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title: La sopravvivenza delle imprese passa dalla garanzia di sicurezza
description: C’è un’immagine iconica di questa fase di pre-apertura che racconta lo scenario che stiamo affrontando. Da una parte c’è il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chino sul tavolino a leggere un documento; dall’altra il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, anche lui leggermente proteso i...
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date: 2020-04-28
author: Dario Colombo
url: https://www.paroledimanagement.it/editoriale/la-sopravvivenza-delle-imprese-passa-dalla-garanzia-di-sicurezza/
categories: [Editoriale, Scenari macroeconomici]
tags: [sicurezza sanitaria, coronavirus, crisi imprese, ripresa aziende]
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# La sopravvivenza delle imprese passa dalla garanzia di sicurezza

![La sopravvivenza delle imprese passa dalla garanzia di sicurezza](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/04/conte-fontana.jpg)

C’è **un’immagine iconica** di questa fase di pre-apertura che racconta lo scenario che stiamo affrontando. **Da una parte c’è il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte**, chino sul tavolino a leggere un documento; **dall’altra il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana**, anche lui leggermente proteso in avanti, in un atteggiamento che pare di rassegnata attesa di una decisione del capo del Governo.

La foto racconta l’incontro tra il Presidente lombardo e il Premier, che **per la prima volta dall’inizio dell’emergenza ha fatto visita alla Lombardia.** E in questa occasione Conte ha spiegato che **al momento non ci sono le condizioni per un ritorno alla normalità nel Paese** e che il suo discorso di domenica 26 aprile 2020 non è stato un ‘libera tutti’. Anche perché nelle ultime ore è emersa **una relazione riservata del comitato tecnico scientifico** – anche se poi è stata diffusa dal *Corriere della Sera* – i cui contenuti hanno imposto la frenata al Governo sulle riaperture.

In estrema sintesi, da quanto si è appreso,** il report suggerisce la riapertura parziale delle attività da considerare come una sperimentazione da monitorare per 14 giorni** al fine di valutare l’impatto del rilascio del *lockdown* sulla trasmissibilità del virus.

Anche perché** l’Organizzazione mondiale della sanità non ha mai abbassato il livello di guardia** e anzi ha spiegato che **“la pandemia è ancora lontana dall’essere sconfitta”**. I numeri, infatti, dicono che nel mondo ci sono oltre 3 milioni di persone infettate dal virus e i decessi sono oltre 210mila. Proprio questi dati invitano alla prudenza. E **Vittorio Colao, alla guida della task force messa in piedi dal Governo**, ha ribadito la necessità di “ripartire con decisione”, ma** serve farlo “in sicurezza”, considerata come la “priorità di tutti gli italiani”.**

**Proprio la sicurezza deve essere la bussola per la riapertura.** [Numerosi sono i casi delle aziende che hanno già aperto o che non si sono mai fermate](https://www.paroledimanagement.it/sempre-attive-o-pronte-a-reinventarsi-litalia-delle-imprese-che-non-si-fermano/): secondo l’Istat, in Italia sono rimaste aperte 2,3 milioni di imprese, il 51% del totale. Si tratta di aziende che impegnano 9,3 milioni di addetti, di cui 6,8 milioni dipendenti.

## L'attenzione alla salute deve essere prioritaria

Tra le aziende che hanno riaperto, c’è **Fca a Mirafiori che ha fatto tornare gli operai in fabbrica.** Ma come è assicurata la sicurezza di cui parla Colao? Attraverso alcune **misure specificate all’interno di un protocollo**, realizzato anche grazie alla consulenza di virologi, firmato a inizio aprile 2020 da tutti i sindacati e che contiene i c**omportamenti da tenere al lavoro** (lavare le mani e cambiare la mascherina ogni quattro ore) e** obblighi per l’azienda** (per esempio la fornitura di detergenti nelle postazioni e gli occhiali di sicurezza).

Giusto qualche spunto rispetto alle misure di sicurezza introdotte dal protocollo: ai tornelli di entrata sono state **installate le termocamere che prendono la temperatura a tutti i lavoratori** – che seguono percorsi indicati a terra per mantenere le distanze – e chi ha più di 37,5 segue il percorso verso alcune tende bianche dove il personale sanitario approfondisce il caso e, se necessario, impedisce l’entrata al personale.

È certamente solo un esempio, ma utile per avere un’indicazione sul che cosa significhi lavorare in sicurezza nell’era del Covid-19. **Ma quante sono le aziende in grado di assicurare le stesse misure nelle loro realtà?** Penso alle Piccole e medie imprese, più che alle grandi aziende, magari abituate a dialogare con le parti sociali e più abili a implementare protocolli e piani.

**Non è un tema esclusivamente di sicurezza sanitaria, bensì di sopravvivenza delle aziende stesse.** Tralasciare una puntuale attenzione sulla salute del personale significa mettere a rischio l’organizzazione che, nonostante quanto dicano i tecnofobi, vivono ancora del lavoro umano. Lo abbiamo sempre detto: **nel nuovo Umanesimo l’uomo era al centro. È ora di mettercelo sul serio. Riaprendo sì, ma in sicurezza**. Non dei singoli, ma dell’azienda. Che poi vuol dire del Paese.

 
