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title: Con il GDPR è arrivato il DPO
description: Vent’anni dopo l’emanazione della prima legge sul trattamento dei dati personali, avvenuta il 31 dicembre del 1996, l’ultimo giorno utile per recepire la Direttiva dell’Europa, il 4 maggio 2016, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Europea il Regolamento Europeo n.679. Anche se al momento in Ita...
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date: 2018-07-09
modified: 2025-09-17
author: Redazione
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categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "Data Protection Officer|dpo|GDPR|regolamento europeo dati personali"]
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# Con il GDPR è arrivato il DPO

![Con il GDPR è arrivato il DPO](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2018/07/GDPR-1.jpg)

Vent’anni dopo l’emanazione della prima** legge sul trattamento dei dati personali**, avvenuta il [31 dicembre del 1996](https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/28335), l’ultimo giorno utile per recepire la Direttiva dell’Europa, il 4 maggio 2016, è stato pubblicato in *Gazzetta Ufficiale Europea *il [Regolamento Europeo n.679](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A32016R0679). Anche se al momento in Italia sul cosiddetto **GDPR** c’è ancora molta confusione è possibile soffermarsi sui principi presenti nella normativa.

Chi ha già dimestichezza con il trattamento dei dati personali potrà notare che spesso non si tratta di novità, ma della **precisazione di principi** che la giurisprudenza, nazionale ed europea, aveva già stabilito. **[Il Regolamento riguarda il trattamento dei dati personali](https://www.fabbricafuturo.it/il_gdpr_porta_maggior_liberta_e_responsabilita/) operato da titolari di aziende stabilite in Europa**, indipendentemente dal fatto che il trattamento sia effettuato all’interno dei confini europei. È quindi una Legge che in primo luogo** difende i dati dei cittadini d’Europa** e i dati presenti sul territorio dell’Unione. Non è un caso se Facebook nelle si è affrettato a spostare i dati di cittadini non europei memorizzati nei suoi server presenti sul nostro territorio: sarebbero stati sottoposti alle norme che, in questo momento, non è tra le più garantiste al mondo.

## Cosa prevede il GDPR

Molto schematicamente il **GDPR**:

- riconosce il diritto all’oblio, cioè è la possibilità per l’interessato, ossia di colui che cede i suoi dati, di richiedere che siano cancellati e non sottoposti ulteriormente a trattamento i dati personali non più necessari per le finalità per le quali sono stati raccolti;

- l’interessato può in ogni momento revocare il consenso che aveva concesso, oppure opporsi al trattamento dei dati personali che lo riguardano quando non è in qualche modo conforme al Regolamento;

- stabilisce il diritto alla portabilità dei dati, in virtù del quale l’interessato ha il diritto di ricevere, in un formato strutturato e di uso comune e quindi facilmente leggibile da un comune computer, i dati personali che lo riguardano di cui abbia concesso l’uso o che siano generati dalla sua attività all’interno di un servizio come conseguenza di un contratto sottoscritto; l’utente ha il diritto di trasmettere i dati così ottenuti a una società diversa da quella che li aveva raccolti senza impedimenti;

- sancisce il principio di accountability, per cui il titolare dovrà dimostrare l’adozione di politiche sulla privacy e misure adeguate a difendere i dati dei suoi utenti;

- introduce il principio della privacy by design: è necessario mettere in atto misure tecniche e organizzative sia all’atto della progettazione sia dell’esecuzione del trattamento che siano effettivamente adeguate alla protezione dei dati;

- introduce il principio della privacy by default che ricorda il principio di necessità dell’attuale disciplina: i dati devono essere trattati solamente per le finalità previste e per il periodo strettamente necessario a tali fini; ogni ulteriore trattamento è da considerarsi illecito.

## Chi è il Data Protection Officer

*Sintesi di competenze e abilità tecnicamente necessarie al Responsabile della protezione dei dati*

Oltre a stabilire i principi che abbiamo qui sopra elencati, **il Regolamento ridisegna i poteri e le responsabilità** **delle figure implicate del trattamento**, senza sostanzialmente stravolgerle e introduce una nuova figura: **il [Data Protection Officer](https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/chi-e-il-data-protection-officer-e-perche-e-una-figura-controversa/) (DPO), il Responsabile della protezione dei dati **(RPD, l’acronimo in italiano adottato dal nostro Garante).

**Il DPO deve essere obbligatoriamente presente all’interno di tutte le aziende** pubbliche e le società private ove i trattamenti presentino specifici rischi, come per esempio le aziende nelle quali sia richiesto un monitoraggio regolare e sistematico degli interessati, su larga scala, e quelle che trattano i cosiddetti dati sensibili.

**A titolo esemplificativo il Garante italiano indica questi soggetti**: istituti di credito; imprese assicurative; sistemi di informazione creditizia; società finanziarie; società di informazioni commerciali; società di revisione contabile; società di recupero crediti; istituti di vigilanza; partiti e movimenti politici; sindacati; Caf e patronati; società operanti nel settore delle utility (telecomunicazioni, distribuzione di energia elettrica o gas); imprese di somministrazione di lavoro e ricerca del personale; società operanti nel settore della cura della salute, della prevenzione/diagnostica sanitaria quali ospedali privati, terme, laboratori di analisi mediche e centri di riabilitazione; società di call center; società che forniscono servizi informatici; società che erogano servizi televisivi a pagamento.

Attenzione però: **l’elenco non è esaustivo** e il Garante italiano nel suo sito ufficiale scrive che “resta comunque raccomandata, anche alla luce del principio di *accountability *che permea il Regolamento, la designazione di tale figura anche per i soggetti che non ne abbiamo un obbligo specifico”.

 

L'articolo completo è stato pubblicato su *Sistemi&Impresa*.

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