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title: "Empatia, relazioni e approccio umanistico: le competenze per innovare"
description: "Secondo l’ultimo rapporto realizzato da Unioncamere in collaborazione con l’Agenzia nazionale politiche attive lavoro (Anpal), nel 2022 le imprese italiane hanno avuto difficoltà a reperire il personale nel 40% delle posizioni di lavoro aperte. Il ritardato o mancato inserimento nelle aziende dei pr..."
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date: 2023-04-14
modified: 2025-09-17
author: Redazione
url: https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/empatia-relazioni-e-approccio-umanistico-le-competenze-per-innovare/
categories: [Fabbrica]
tags: ["Approccio umanistico|materie umanistiche|soft skill", Fabbrica Futuro]
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# Empatia, relazioni e approccio umanistico: le competenze per innovare

![Empatia, relazioni e approccio umanistico: le competenze per innovare](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2023/04/Nuove_competenze_FF.jpg)

Secondo l’ultimo rapporto realizzato da **Unioncamere in collaborazione con l’Agenzia nazionale politiche attive lavoro (Anpal),** nel 2022 le imprese italiane hanno avuto difficoltà a reperire il personale nel 40% delle posizioni di lavoro aperte. Il ritardato o mancato inserimento nelle aziende dei profili professionali necessari provoca rallentamenti nella creazione di valore nei diversi settori economici. Per lo scorso anno, Unioncamere ha stimato una perdita – causata dal **mismatch tra domanda e offerta di lavoro** – pari a circa 38 miliardi di euro. Guardando al futuro, lo studio stima che tra il 2023 e il 2027 l’intero mercato italiano privato e pubblico avrà bisogno di circa **3,8 milioni di lavoratori, il 72% dei quali dovranno sostituire occupati in uscita**. Oltre l’andamento demografico con un gap fra entrate e uscite, il costo del mancato matching tra la formazione delle persone e le necessità delle aziende rischia di aumentare se si considerano le tendenze che stanno già impattando in modo significativo, come la transizione digitale e il green.

Quali sono, quindi, le competenze necessarie in questo scenario in evoluzione? Partendo dagli aspetti legati alla formazione, lo studio di Unioncamere – Anpal stima che,** tra il 2023 e il 2027, il 34,3% del fabbisogno occupazionale riguarderà personale con un livello di formazione terziaria**, cioè universitaria o professionalizzante, e il 48,1% profili con un livello di formazione secondaria superiore di tipo tecnico-professionale.

Il problema è che c’è un’offerta insufficiente a coprire le necessità del sistema economico, con differenze significative tra i diversi ambiti di studio. Mancheranno in particolare **laureati nell’indirizzo medico-sanitario** (12mila laureati ogni anno), in quello economico-statistico (8mila unità annue) e ci sarà carenza di lavoratori con un titolo terziario nelle discipline come Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, descritte con l’acronimo Stem (6mila unità annue).

Date queste premesse, possiamo definire ormai assodato il fatto che siano necessarie le **competenze digitali:** sono fondamentali per gestire con flessibilità le sfide di un contesto in continuo cambiamento e consentono di sfruttare il potenziale delle **tecnologie come leva per supportare il business.**

In realtà, le competenze tecniche e digitali non bastano: i nuovi modi di lavorare prevedono un **bagaglio ricco di soft skill** – le abilità non tecniche legate al lavoro e agli aspetti più sociali e collaborativi, oggi sempre più valorizzate e ricercate – e portano all’attenzione anche i plus di una formazione umanistica. Cogliere la complessità, anticipando le conseguenze indesiderate, producendo intuizioni ad ampio respiro, sono oggi le competenze richieste per guidare il cambiamento organizzativo.

## Le competenze umanistiche fanno capire ‘i perché’

Dopo tanti anni a ribadire la necessità di investire in formazione scientifica e tecnica, è giunto il momento della rivincita delle materie umanistiche. Gli umanisti trovano oggi **nuove professioni nel mondo del lavoro**, grazie a un’attitudine trasversale e creativa che li contraddistingue. Una formazione di questo tipo consente di avere, infatti, un approccio improntato all’analisi critica e all’approfondimento. Allo stesso tempo, spesso la curiosità che anima gli umanisti è capace di spingerli ad **affrontare  temi tecnici e manageriali** senza difficoltà, rendendoli versatili e dinamici, quindi adatti a contesti molteplici. Sono inoltre di solito apprezzati per le loro** *soft skill*.**

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Aprile 2023 di *Sistemi&Impresa*.

Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)
