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title: Dig.Eat 2019, la digitalizzazione passa da una maggiore consapevolezza
description: "Etica, innovazione, rispetto. E ancora: consapevolezza, bene comune, partecipazione."
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date: 2019-05-31
modified: 2025-09-17
author: Redazione
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categories: [Fabbrica]
tags: [Trasformazione digitale, Document management, Fabbrica Futuro, "Food & beverage"]
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# Dig.Eat 2019, la digitalizzazione passa da una maggiore consapevolezza

![Dig.Eat 2019, la digitalizzazione passa da una maggiore consapevolezza](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2019/05/service_digitale.jpg)

**Etica, innovazione, rispetto.** E ancora: **consapevolezza, bene comune, partecipazione.** Sono queste le parole chiave del **DIG.Eat 2019**, **evento organizzato da Anorc** (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale), giunto alla sua 12esima edizione; un’occasione preziosa per** fare il punto sullo stato della digitalizzazione in Italia** e per coinvolgere nel dibattito **player e protagonisti del settore.**

Il tema analizzato quest’anno è vario e spazia **dal Digital divide alla riforma della Pubblica amministrazione**, fino alla **gestione elettronica dei documenti**. Il comune denominatore, però, sembra essere il ritardo. In tutti i settori, infatti, **il nostro Paese vive una fase di stallo**, spesso causata dalla difficile applicazione delle normative vigenti.

**Il DIG.Eat 2019 guarda al *dark side of the moon***, prendendo spunto dal celebre album dei Pink Floyd, **ovvero al racconto del lato oscuro del digitale**, cercando di fare luce sulle questioni più spinose. “Oggi quasi tutti hanno **un’identità sul web** e questo influenza le nostre scelte, spesso in modo del tutto inconsapevole”, dice** Andrea Lisi, presidente di ANORC Professioni e ideatore del DIG.Eat.**

I nostri dati personali, **i nostri gusti e i nostri profili sono accessibili a tutti** e questo ci rende delle prede più che allettanti per i grandi gruppi economici: “**Tutto questo è pericolosissimo**, proprio perché non è controllabile. Di certo non dai cittadini, che passivamente subiscono questo processo, né dagli Stati, che difficilmente riescono a contrapporsi a questa evoluzione”, spiega. **L’ultimo baluardo resta l’azione dell’Unione europea**, “non indirizzata ovviamente a frenare la tecnologia e la sua portata rivoluzionaria, ma mirata a orientare tali tendenze in modo da non mettere in discussione i principi su cui abbiamo fondato le nostre radici, come la **tutela del dato personale e l’integrità della memoria**”.

**I cittadini, **dal canto loro, possono cercare di **approfondire le loro competenze digitali**, diventando **utenti più consapevoli.** L’importante, però, è non lasciare indietro nessuno e supportare adeguatamente tutti in questo cammino. Lo sa bene **Luca Attias, Commissario Straordinario per l'attuazione dell'Agenda Digitale** e una delle menti dell'edizione 2019 del DIG.Eat, la cui analisi ha sottolineato come negli ultimi decenni “**gli interventi nella Pubblica amministrazione**, volti a semplificarne i processi e l’accessibilità, abbiano avuto **esiti opposti alle attese**”. Tra i problemi principali ha elencato “la **mancanza di valorizzazione delle competenze**, che porta ad avere impiegati scontenti e insoddisfatti, e **l’assenza di meritocrazia**”. Attias ha parlato anche di** “tsunami burocratico, spesso privo di senso”**, facendo riferimento alle numerose norme sul digitale presenti nel nostro Paese.

## Servono investimenti sui nativi digitali

I problemi, però, non riguardano solo la Pubblica amministrazione, ma **si riflettono su tutta la società**. A partire dai bambini e dai ragazzi: **i cosiddetti nativi digitali rischiano di restare sempre digitalmente inconsapevoli.** Secondo Attias “non si investe ancora nell’ambito dello sviluppo delle loro competenze in materia né su quelle comportamentali, necessarie per un’adeguata gestione delle tecnologie”. Un monito importante, visto che i ragazzi passano molto tempo in Rete. Attias parla anche di **“un’emergenza digitale” piuttosto urgente**. Il Digital divide, infatti, è una questione che continua a preoccupare.

**L’Istat se ne è occupato nel rapporto “Internet@Italia2018”**, delineando un quadro di **grandi differenze tra le varie fasce di età.** Nel 2017, infatti, solo il 10,4% dei nati tra il 1926 e il 1945 faceva un uso regolare di internet, contro l’86,1% dei nati tra il 1981-1995, meglio conosciuti come Millennial. **Ma la vera partita si gioca sul campo delle competenze digitali**, che vanno dalla comunicazione alla risoluzione di problemi, passando per l’informazione e la creazione di contenuti. Il 69% di coloro che accedono alla Rete solo tramite smartphone hanno uno scarso – se non nullo - livello di conoscenze; mentre quasi il 50% degli intervistati che ha dichiarato di non navigare su internet ritiene di non saper usare i dispositivi o ammette di aver avuto delle difficoltà che hanno portato a desistere.

Un tema, questo, particolarmente discusso nell’ambito del DIG.Eat; secondo Attias, infatti, “tantissime persone hanno lo smartphone e un profilo su Facebook, ma pochi sanno utilizzare le tecnologie in modo realmente utile”. **A mancare è “un’intelligenza collettiva**, che coinvolga tutti in questo percorso: anziani, bambini, persone diversamente abili, disoccupati”.

È per questo che il Team per la Trasformazione Digitale ha lanciato** l’iniziativa “Repubblica digitale”**, dedicata a rendere i s**ervizi pubblici digitali davvero accessibili a tutti**, in modo da non creare ulteriori disparità e ridurre la disuguaglianza. Un viaggio lungo, da compiere **“con uno spirito etico,** perché la mia esperienza personale mi ha insegnato che con un approccio di questo tipo si raggiungono risultati più durevoli e si crea un’ambiente di lavoro sereno”, conclude Attias.
