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title: Dami, l’artigianalità intelligente che rende antifragili
description: La CEO dell’azienda di Sant’Elpidio a Mare è da luglio 2026 anche la Presidente di Confindustria Fermo. In questa doppia veste racconta come l’impresa per calzature sia evoluta tra mercati inesplorati e nuove tecnologie. E da rappresentante degli industriali ribadisce la necessità di fare rete.
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date: 2026-08-27
modified: 2026-09-01
author: Dario Colombo
url: https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/dami-lartigianalita-intelligente-che-rende-antifragili/
categories: [Fabbrica, "L'azienda della settimana"]
tags: [Da.Mi, Confindustria Fermo, Elisabetta Pieragostini]
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# Dami, l’artigianalità intelligente che rende antifragili

![DaMi_1](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/08/DaMi_1-1024x682.jpg)

A guidarla sono i **valori che le ha insegnato il padre Ennio**: coraggio, fiducia e responsabilità. Sono le sue stelle polari sia nell’attività imprenditoriale sia **nel ruolo di Presidente di Confindustria Fermo**. **Elisabetta Pieragostini, CEO di Dami** e da luglio 2026 al vertice dell’associazione industriali fermani (nella foto è la seconda da sinistra), ha le idee chiare su come **affrontare il presente dominato da uno scenario in continua evoluzione**. Oggi c’è da fare i conti con mercati instabili, forte competizione e richieste sempre più sfidanti dei clienti, ma non è detto che queste restino le sfide del domani. “**Dobbiamo essere capaci di affrontare il cambiamento**: se dopo il Covid si diceva che serviva la resilienza, ora funziona l’antifragilità”, esordisce Pieragostini.

Il suo pensiero l’ha condiviso non solo in azienda, ma soprattutto in **Confindustria Fermo quando si è presentata agli imprenditori come nuova Presidente**. L’elezione alla guida dell’associazione è il **punto d’arrivo di un’esperienza iniziata circa quattro anni fa** che l’ha vista assumere la **Presidenza degli Accessoristi per poi entrare nel Consiglio di Presidenza** guidato da Fabrizio Luciani come invitata permanente. È stato lo stesso Presidente a suggerirle di candidarsi. “**Ho visto una Confindustria nuova, più partecipata e più dinamica**”, ricorda l’imprenditrice, tornando indietro con la memoria, ma sottolineando come anche in questo caso abbia visto riconosciuti i suoi valori.

La sua elezione a guida di Confindustria Fermo ne ha fatto la **prima donna in questo ruolo dalla nascita dell’associazione**, avvenuta nel 1979, lo stesso anno in cui è nata l’imprenditrice: una coincidenza che la Presidente racconta con un sorriso più che come un presagio. Non è però la prima donna a ricoprire questo ruolo in assoluto nelle Marche, dove prima di lei c’è stata **Alessandra Baronciani a Pesaro** (oggi Past President), mentre **Roberta Faraotti ad Ascoli Piceno è stata eletta a fine luglio 2026**. Ma c’è un altro parallelo con un’altra prima donna alla guida di Confindustria: si tratta di **Emma Marcegaglia, Presidente nazionale dal 2008 al 2012**; un’onda di cambiamento che alla fine è arrivata anche nel Fermano.

## Aprire le aziende alle reti territoriali

Eletta il 2 luglio 2026 in un’assemblea non priva di voti contrari, legati soprattutto al progetto di aggregazione tra le territoriali di Fermo, Macerata e Ancona, **Pieragostini rivendica una scelta di metodo prima ancora che di merito**: “Le Marche sono l’unica regione al plurale, ma restano culturalmente molto singolari”, osserva, riferendosi a una certa **resistenza degli imprenditori marchigiani a fare rete**. Un limite che intende superare partendo dall’esperienza già maturata in Dami, che ha realizzato la **prima rete d’impresa marchigiana in ambito calzaturiero**, NOS Project Team, insieme con altre due aziende del territorio.

I punti del **programma presentato in Confindustria** – digitalizzazione, Intelligenza Artificiale, internazionalizzazione, passaggio generazionale, attrazione dei giovani, infrastrutture – più che una lista di intenti sono la fotografia delle urgenze che Pieragostini vede tutti i giorni sul territorio. **Le PMI fermane hanno bisogno di digitalizzarsi** e capire l’impatto che l’AI avrà sul lavoro; il tessuto manifatturiero, storicamente vocato all’export, deve rafforzare la propria presenza sui mercati esteri in uno scenario geopolitico che cambia rapidamente; **le imprese a conduzione familiare devono affrontare un passaggio generazionale** spesso rimandato; e il territorio continua a perdere attrattività per i giovani, che se ne vanno mentre mancano le competenze artigianali e manifatturiere per sostituirli. “Il programma che ho presentato potrebbe già non valere più a settembre, visto **quanto velocemente cambiano le cose**”, ammette l’imprenditrice, che proprio per questo insiste sulla **necessità di una Confindustria capace di anticipare i bisogni delle aziende** più che limitarsi a rappresentarle.

