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title: Manager in smart e impiegati in ufficio
description: Il divario è legato a vecchi retaggi dell’era industriale, in cui il lavoro manuale doveva essere valutato in loco con risultati tangibili.
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date: 2022-09-05
modified: 2025-09-09
author: Monica Giambersio
url: https://www.paroledimanagement.it/dallestero/manager-in-smart-e-impiegati-in-ufficio/
categories: [Risorse Umane, Organizzazione, Dall’estero, Spazio di lavoro]
tags: [Smart working, Manager, "Diversity & Inclusion"]
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# Manager in smart e impiegati in ufficio

![Smart working](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/08/Smart-working-1024x683.jpg)

Con la pandemia, come è noto, il lavoro ibrido, che abbina presenza in ufficio e attività da remoto, ha registrato una forte diffusione; il tutto consentendo **maggiore flessibilità e libertà nell’organizzazione del tempo e nella gestione delle diverse attività.** Tuttavia – secondo uno studio condotto a luglio 2022 dalla piattaforma di sviluppo software Gitlab e da Qatalog, società di consulenza dedicata al lavoro in ambito digitale, su un campione di 2mila persone negli Stati Uniti e nel Regno Unito – **i vantaggi del lavoro flessibile sarebbero riservati per lo più ai manager (74%) e solo in minima parte ai lavoratori,** in particolare quelli junior (24%).

Questi dati, sottolinea un articolo *Bbc* dedicato alla ricerca, sono ancora più significativi se si considera l’importanza che le persone attribuiscono al lavoro ibrido e ai suoi innumerevoli vantaggi in termini di produttività e benessere. Secondo lo studio commentato dall’emittente televisiva britannica, **l’81% dei dipendenti ritiene, infatti, di essere più efficiente sul lavoro quando è concessa più flessibilità,** mentre il 65% è convinto che organizzare autonomamente il tempo in funzione dei risultati da ottenere abbia un impatto positivo sul benessere; **infine il 66% degli intervistati prenderebbe in considerazione la possibilità di dare le dimissioni da lavori che non concedono grande flessibilità**, mentre il 43% potrebbe addirittura scegliere impieghi meno pagati pur di mantenere una maggiore libertà organizzativa.

## Un modello che viene dal passato

Ma questa disparità di trattamento nella concessione di flessibilità lavorativa ai dipendenti più giovani rispetto a quelli con maggior anzianità lavorativa da dove proviene? Secondo gli esperti,** il divario è legato a vecchi retaggi dell’era industriale, in cui il lavoro manuale doveva essere valutato in loco con risultati tangibili.** Questo approccio, però, è diventato sempre meno efficace man mano che il lavoro d’ufficio si diffondeva sempre di più e l’attività dei collaboratori diventava meno valutabile nell’immediato. In questo contesto, **le ore trascorse davanti al computer sono state considerate uno degli indicatori per rappresentare simbolicamente la produttività delle persone,** anche se, è chiaro, che non sono lo strumento più efficace per valutare le performance lavorative.

Questo sbilanciamento nella richiesta di lavoro in presenza ai più giovani è legato inoltre al fatto che le nuove generazioni, a differenza delle figure senior, **devono ancora dimostrare di saper mettere a disposizione dell’organizzazione le proprie capacità,** creandosi così una buona ‘reputazione’ in azienda. E questo vuol dire spesso adeguarsi ai modelli preesistenti che privilegiano chi rimane molte ore in ufficio. Inoltre le disparità tra manager e lavoratori più giovani rimangono anche quando è concesso lo Smart working. In questo caso i manager di lungo corso **sono privilegiati in quanto meno controllati e più autonomi, a differenza dei collaboratori** che, per dimostrare il loro impegno, spesso rimangono davanti al computer tutto il giorno, a volte rispondendo alle mail ben oltre l’orario lavorativo.
