---
title: Adattamento e sostenibilità guidano la nuova era del Manifatturiero
description: Le grandi crisi che hanno scosso i mercati mondiali negli ultimi due anni impongono, ora più che mai, un cambiamento di approccio nel nostro modo di fare impresa.
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/11/World_Manufacturing_Forum.jpg
date: 2022-11-28
author: Alessandro Gastaldi
url: https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/adattamento-e-sostenibilita-guidano-la-nuova-era-del-manifatturiero/
categories: [Fabbrica]
tags: [World Manufacturing Forum, Manifattura, Supply chain, Fabbrica Futuro]
---

# Adattamento e sostenibilità guidano la nuova era del Manifatturiero

![Adattamento e sostenibilità guidano la nuova era del Manifatturiero](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/11/World_Manufacturing_Forum.jpg)

Le grandi crisi che hanno scosso i mercati mondiali negli ultimi due anni impongono, ora più che mai, un **cambiamento di approccio** nel nostro modo di fare impresa. La **natura fortemente mutabile del contesto economico globale** chiama tutti gli attori del settore Manifatturiero – imprenditori, istituzioni, manager e rappresentanti del mondo accademico – a definire **nuove regole e paradigmi** che permettano di **agire strategicamente** in futuro.

È con questa consapevolezza che è andato in scena a fine novembre 2022 il **World manufacturing forum (Wmf)**, ospitato dal Porsche Experience Center Franciacorta, a Bargnana, in provincia di Brescia. L’edizione 2022 dell'evento internazionale – promosso dal 2018 dalla World manufacturing foundation, fondazione che ha come obiettivo la valorizzazione del Manifatturiero come motore dello sviluppo economico mondiale – si è concentrata sulla **riprogettazione delle catene del valore e di approvvigionamento** nella nuova era dell' **Industria manifatturiera**, settore che vale il 17% del Prodotto interno lordo (Pil) mondiale e che occupa, in media, il 13,6% dei lavoratori a livello globale (in Italia, secondo i dati Istat 2021, il settore industriale rappresenta il 20,3% del Pil).

L’importanza della **capacità di adattamento ai cambiamenti** che intercorrono tra le Supply chain (pandemie, guerre, crisi economiche) è stata sottolineata anche dal Presidente della **World manufacturing foundation** Diego Andreis: “La **rapida successione di interruzioni** sulle catene del valore globali non ha precedenti nella storia recente dell’Industria manifatturiera. Il settore che ne emergerà sarà profondamente trasformato. Il successo di questa trasformazione dipenderà dalla **capacità di adeguarsi al nuovo mondo multipolare** e agli choc che ne derivano”. Andreis ha, successivamente, tratteggiato gli **ingredienti fondamentali della nuova era del Manifatturiero**, che vedrà un uso sempre più rilevante della tecnologia, in un contesto di attenzione crescente alla** sostenibilità e alla responsabilità sociale**: “L’utilizzo dei dati in un contesto *end to end* uscendo dal perimetro delle fabbriche; ecosistemi regionali con filiere più corte, digitale e sostenibilità che guidano l’evoluzione dell’offerta e nuovi modelli di organizzazione del lavoro con competenze e talenti che sempre più diventano il fattore chiave di valore e competitività”.

## Trasformare le catene del valore in modo prudente

La trasformazione del Manifatturiero è sotto osservazioni da tempo anche dal **mondo accademico che analizza i megatrend che si stanno consolidando nel settore a livello globale**. A questo proposito, il Chairman del board scientifico del Wmf, **Marco Taisch**, Professore di Digital Manufacturing, Sustainable Manufacturing e Operations Management presso il Politecnico di Milano, ha proposto 10 raccomandazioni chiave che, se debitamente seguite, dovrebbero favorire lo sviluppo di **Supply chain più resilienti**.

