---
title: La buona scuola (che non si vede)
description: Si è conclusa la prima settimana dalla riapertura delle scuole. Ma restano ancora tanti problemi irrisolti. E qualche esempio virtuoso di riapertura.
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/09/Scuola_riapertura_PdM-1024x682.jpg
date: 2020-09-19
modified: 2025-09-08
author: Dario Colombo
url: https://www.paroledimanagement.it/editoriale/la-buona-scuola-che-non-si-vede/
categories: [Scuola, Editoriale]
tags: [scuola, Covid, riapertura scuola, formazione distanza]
---

# La buona scuola (che non si vede)

![Scuola_riapertura_PdM](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/09/Scuola_riapertura_PdM-1024x682.jpg)

Si è conclusa la **prima settimana con le scuole riaperte**. Il 14 settembre 2020 gran parte degli istituti italiani hanno ripreso le attività - a esclusione di chi riapre solo a fine mese - dopo la **lunga fase del *lockdown* e la successiva riapertura** di maggio che, però, non ha interessato le scuole, chiuse da metà febbraio 2020.

Nonostante i tanti mesi di chiusura, **il nuovo anno scolastico è iniziato con numerose incognite**: difficoltà ad applicare regole sul distanziamento, dubbi sull'uso delle mascherine, banchi a rotelle non a norma, personale vacante e didattica alternata... Sono tutti **aspetti che pesano come un macigno sulla ripresa delle lezioni**. E com'era prevedibile, a sette giorni dalla riapertura circolano già notizie di scuole chiuse (in modo totale o parziale) e di studenti positivi al virus, con il conseguente **ritorno alla didattica a distanza** (Dad), che - ammettiamolo - non può corrispondere alla digitalizzazione della classica lezione frontale in presenza.

## Alla ricerca di idee creative che funzionano

I media sono alla costante ricerca di storie che evidenziano **tutti i limiti della scuola**: da quelli organizzativi per la riapertura alla gestione approssimativa della formazione, le cui **conseguenze ricadranno sulle future generazioni**, ma pure sull'intera società. L'organizzazione della scuola e l'organizzazione del lavoro sono, infatti, strettamente connesse.

Nonostante l'interesse spasmodico per ciò che non funziona, esistono - per fortuna - anche **storie virtuose di scuole** che hanno ideato soluzioni creative per assicurare il corretto funzionamento degli istituti. Per esempio, il 19 settembre 2020 il quotidiano *La Repubblica *ne ha raccolto alcune. Non arrivano i banchi promessi dal Governo? **La scuola decide di segare i tavoli solitamente usati per due bambini** (succede a Roma). Oppure si acquistano i **divisori in plexiglas** lasciando intatti i banchi (Milano). Non ci sono gli spazi adeguati all'interno della scuola? **Si fa lezione in giardino** (Bologna). Gli edifici devono essere ristrutturati? **Si mettono al lavoro gli insegnanti** che imbiancano tutta la scuola (Genova).

Un altro futuro per la scuola è possibile. E **non c'è sempre bisogno di aspettare le decisioni 'dall'alto'**. Serve un po' di creatività. E di spirito di iniziativa, condito da tanto **senso di responsabilità**. Un esempio su tutti: se le aziende avessero atteso la legge sullo Smart working (2017), senza anticipare la normativa, probabilmente avremmo passato un *lockdown* sensibilmente meno produttivo.

Di riapertura di scuole se n'è parlato durante la **puntata del 18 settembre 2020 di *PdM Talk***, il talk del nostro quotidiano. Si sono elencati i **problemi cronici della scuola** e fatto rimbalzare le colpe sui soliti noti. Di soluzioni? Poche all'orizzonte. Avremmo preferito ascoltare progetti concreti, anche fantasiosi e magari irrealizzabili. Ne è venuto fuori un quadro, purtroppo, già fin troppo noto.