*Dami è nata nel 1968 e oggi fattura circa 15 milioni di euro e dà lavoro a 61 persone*

## L’evoluzione dell’azienda di famiglia

Questa stessa capacità di adattamento è, a ben guardare, il filo conduttore della storia di Dami. **L’azienda è stata fondata nel 1968 a Sant’Elpidio a Mare** come Tranceria di Pieragostini e Catalini **dall’idea di due cognati Ennio e Alberto** per produrre fondi in cuoio per calzature da bambino. Nel 1981 cambiò nome in **Dami – acronimo di Daniela e Michela**, le due primogenite dei fondatori – e ampliò la produzione ai materiali termoplastici. Da lì in avanti la storia è stata una **sequenza di espansioni**: l’apertura all’export negli Anni 2000 verso Portogallo, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Romania; **nel 2002 la nascita della linea Degam**, che ha portato l’azienda dal solo mercato bambino a quello uomo-donna; **nel 2012 il passaggio generazionale** che ha reso Dami un’azienda interamente al femminile, gestita dalle quattro figlie dei due soci fondatori; **nel 2015 l’introduzione di Eva**, un materiale più leggero che ha ampliato ulteriormente la gamma di prodotto.

Il salto più recente riguarda la **manifattura additiva**: nel 2021 è nato il **reparto di stampa 3D**, pensato inizialmente per la prototipazione e poi esteso, fino a diventare **oggi un vero e proprio reparto produttivo** (ci sono oltre 10 macchine), tra i più estesi del distretto calzaturiero. **Nel 2023 la proprietà si è concentrata definitivamente nelle mani della famiglia** Pieragostini – sono restate in azienda Elisabetta e la sorella, mentre le cugine hanno scelto altre strade – e ora si è già affacciata la **terza generazione, con l’ingresso della nipote**. Nel 2025 sono arrivate le macchine per la **tecnologia Etpu, un materiale ultraleggero che in Italia hanno solo altre due aziende**, e che ha consentito a Da.Mi di arrivare al mercato della sicurezza e dell’antinfortunistica, mai raggiunto prima di quel momento.

Oggi **l’azienda conta 15 milioni di euro di fatturato e dà lavoro a 61 dipendenti**; a differenza dei primi Anni 70, lavora anche per settori diversi dalla calzatura – home design, borse, medicale – e sta introducendo il **Dpet, una suola pensata per le calzature per animali**. “Cerchiamo di essere attenti, di diversificare tra tipologia di prodotto e di mercato”, racconta Pieragostini, descrivendo un’azienda che non ha mai smesso di cercare varianti al proprio modello, anche quando quel modello funzionava.

## Gli investimenti nelle tecnologie

Sul fronte della digitalizzazione, **Dami ha scelto di misurare il proprio livello di maturità** attraverso uno studio condotto in collaborazione con il **Digital Innovation Hub di Confindustria**: il risultato emerso è quello di un’azienda con indici sopra la media regionale. Il merito è, per esempio, dei **magazzini verticali automatizzati e di un parco macchine interconnesso**, monitorato anche dal punto di vista energetico (questa è una voce di spesa che l’azienda considera tra le più rilevanti). **Sull’Intelligenza Artificiale (AI) l’approccio è finora stato più cauto**, ma anche originale rispetto a tanti progetti svolti da altre realtà: il primo progetto, sviluppato con la partnership con l’Università di Macerata, è partito dal reparto creativo e ha riguardato lo sviluppo di un software di supporto alla prototipazione.

A sostegno dell’attività è stato attivato un **percorso di formazione etica con Benedetta Giovanola**, Professoressa Ordinaria di Filosofia Morale all’Università di Macerata (la docente è stata tra i relatori di una tappa di *FabbricaFuturo*, il roadshow promosso dalla rivista ESTE, *Sistemi&Impresa*), avviato ancora prima dell’entrata in vigore dell’AI Act europeo. “**L’AI non deve sostituire la persona**: può fare il disegno più bello del mondo, ma se non sai dargli forma resta un disegno fine a se stesso”, spiega Pieragostini, che rivendica la bontà del percorso scelto, fatto di “**passetti piccoli, per sperimentare e comprendere**” per poi valutare l’ampliamento dell’uso della tecnologia anche in altri reparti.

## Sostenere la crescita delle persone

È in questo **equilibrio tra tradizione e innovazione** che Pieragostini colloca il concetto a cui tiene di più: **l’artigianalità intelligente**. Un’espressione che nasce dal **bisogno di non perdere il saper fare artigianale del distretto calzaturiero**, integrandolo però con le nuove tecnologie invece di generare una contrapposizione. Questo equilibrio si scontra con il problema – concreto e ormai molto diffuso – di trovare persone (soprattutto giovani) disposte a lavorare nella manifattura. “**Non sempre è facile trovare persone con le competenze richieste**”, è l’ammissione dell’imprenditrice. In particolare, Pieragostini è alla ricerca non tanto di profili esperti e skillati, quanto di “**persone volenterose, che ci mettono passione**”.

Lo scenario attuale, infatti, vede le aziende **chiedere soprattutto manodopera già formata** perché l’imprevedibilità dei carichi di lavoro lascia **sempre meno tempo per formare le persone**. Ma questo assetto **rischia di compromettere la sopravvivenza stessa delle aziende** che esistono (anche) grazie al lavoro umano. Da qui **l’investimento di Dami nell’alternanza scuola-lavoro** e la convinzione che la formazione non finisca mai, nemmeno una volta assunti: per esempio a  giugno 2026 erano quattro i ragazzi e le ragazze coinvolti contemporaneamente per confrontarsi con un’azienda reale.

Guardando al futuro – ormai le previsioni hanno un orizzonte sempre più breve rispetto al passato – **Pieragostini non parla di fatturato, ma di persone e di reti**: “Mi auguro di trovare aziende solide, innovative, sostenibili, capaci di affrontare il cambiamento”. E aggiunge un proposito che va oltre il territorio: “**Fra qualche anno mi vedo in rete** anche con imprese europee”. Prima si parlava di resilienza, ma **reggere agli urti non basta più**, serve migliorare mentre si cambia.