I primi suggerimenti emersi dal Wmf vanno nella direzione della **regolarizzazione delle catene di approvvigionamento del futuro**: l’approccio deve essere interattivo e volto al miglioramento, ma pur sempre prudente, evitando reazioni esagerate ai cambiamenti che riportino indietro il pendolo della globalizzazione. Ne è un esempio il caso della Cina: la Banca mondiale ha **tagliato le stime di crescita del Pil cinese di oltre cinque punti percentuali** (dall’8,1% del 2021 al 2,8% del 2022) come conseguenza, secondo gli analisti, delle politiche estreme adottate per la gestione della pandemia da Covid-19.

Taisch ha poi sottolineato l’importanza di agire, in futuro, dando un **impulso alla promozione della circolarità**: “Ben venga la fine della globalizzazione come l’abbiamo vissuta fino ad adesso, perché ci consentirà di **ridisegnare le catene del valore in un’ottica di maggiore sostenibilità**”. Quindi il docente, rivolgendosi alle grandi imprese le ha invitate a **includere le piccole e medie imprese** nel ripensamento delle Supply chain, sfruttando le loro qualità e rispondendo ai loro bisogni, stimolando però le PMI a dotarsi di appropriati strumenti tecnologici e digitali.

## Affrontare attivamente i cambiamenti per esserne protagonisti

Il futuro del Manifatturiero – secondo quanto emerso dai lavori del Wmf 2022 – è dunque il **rimodellamento delle Supply chain** in termini di circolarità e sostenibilità. Rispetto a questi temi, infatti, finora la consapevolezza e l’azione delle aziende sono spesso strettamente veicolate dalle norme oppure legate alla **Responsabilità sociale d’impresa (CSR)**: secondo gli esperti, però, tocca alle organizzazioni prendere in mano la situazione, diventando le prime promotrici di Supply chain innovative.

A questo proposito, Taisch ha spiegato: “**L’approccio delle imprese alla circolarità non dovrebbe solo esser reattivo** e basato sulle regolamentazioni, ma dovrebbe **tentare di ridurre proattivamente gli effetti avversi** che le loro attività o i loro prodotti hanno sull’ambiente. A differenza dei tradizionali metodi utilizzati per creare circolarità, basati sulla collaborazione con rivenditori e clienti per ottenere un flusso inverso degli articoli, l'industria manifatturiera dovrebbe sviluppare, in futuro, **catene di approvvigionamento circolari più autentiche”.**

Una delle questioni più dibattute – come affrontato anche nella due giorni del Wmf 2022 – è stata la cosiddetta **transizione elettrica**; in particolare nell’Automotive (settore maggiormente impattato dalla novità) chi critica la direzione intrapresa dai grandi player sottolinea due perplessità: le **emissioni collaterali generate dalla produzione della auto elettriche** e lo smaltimento delle batterie; i **posti di lavoro messi a rischio dalla transizione**. Proprio rispetto al futuro dei lavoratori, secondo una recente indagine dell’Unione italiana lavoratori metalmeccanici (Uilm), più di 110mila lavoratori del settore automobilistico rischiano di rimanere **disoccupati nel passaggio dalla produzione dei motori termici a quelli elettrici**.

Dall’altro lato, ci sono molte case automobilistiche che sono ormai **convinte del cambiamento intrapreso**. Tra queste c’è Porsche, che ha ospitato l’appuntamento del Wmf negli spazi del Porsche Experience Center Franciacorta, l’ultimo polo esperienziale inaugurato dal produttore tedesco di auto. Intervenuto ai microfoni di *Fabbricafuturo.it*, **Josef Nierling, Amministratore Delegato di Porsche Consulting Italia**, ha spiegato: “Dal nostro punto di vista il percorso è avviato e non sarà la dilazione, o l’anticipo, della **totale dismissione dei motori a combustione** a cambiare le sorti. Dobbiamo comprendere che **il settore ha preso una direzione chiara** e, quindi, bisognerà cercare di prendere uno spazio all’interno di queste nuove catene del valore”. La dichiarazione di Nierling risuona come un monito a tutti gli attori del settore: aderire ai cambiamenti o esserne esclusi.
