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title: L’interdisciplinarietà per gestire digitale e sostenibilità
description: "L’Osservatorio di Deloitte lancia l’allarme sulla carenza di competenze Stem. In Italia meno del 25% dei laureati sceglie queste materie"
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date: 2022-08-10
modified: 2025-09-09
author: Monica Giambersio
url: https://www.paroledimanagement.it/dal-mercato/linterdisciplinarieta-per-gestire-digitale-e-sostenibilita/
categories: [Dal mercato, Scenari macroeconomici, Sostenibilità]
tags: [Deloitte, Maria Cristina Messa, Stem, Guido Borsani, Fabio Pompei, Ferruccio Resta]
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# L’interdisciplinarietà per gestire digitale e sostenibilità

![Digital_education](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/08/Digital_education-1024x683.jpg)

Nonostante la crescente domanda di professionisti nelle scienze, tecnologie, ingegneria e matematica (le materie che compongono il ben noto acronimo Stem), **i percorsi di formazione tecnico-scientifica continuano a essere scelti soltanto da una minoranza di studenti europei.** Lo scenario è ancora più preoccupante se si pensa al ruolo rilevante che queste competenze giocano nelle nelle grandi sfide globali fra cui la transizione climatica, sociale e le trasformazioni del lavoro.

A scattare la fotografia è stata **la seconda edizione dell’Osservatorio Stem dal titolo *Rethink Ste(A)m education – Il futuro passa da competenze scientifico-tecnologiche e umanistiche*,** promosso da **Fondazione Deloitte e dal Programma di Politiche Pubbliche di Deloitte**, e presentato a luglio 2022 a Milano. Dai dati – raccolti in Italia, Spagna, Malta, Grecia, Regno Unito, Francia e Germania – **è emerso che i laureati in materie Stem sono meno del 30%; mentre in Italia si scende al 24,5%.** Questa situazione fa sì che il 44% delle imprese italiane abbia sempre più difficoltà a reperire candidati con queste competenze. “Si tratta di un *mismatch* strutturale tra domanda e offerta”, ha spiegato **Guido Borsani,** Presidente di Fondazione Deloitte, che ha ricordato anche l'allarme lanciato dalla Commissione Europea secondo cui nel settore ICT la carenza professionale è ancora più grave, riguardando circa il 55% delle imprese.

A contribuire a questo scenario è la convinzione che **le materie Stem siano troppo complesse e richiedano tempi più lunghi per il completamento del percorso universitario.** In questo senso, un momento cruciale è il passaggio dalla scuola superiore all’università. Secondo lo studio, infatti, **per il 41,6% degli studenti mancano, proprio in questo particolare momento, adeguate figure di riferimento per l’orientamento** alla scelta del corso di laurea. Ciò spinge i giovani ad affidarsi ai consigli di familiari senza effettuare una corretta valutazione delle reali opportunità che un percorso scientifico offrirebbe nell’attuale mercato del lavoro.

Un’altra questione centrale è quella del *gender gap*. **Il report mostra come le donne rappresentino in media meno di un terzo del totale dei laureati in materie Stem.** Questo valore varia a seconda delle discipline: nelle facoltà di Ingegneria si attesta al 31%, mentre nell’ICT scende addirittura al 19%. Anche in questo caso gli stereotipi hanno un ruolo chiave: “**È un problema molto importante di *role model* **e richiede una visione lungimirante che porti alla rimozione di una serie di stereotipi fin dai primi anni della formazione scolastica”, ha spiegato Borsani.

## Una visione olistica per affrontare problemi complessi

Come arginare dunque questo disinteresse per la formazione scientifica? Dalla presentazione dei dati della ricerca sono emersi tanti spunti, **che hanno avuto come denominatore comune la necessità di una strategia che integri formazione umanistica e scientifica**, coinvolgendo imprese, università e mondo istituzionale. “Il tema delle competenze Stem è centrale nel contesto attuale in cui la tecnologia ha assunto un ruolo di primo piano e va affrontato con un sguardo sinergico”, ha spiegato l’Amministratore Delegato di Deloitte Italia **Fabio Pompei.** Sulla stessa linea anche **Maria Cristina Messa**, Ministra dell’Università e della Ricerca, che, intervenuta in video, ha insistito **sulla necessità di percorsi formativi “più attrattivi”, incentrati su “un approccio trasversale a diverse discipline”.**

Le potenzialità di una formazione integrata sono state evidenziate anche da **Ferruccio Resta,** Rettore del Politecnico di Milano, che ha spiegato come, accanto a competenze più tecniche, **sia fondamentale favorire una *forma mentis *olistica per affrontare questioni multidisciplinari come la cybersecurity o la sostenibilità ambientale.** Proprio in quest’ultimo ambito, ha sottolineato **Maria Chiara Carrozza**, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, le competenze sono centrali, perché c’è da affrontare la sfida del cambiamento climatico: “È necessario mettere in atto una rivoluzione culturale per far capire ai giovani l’importanza di trasformare la scienza in tecnologia con l’obiettivo di risolvere questi problemi”.

L’imperativo è far capire ai giovani **il ruolo chiave che le competenze Stem rivestono nel mercato del lavoro,** ma anche puntare su un approccio formativo che affianchi discipline tecniche e umanistiche. Ciò sarà fondamentale per affrontare le complesse sfide tecnologiche e ambientali odierne e future.
