---
title: Giappone, stop alle donne che servono il tè alla fine dei meeting 
description: Pochi incontri ufficiali in Giappone hanno inizio senza un gruppo di donne che servono ai partecipanti una tazza di tè. Ma questo sta cambiando
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/03/Tea-768x408-1.jpg
date: 2020-03-12
modified: 2025-09-09
author: Giorgia Pacino
url: https://www.paroledimanagement.it/dallestero/giappone-stop-alle-donne-che-servono-il-te-alla-fine-dei-meeting/
categories: [Risorse Umane, Dall’estero, Gestione delle diversità]
tags: [ochakumi, tutela donna, Gender diversity, giappone]
---

# Giappone, stop alle donne che servono il tè alla fine dei meeting 

![Giappone, stop alle donne che servono il tè alla fine dei meeting ](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/03/Tea-768x408-1.jpg)

Le chiamano *ochakumi*, letteralmente “la squadra del tè”. Pochi incontri ufficiali in Giappone hanno inizio senza che prima **un gruppo di dipendenti donne abbia posto davanti ai partecipanti al meeting una tazza di tè fumante**, talvolta accompagnata da qualcosa di dolce.  

Ora i 93 membri dell’assemblea locale nella prefettura di Saitama, vicino a Tokyo, hanno deciso che non impiegheranno più uno staff di sette donne con il compito di servire il tè alle riunioni dell’assemblea – in cui siedono appena 14 donne - e agli altri incontri ufficiali. Una decisione non del tutto motivata dal desiderio di **cambiare la tradizione che vede la donna confinata in quel ruolo**. Secondo il quotidiano locale *Asahi Shimbun*, la misura è stata infatti adottata nel corso di una riunione convocata per discutere tagli al budget. 

Tuttavia, il leader del gruppo conservatore in assemblea, Nobuaki Kojima, ritiene che la novità possa rappresentare anche il riconoscimento di **una diversa attitudine nei confronti delle donne sul posto di lavoro**. “In linea con i tempi, abbiamo discusso se fosse appropriato impiegare delle donne che si limitano ad aspettare di servire il tè”, ha dichiarato ad *Asahi Shimbun*, aggiungendo che d’ora in poi i partecipanti al meeting dovranno pensare da soli a dissetarsi. 

L’esempio dell’assemblea di Saitama potrebbe segnare l’inizio del declino delle *ochakumi*, molte delle quali sono regolarmente assunte come **“office ladies” con compiti**** ulteriori rispetto al servire tazze di tè ai loro colleghi**. L’idea che le donne debbano operare in silenzio sullo sfondo, mentre gli uomini dominano la sala riunioni – o le camere legislative – è molto radicata nella società giapponese. **Il Paese è al 121esimo posto, su 153 nazioni, nel Global Gender Equality Ranking** stilato dal World Economic Forum. Solo il 10% dei 465 seggi della camera bassa in Giappone è ricoperto da una donna. 

 Fonte: *The Guardian* 
