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title: Dal governo della fabbrica al governo degli ecosistemi
description: "Questa rivoluzione industriale ha una caratteristica: la disintermediazione. La connettività consente alle aziende di dialogare direttamente con i clienti finali e questo apre nuovi scenari nell’ambito dello sviluppo dei prodotti e consente la creazione di nuovi modelli di business. Si concretizza l..."
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date: 2017-11-03
modified: 2025-09-17
author: Redazione
url: https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/dal-governo-della-fabbrica-al-governo-degli-ecosistemi/
categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "industria 4.0|piano impresa 4.0|smart manufacturing"]
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# Dal governo della fabbrica al governo degli ecosistemi

![Dal governo della fabbrica al governo degli ecosistemi](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2017/11/Chiara_Lupi1.jpg)

Questa **rivoluzione industriale** ha una caratteristica: la **disintermediazione**. La connettività consente alle aziende di **dialogare direttamente con i clienti finali** e questo apre nuovi scenari nell’ambito dello sviluppo dei prodotti e consente la **creazione di nuovi modelli di business**. Si concretizza la cosiddetta **digitalizzazione dei processi** in Up stream, una dimensione del tutto nuova, che consente al cliente di auto-configurare ciò che intende acquistare.

Il **passaggio da con-sumer a pro-sumer** si è ormai concretizzato mandando in soffitta la produzione in serie. Il passaggio merita una riflessione legata proprio all’obiettivo del **Piano Calenda, entrato da poco nella fase 2** e di cui parleremo ampiamente nello speciale di Novembre. La rivoluzione nella quale siamo immersi non riguarda, solo, la digitalizzazione del contesto **manifatturiero** e sarebbe un errore gravissimo circoscrivere al solo ambito produttivo gli impatti della digitalizzazione.

Stiamo assistendo a un **cambio che non riguarda le tecnologie produttive**, ma il nostro, e più ampio, ecosistema sociale. **Cambia il modo di produrre**, e nella storia dell’uomo si assistono a cambiamenti radicali. Dalla società basata sulla caccia, all’avvento dell’agricoltura, all’industrializzazione fino alle nostre **città che stanno diventando ‘smart’**, l’uomo si trova oggi a interagire con prodotti che da inanimati si sono trasformati in **oggetti connessi**.

Ecco perché questa **rivoluzione non riguarda solo il modo di produrre**, ma riguarda tutti noi che, tra poco, abiteremo città popolate da auto che si guidano da sole, **ci confronteremo con robot** abilitati a svolgere operazioni di primo soccorso e **vedremo droni** sempre più utilizzati per progetti di agricoltura di precisione.

Queste sono le ragioni per le quali i**l 4.0 già pare superato da un paradigma ‘X.O’** dove la connettività abbatte definitivamente i muri delle aziende e la **sfida sarà creare nuovi modelli di**

** business**. E per farlo **servono competenze**, motivo per cui il **nuovo Piano Impresa 4.0** ha incluso una misura di incentivo, nella forma di **credito di imposta**, sulla spesa incrementale in formazione focalizzata su una tecnologia 4.0.

Saranno le **competenze**, o meglio la loro assenza all’interno delle nostre fabbriche, il principale freno al nostro sviluppo futuro. Il **Paese ha bisogno di un re-skilling di competenze** a partire dai nostri leader, che devono acquisire nuove competenze digitali ma, soprattutto, **imparare a coesistere all’interno di un contesto** che non rispecchia più le gerarchie alle quali eravamo abituati.

Ora che **i perimetri delle fabbriche non hanno più ragione di esistere**, è necessario imparare a muoversi all’interno di **ambienti collaborativi** che si alimentano dallo scambio di informazioni, di conoscenze e competenze.

La vera sfida sarà **imparare a interagire all’interno di ecosistemi di conoscenza** dove sarà necessario sapere **interpretare le informazioni per metterle a valore**. Questo nuovo mondo richiede la capacità di ragionare con un’ottica sistemica.
