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title: Wellbeing, un investimento che ‘raddoppia’
description: Lo studio “Il Roi del benessere 2024” di Wellhub (ex Gympass) indaga sui benefici dei programmi di wellbeing.
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/06/Claudia_Cipolla_Head_of_Italy_Wellhub-1024x683.jpg
date: 2024-05-27
modified: 2025-09-09
author: Martina Midolo
url: https://www.paroledimanagement.it/benessere-aziendale/wellbeing-un-investimento-che-raddoppia/
categories: [Risorse Umane, Benessere aziendale, Organizzazione, Welfare aziendale]
tags: [benessere, wellbeing, Wellhub, Claudia Cipolla]
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# Wellbeing, un investimento che ‘raddoppia’

![Wellbeing, un investimento che ‘raddoppia’](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/06/Claudia_Cipolla_Head_of_Italy_Wellhub-1024x683.jpg)

Prendersi cura del benessere delle persone ripaga, letteralmente. Lo studio *Il Roi del benessere 2024* di Wellhub (ex Gympass), società che offre servizi per il benessere aziendale, che indaga sui benefici dei programmi di wellbeing per la produttività dei dipendenti dimostra che **il 95% delle aziende che monitorano il ritorno d’investimento (Roi) dei programmi di welfare registra ritorni positivi** (rispetto al 90% dell’anno precedente). Addirittura, più della metà (56%) degli intervistati ottiene **oltre due euro per ogni euro investito**. E il valore sale al 67% per le aziende che utilizzano Wellub come partner.

La ricerca, condotta su 2mila Responsabili delle Risorse Umane, manager e *C level* in tutto il mondo, sottolinea **quasi all’unanimità che i programmi di benessere aumentano la produttività dei dipendenti** (a dirsi d’accordo è il 99% dei Responsabili HR). Inoltre, i Responsabili HR attribuiscono il Roi positivo alla **riduzione dei giorni di malattia, ai minori costi sanitari e di reclutamento**, nonché ai tassi di fidelizzazione più elevati, all’aumento della produttività e alla soddisfazione generale dei dipendenti.

“**Non è passato molto tempo da quando le aziende consideravano il benessere come un benefit marginale**. Se i dipendenti volevano seguire un corso di yoga o frequentare la palestra, questo andava bene, ma non era considerato parte di una strategia aziendale più ampia. Ora è chiaro che offrire solo alcune soluzioni puntuali non funziona. Essere un’azienda che si occupa di benessere significa creare un ambiente di lavoro in cui i **dipendenti si sentano supportati nel prendersi cura della propria salute da un punto di vista olistico e dare loro le risorse per farlo**. Il fatto che più della metà dei Responsabili delle Risorse Umane abbiano registrato un ritorno di due euro per ogni euro investito nel benessere dei propri dipendenti è un dato illuminante che dimostra come questo investimento vada a vantaggio sia dei dipendenti sia dei loro datori di lavoro”, ha dichiarato **Cesar Carvalho, fondatore e CEO di Wellhub**.

## Un approccio olistico e integrato

Offrire un’ampia gamma di soluzioni per il benessere è fondamentale per coinvolgere i dipendenti e aumentare l’efficacia dei programmi di wellbeing. A testimoniarlo è anche il rebranding della società (come detto, ex Gympass): originariamente nata come **piattaforma dedicata alle palestre, oggi si propone come leader globale nel *corporate wellbeing*, offrendo una gamma completa di servizi per il benessere fisico, psicologico, emotivo, finanziario e nutrizionale**. Il nuovo posizionamento mira, infatti, a rispecchiare l’ampliamento dell’offerta e una visione integrata rispetto al benessere organizzativo.

D’altra parte, l’importanza di un **approccio personalizzato e basato sull’ascolto attivo dei dipendenti risulta cruciale per il successo dei programmi di wellbeing**. “Comunicare quali programmi di benessere sono disponibili non è semplice e richiede un team dedicato e l’utilizzo di canali di comunicazione specifici, capaci di raggiungere tutta la popolazione aziendale. Inoltre, **la figura del Welfare coach, un dipendente formato e informato sulle iniziative di wellbeing, può avere un grande impatto** per trasferire le informazioni ai colleghi e a promuovere l’adozione dei servizi di wellbeing in azienda, specialmente in quelle di grandi dimensioni o decentralizzate”, spiega **Claudia Cipolla, Head of Italy di Wellhub**.

Inoltre, esiste un forte legame tra il coinvolgimento dei *C level* nelle strategie di wellbeing e il tasso di partecipazione dei dipendenti ai servizi offerti. Con un *engagement* dirigenziale sotto il 30%, il tasso medio di partecipazione dei dipendenti è del 44%, che sale al 80% con una maggiore partecipazione dei vertici. “**Il supporto attivo del management è un fattore determinante per il successo dei programmi di wellbeing**. Esempi concreti includono la visibilità delle attività di benessere nei calendari dei dirigenti o la realizzazione di video che mostrano i leader aziendali impegnati nelle loro routine di benessere. Gesti semplici, a volte simbolici, ma che incentivano l’adozione dei programmi da parte dei collaboratori”, aggiunge Cipolla.

La crescente tendenza a dare importanza al benessere sottolinea la centralità di investire nelle persone. E, come dimostra l’indagine, **dare priorità alla salute mentale, fisica ed emotiva dei dipendenti crea una forza lavoro più felice e sana, con ritorni significativi per l’organizzazione**.
