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title: "Banfi, valorizzare l&#8217;eccellenza vitivinicola con la sostenibilità"
description: "“Love at first sight”: queste sono le parole scelte da Gabriele Mazzi, CFO di Banfi, una delle principali realtà vitivinicole toscane, per raccontare la scintilla scoccata tra i fratelli italo americani John e Henry Mariani con il territorio di Montalcino, nel quale, dalla seconda metà dell’Ottocent..."
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date: 2023-11-24
author: Alessandro Gastaldi
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categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "Banfi|ESG|sostenibilità"]
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# Banfi, valorizzare l&#8217;eccellenza vitivinicola con la sostenibilità

![Banfi, valorizzare l&#8217;eccellenza vitivinicola con la sostenibilità](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2023/11/Banfi-FF.jpg)

“*Love at first sight”*: queste sono le parole scelte da **Gabriele Mazzi, CFO di Banfi**, una delle principali realtà vitivinicole toscane, per raccontare la scintilla scoccata tra i fratelli italo americani **John e Henry Mariani con il territorio di Montalcino**, nel quale, dalla seconda metà dell’Ottocento, si producono alcune delle più longeve e rinomate denominazioni d’Italia.

La storia di Banfi nasce nel 1978 dal desiderio dei due fratelli, già esportatori di vino italiano negli Stati Uniti, di **creare nel territorio senese un polo d’eccellenza per la produzione vitivinicola**. Fu proprio questo “amore a prima vista” a convincere i Mariani a diversificare la loro originaria attività di export e a** inaugurare una prima cantina a Montalcino**, posando la prima pietra di quello che, ancora oggi, è un caso esemplare di successo imprenditoriale fondato sul legame con il territorio. Nel 1983, la famiglia completò una serie di acquisizioni culminati con l’unione dell’intera tenuta di Poggio alle Mura**, incluso lo storico castello diventato la sede** principale dell’azienda. Negli anni, Banfi ha ampliato sia l’offerta vinicola, con un importante investimento agricolo e produttivo in Piemonte, sia la diversificazione del business, aprendo il castello ai visitatori ed entrando nel mondo dell’ospitalità. Oggi **l’azienda conta 380 addetti e, nel 2022, ha chiuso con un fatturato pari a 69 milioni di euro.**

Come accennato, tutta la storia di Banfi – dalla nascita all’attualità – si è basata su un forte legame con il contesto geografico e con il tessuto sociale, positivamente influenzati dall’arrivo dell’impresa. Da questo fenomeno, Mazzi riconduce** l’approccio dell’organizzazione ai temi della sostenibilità**: “I fratelli Mariani sono sempre stati spinti da una forte passione per il territorio di Montalcino e per la sua espressione più alta, il vino. Da qui l’impegno alla sostenibilità che, per anni, non è stato formalizzato o comunicato poiché intrinseco alla natura dell’azienda. Pensate all’acqua che per la produzione vitivinicola è la risorsa più importante; questo aspetto i viticoltori del territorio non hanno mai avuto bisogno di impararlo”. Di fatto, la sensibilità collettiva verso le problematiche legate alla scarsità idrica è piuttosto recente, ma nei territori in cui è **radicata un’importante cultura agricola per la verità l’attenzione verso questi temi** è spesso autogena. Questo si traduce, oggi più che mai, nelle azioni empiriche che le aziende possono mettere in atto per tutelare le risorse a loro disposizione.

## Tutelare l’ambiente per valorizzare le sue eccellenze

Anche per Banfi, il legame ambientale e sociale con il contesto sfocia in attività, progetti e processi ben definiti. In particolar modo, Mazzi sottolinea il grande impegno che da sempre, ogni anno,** l’azienda dedica alle attività di Ricerca e Sviluppo**: “Sul piano R&D stiamo lavorando in modo sensibile per ridurre l’impatto che l’azienda produce tramite la lavorazione del suolo, per **preservare la biodiversità e per mantenere la biodinamicità del terreno**. Per esempio, abbiamo un centinaio di ettari di prugni sui quali produciamo anche miele per misurare l’impatto che queste pratiche e commistioni agricole hanno sulla biodiversità”. Il CFO di Banfi, inoltre, chiarisce come lo studio e la ricerca siano fondamentali per migliorare protocolli e pratiche consolidate che, invece, hanno dimostrato nel tempo di essere pericolose: “**La specializzazione del terreno per una determinata coltura porta a un’ottimizzazione della stessa, ma solo a breve termine.** Ci si è accorti, infatti, che nel lungo periodo si rischia di minare la sostenibilità della coltivazione. Accade, come per altre culture, anche con la vite, che rischia la trasmissione delle malattie”.

Il rispetto e la tutela del contesto, nella filosofia di Banfi, si traduce anche nel **coinvolgimento del tessuto sociale del territorio**, principio che contraddistingue la storia di Banfi sin dagli albori: “Quando i fratelli Mariani si sono stabiliti in Italia, quella di Montalcino era una zona molto diversa da quella che conosciamo oggi; sicuramente più povera, isolata e sconosciuta alla grande platea nazionale e internazionale. L’idea di Banfi è stata, fin dall’inizio, quella di proporsi e di posizionarsi sì come leader, ma portando avanti un percorso di crescita insieme con il resto degli attori, **partendo dai tanti piccoli produttori di vino della zona**, contribuendo ad apportare enormi miglioramenti delle tecniche di gestione dei vigneti e delle cantine”. Con i clienti e i partner storici, Banfi ha creato il ‘Banfi Brunello Ambassador Club’, con l’obiettivo di sviluppare l’idea di diffusione culturale del prodotto.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Ottobre-Novembre 2023 di *Sistemi&Impresa*.

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