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title: Il lavoro a distanza stimola creatività e innovazione
description: I vincoli stimolano il pensiero creativo e lavorare entro i limiti spinge a risolvere i problemi in modi che prima non si erano presi in considerazione
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date: 2021-12-30
modified: 2025-09-09
author: Erica Manniello
url: https://www.paroledimanagement.it/dallestero/il-lavoro-a-distanza-stimola-creativita-e-innovazione/
categories: [Risorse Umane, Ambiente di lavoro, Organizzazione, Dall’estero]
tags: [creatività, lavoro da remoto, videocall, Mit Sloan, Leigh Thompson]
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# Il lavoro a distanza stimola creatività e innovazione

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Se si temeva che il lavoro a distanza, massicciamente emerso a partire dall’inizio della pandemia, potesse ostacolare l’innovazione, è ora smentito: due studi indipendenti sono giunti alla conclusione che sia avvenuto, semmai, il contrario.

Una ricerca pubblicata dal **Mit Sloan di Cambridge**, Massachusetts, condotta da un team guidato da Ben Laker, Professore all’Università di Reading, riporta che **per alcune aziende in regime di Smart working il ritmo dell’innovazione è accelerato,** portando a risultati migliori per collaboratori e clienti. Stesso punto di vista per Leigh Thompson, Docente alla Northwestern University, che ha così commentato il trend: “Si potrebbe presumere che i grandi cambiamenti nel modo del lavoro stiano mettendo a dura prova la creatività aziendale. Sulla base delle ricerche svolte negli ultimi due decenni alla luce della perdita di connessioni e interazioni faccia a faccia più spontanee, crediamo che **il passaggio al lavoro a distanza abbia il potenziale per migliorare la creatività e l’ideazione di gruppo,** nonostante la ridotta comunicazione di persona”.

Secondo le conclusioni dei due team, il passaggio al lavoro a distanza ha aperto la strada **a una maggiore interazione, condivisione delle informazioni e innovazione**. C’è però da ammettere che certi aspetti – per esempio la condivisione delle conoscenze e la collaborazione tra le persone – erano un processo sconnesso e problematico ben prima di Covid. Uno studio su 200 dirigenti, sviluppato e scritto dall’analista indipendente Joe McKendrick e dalla sua squadra, ha riscontrato che solo **il 41% degli intervistati e delle intervistate dichiara di essere sicuro che le conoscenze documentate dalla propria azienda siano quelle più aggiornate e affidabili;** e solo il 12% ha dichiarato di essere completamente fiducioso. Trovarsi improvvisamente a dover lavorare con una serie di limitazioni, prima del Covid estremamente secondarie se non del tutto inesistenti, ha spinto quindi molte organizzazioni a cercare di risolvere problemi che già esistevano.

“I vincoli stimolano il pensiero creativo. Lavorare entro i limiti **ci spinge a risolvere i problemi in modi che prima non avremmo preso in considerazione**”, ha sottolineato Thompson, facendo notare come le riunioni virtuali impongano per definizione più vincoli alla comunicazione e alla collaborazione rispetto alla modalità in presenza. È probabile, per esempio, che elementi come i ‘facilitatori di riunioni virtuali’ che agiscono sulla dimensione dei gruppi di lavoro e sui limiti di tempo, il fatto che possa parlare solo una persona alla volta, le disposizioni dei ‘posti’ assegnate dalla piattaforma e non dai singoli e la limitazione dell’accesso visivo portino le persone coinvolte **oltre i loro abituali modi di pensare,** stimolando la creatività.

## Fuori dalla comfort zone si accendono le idee

A differenza delle riunioni in presenza, in cui si tende verso conversazioni incrociate simultanee, le riunioni virtuali rendono infatti quasi impossibile che più di una persona parli contemporaneamente. Questo costringe **a concentrarci sull’input individuale e diventa più facile ascoltare i partecipanti meno ‘rumorosi’** rispetto al mondo fisico, nel quale è frequente che questi ultimi attirino meno l’attenzione.

Inoltre, negli incontri faccia a faccia è comune che tra colleghi si condividano chiacchiere e battute, che dal punto di vista di Thompson hanno la conseguenza involontaria **di rafforzare il conformismo e restringere l’attenzione creativa.** In una riunione virtuale questo è molto più difficile e l’effetto, per il docente è di favorire le interazioni tra persone che si conoscono di meno, stimolando la creatività.

Infine, fa notare ancora Thompson, la possibilità, ormai diventata pratica diffusa, **di registrare le riunioni avvenute sulle piattaforme di videochiamate** si è dimostrata particolarmente proficua per portare a compimento gli sforzi creativi emersi durante l’incontro. Tornare a dare uno sguardo **alle idee raccolte durante un meeting è diventato più facile** e anche le idee scartate, delle quali nei report non resta traccia, diventano un seme dal quale può sempre crescere qualcosa.

Fonte: *Forbes*
