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title: Pagati per riposarsi (e tornare più produttivi)
description: Circa 200 studi hanno provato la correlazione tra benessere e produttività sul lavoro. Pwc dà un bonus a chi prende una settimana di ferie
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/04/benessere_lavoro.jpg
date: 2021-04-22
modified: 2025-09-09
author: Giorgia Pacino
url: https://www.paroledimanagement.it/benessere-aziendale/pagati-per-riposarsi-e-tornare-piu-produttivi/
categories: [Risorse Umane, Benessere aziendale, Organizzazione, Dall’estero]
tags: [benessere al lavoro, burnout, salute mentale, overworking]
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# Pagati per riposarsi (e tornare più produttivi)

![Pagati per riposarsi (e tornare più produttivi)](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/04/benessere_lavoro.jpg)

“È una maratona, non uno sprint”. **Era il 2013 quando David Solomon**, allora Co-Head of investment banking e oggi CEO di Goldman Sachs, **istituì la *Saturday rule* **in risposta alle lamentele dei junior analyst sulle lunghe ore di lavoro, vietando di fatto gran parte delle attività tra le 21 del venerdì e le 9 della domenica. Adesso, otto anni dopo, il numero uno della banca si trova a dover gestire [una nuova protesta nata tra i giovani analisti](https://www.paroledimanagement.it/dopo-i-vaccini-londra-da-lesempio-anche-nelle-riaperture/), che lamentano **ritmi di lavoro massacranti** e fino a 100 ore di lavoro settimanali.

***Overworking* e *burnout* **non sono prerogative dei soli istituti finanziari. Con la pandemia e la diffusione del lavoro da remoto, è venuto meno per tante professioni il confine tra casa e ufficio. Anche con la riapertura dei luoghi di lavoro, però, in pochi si aspettano di vedere ridurre il carico richiesto dalle aziende. Numerose ricerche suggeriscono che **un eccesso di lavoro non fa bene né ai dipendenti né alle organizzazioni**. Eppure, certe aziende continuano a incoraggiarlo. E anche le poche azioni messe in campo per provare a ridurre l’orario di lavoro finiscono spesso per lasciare immutata la situazione.

Esistono ormai più di 200 studi – svolti negli ultimi 20 anni – che hanno dimostrato la **correlazione tra settimane lavorative più lunghe e problemi di salute**, con un’incidenza più alta di disturbi cardiaci e alta pressione nelle persone che lavorano di più. Queste ultime hanno anche maggiori probabilità di incorrere in incidenti sul lavoro. È stato accertato anche un collegamento tra le lunghe ore di lavoro e l’adozione di comportamenti che a lungo andare compromettono la salute delle persone, come fumo, alcolismo e uso di sostanze stupefacenti.

Non è solo la salute delle persone a risentirne. **Anche il lavoro stesso è compromesso dagli eccessi**: alcune ricerche suggeriscono infatti una relazione tra il riposo e l’abilità di *problem solving*, tra il tempo libero e le performance lavorative e tra la privazione del sonno e le più basse capacità cognitive a livello professionale. Anche nei settori più competitivi, al contrario, alcune imprese hanno dimostrato che **è possibile aumentare la produttività e innalzare la qualità del lavoro** senza compromettere la salute e l’engagement dei dipendenti. La società di consulenza **PwC**, per esempio, ha di recente annunciato l’intenzione di riconoscere **un bonus da 250 dollari**, fino a quattro volte l’anno agli impiegati che prenderanno **una settimana consecutiva di ferie**. Per incentivare il riposo e puntare sulle migliori prestazioni dei suoi dipendenti.

Fonte: *New York Times*
