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title: Fare serve più di sapere
description: "Anche la Cina comincia a soffrire di skill mismatch. Troppi laureati e pochi posti disponibili: in alcune aree la disoccupazione è del 30%"
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date: 2021-01-27
modified: 2025-09-09
author: Giorgia Pacino
url: https://www.paroledimanagement.it/dallestero/fare-serve-piu-di-sapere/
categories: [Risorse Umane, Dall’estero, Formazione]
tags: [laureati, skill mismatch, cina, disoccupazione]
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# Fare serve più di sapere

![Fare serve più di sapere](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/01/Cina_lauree.jpg)

Qualifiche tecniche piuttosto che generici diplomi universitari. **Anche la Cina post Coronavirus comincia ad accusare lo *skill mismatch***. Unico tra le maggiori economie del mondo a essere cresciuto anche nel 2020, il Paese che si è ormai largamente ripreso dalla pandemia è **a corto di posti di lavoro per i suoi laureati**. In sintesi: ci sono giovani ‘troppo’ formati su materie che hanno pochi sbocchi lavorativi.

Nel 2019 in Cina c’erano **33 milioni di studenti universitari e laureati**, senza contare gli iscritti a scuole online ed enti di alta formazione per adulti (nel 1997 erano appena 3,5 milioni). Secondo le statistiche governative, ci sono **due laureati ogni 1.000 abitanti**. Un dato ancora inferiore a quello di altri grandi Paesi sviluppati – negli Stati Uniti sono sette ogni 1.000 abitanti – ma in forte crescita. Eppure, **l’economia cinese non sembra sia riuscita a tenere il passo** di questa rapida espansione, lasciando che ogni anno una nuova generazione di laureati si contenda un ristretto numero di posti di lavoro.

**Molti scelgono, quindi, di continuare a formarsi**. Invece di *career fair* e colloqui di lavoro, i giovani cinesi freschi di laurea frequentano scuole di specializzazione e master professionalizzanti, **rimandando l’entrata nel mondo del lavoro**, con l’incoraggiamento del Governo. Nel momento di maggior diffusione della pandemia, il Ministro dell’Istruzione cinese ha annunciato di voler **aumentare del 25% il numero di candidati ammessi ai master** tenuti dalle università del Paese, aggiungendo 189mila posti, per attenuare la disoccupazione. Anche le opportunità per gli universitari sono dunque state incrementate, con l’aggiunta di 300mila posti.

Anche prima della pandemia, per la verità, i laureati cinesi lamentavano la scarsità di posti di lavoro appetibili. Non ci sono dati ufficiali certi, ma nel 2014 le autorità cinesi stimavano che **il tasso di disoccupazione** tra la popolazione con alti livelli di istruzione, **a due mesi dalla laurea, raggiungesse il 30%** in alcune aree del Paese. Ora molti temono che la crescita del numero di posti nelle università finisca con il peggiorare la situazione, aumentando la già elevatissima competizione, diluendo il valore del titolo di studio e rimandando una crisi occupazionale che sembra ormai certa.

Fonte: *New York Times*
