central European University, a Budapest, tracciando la carriera di oltre 20mila artisti, registi e scienziati. I ricercatori hanno scoperto che **quasi tutti avevano avuto periodi di lavoro di grande successo**, analizzando per esempio i prezzi delle aste d’arte, le valutazioni dei loro film o le citazioni presenti nelle riviste scientifiche.

## La necessità di esplorare le possibili alternative

Detto ciò, trovarne la causa non è stato semplice e Wang e il suo team si sono trovati in diversi vicoli ciechi. “Più abbiamo fatto tentativi e più fallimenti abbiamo incontrato e **la presenza delle *hot streak* sembrava molto casuale**”, ha dichiarato il docente. Per quanto riguarda, per esempio, l’età l’analisi di Wang non ha riscontrato nulla di significativo anche se precedenti ricerche sulle curve legate all’espressione del genio **avevano collocato tra i 35 e i 40 anni il picco della capacità delle persone** di produrre intuizioni da premio Nobel e contributi tecnologici fondamentali. Ci sono altre teorie scartate dal gruppo di lavoro, come quella per cui le serie positive si verificano quando si lavora di più; o quella per cui **le serie positive hanno principalmente a che fare con le persone con cui ci si trova a lavorare**, avendo maggiore successo quando c’è la possibilità di incontrarsi con le superstar del settore di cui ci si occupa.

Alla fine, però, Wang e gli altri autori della ricerca sono riusciti a pubblicare **la loro prima grande teoria sull’origine delle cosiddette strisce calde**, riducibile al motto “**esplorare, quindi sfruttare**”. Nella loro analisi hanno infatti scoperto che artisti e scienziati tendono a sperimentare stili o argomenti diversi prima che inizi il loro ‘momento d’oro’: **il periodo di esplorazione è seguito da un periodo di produzione creativa.** “I nostri dati mostrano che le persone dovrebbero **esplorare il più possibile sul lavoro,** deliberare sulla soluzione migliore per le proprie capacità e quindi sfruttare ciò che hanno imparato”, ha commentato Wang. Questa precisa sequenza – esplorazione, seguita dallo sfruttamento di quanto assorbito – è stata l’unica, nella ricerca, a precedere sempre l’inizio di un periodo prolifico.

## I girovaghi di oggi sono le superstar di domani

Almeno per quanto riguarda artisti, registi e scienziati, nessuno dei due momenti è utile da solo. Solo quando **periodi di tentativi ed errori sono seguiti immediatamente da periodi di deliberata concentrazione**, la probabilità di una serie positiva aumenta in modo significativo. La ricerca suggerisce qualcosa di molto promettente: i fallimenti possono essere periodi di crescita, **ma solo se capiamo quando sbilanciarci dall’esplorazione verso l’elaborazione di quanto vissuto**. L’articolo di Wang e del suo team chiede insomma di considerare la possibilità che molti dei ‘girovaghi’ di oggi siano anche le superstar di domani. I periodi di esplorazione possono essere come l’agricoltura invernale, quando nulla è visibilmente in crescita, ma è all’opera un processo sotterraneo che col tempo darà i suoi frutti.

Nel libro dal titolo ***Range: why generalists triumph in a specialized world*** il giornalista David Epstein sosteneva che **la specializzazione precoce fosse una strategia perdente per avere successo in un mondo di problemi complessi**. Al contrario, ha evidenziato Epstein, le persone raggiungono risultati più lodevoli esplorando **una grande varietà di campi e approcci** e intrecciando le loro conoscenze per produrre nuove soluzioni. La ricerca di Wang sembra confermare questa affermazione e tenere insieme il paradosso che le serie positive sono effettivamente esempi di specializzazione ma la specializzazione in sé non porta a serie positive.

Wang e i suoi colleghi hanno infine calato i risultati della ricerca anche nel sistema d’istruzione americano, facendo alcune considerazioni. **L’istruzione negli Usa spinge alla specializzazione precoce negli sport giovanili**, nella musica e in altre attività extrascolastiche che promettono di cresce bambini prodigio. Ma se è vero che i periodi di tentativi ed errori sono cruciali per svolgere al meglio e nel modo più creativo il proprio lavoro questa scelta sta restringendo il potenziale collettivo di molti cittadini americani.

Fonte: *Atlantic*
