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title: ERP, le applicazioni oltre la tecnologia
description: "Allo user group di JD Edwards Oracle presenta la R27: interfaccia Redwood e agenti AI. I partner mostrano come costruire la digital workforce."
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date: 2026-10-15
author: Dario Colombo
url: https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/erp-jd-edwards-r27-digital-workforce/
categories: [Fabbrica, In evidenza homepage]
tags: [gestionali, Intelligenza artificiale, JD Edwards]
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# ERP, le applicazioni oltre la tecnologia

![Oracle_JDE](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/10/Oracle_JDE-1024x575.jpg)

L’Intelligenza Artificiale (AI) ha dato voce a chi ha iniziato a pensare che **l’Enterprise Resource Planning (ERP) rischi di essere una soluzione superata** dall’arrivo della nuova tecnologia. Chissà se i **vendor si sono mai interrogati su questo aspetto**; di certo stanno facendo di tutto perché questa visione non trovi spazio. Nel caso di Oracle, **su JD Edwards gli investimenti non mancano per aggiornarlo**, tanto che è in arrivo la **nuova release (R27)**, che non è solo un aggiornamento grafico (anche se c’è una **user experience migliorata anche nel design**), ma che dà corpo alla filosofia della multinazionale Usa sull’ERP.

“**Modernization without disruption**”. È questo il messaggio lanciato in occasione dello **user group di JD Edwards**, che si è tenuto agli inizi di ottobre presso il Luiss Hub di Milano: un evento aperto a tutti i clienti del gestionale e che ha visto la **partecipazione di alcuni dei partner di JD Edwards**, chiamati a presentare le novità sviluppate sulla soluzione.

A raccontare la visione del vendor Usa è stato **David Mihala, Vice President Sales Applications Unlimited di Oracle**, che si occupa della famiglia di prodotti che comprende anche JD Edwards. I dati presentati raccontano un prodotto in salute: in Europa occidentale **il gestionale è cresciuto del 6% anno su anno** (+5% per l’intera Applications Unlimited), in Italia ha portato **26 nuovi clienti negli ultimi tre anni** e dal 2022 vale il 50% dei ricavi dell’intera area; inoltre per l’anno fiscale 2027 **il 30% delle opportunità aperte in Italia** è legato a JD Edwards.

Il merito va anche alla **continuità del prodotto**. A rimarcare questo aspetto è stato **Paul Houtkooper, Vice President Product Development di JD Edwards**, intervenuto in video. Oracle, ha ricordato, si è impegnata a **estendere il Premier Support** per tutti i prodotti Applications Unlimited almeno fino al 2037: significa investire non solo per mantenere, ma per **migliorare il prodotto per almeno i prossimi 10 anni**.

## L’ERP cambia aspetto, ma non il modo di lavorare

Sui contenuti della R27 è entrato nel dettaglio **Paolo Borriello, Master Principal Solution Engineering di Oracle**. La novità più visibile per gli utenti è l’interfaccia, ha spiegato il manager: **si passa dall’attuale Alta a Redwood** (Redwood City è stata per lungo tempo la sede del vendor Usa), con nuovi font, colori e icone e una banda nera in alto che accomuna tutte le applicazioni della multinazionale, così da **dare continuità visiva** a chi affianca più prodotti. È questo un **esempio concreto di quella modernizzazione senza disruption** di cui Oracle si è fatta promotrice.

Sotto la superficie, però, i cambiamenti del gestionale sono più profondi e riguardano **sicurezza e longevità della piattaforma**: il passaggio da Java 8 a Java 21, l’addio al supporto di IBM WebSphere e la prima release esclusivamente a 64 bit. Per chi lavora su piattaforme diverse da quelle supportate, il messaggio è semplice: **è necessario un aggiornamento**. Sull’AI la strategia è altrettanto chiara. Come ha spiegato **Jonathan Price, Director Solution Engineering Europe di Oracle**, l’AI non è “*built-in*” ma “*bolt-on*”: la nuova tecnologia non è integrata nel gestionale, ma è collegabile. Con la R27 arriva, infatti, uno **standard che permette agli agenti di AI di dialogare con il sistema** usando i servizi già costruiti con Orchestrator, lo strumento di JD Edwards per l’automazione dei processi.

Per Houtkooper è questo il fondamento di quella che ha chiamato “**forza lavoro digitale**”: non sostituisce le persone, ma ne estende le capacità. Come riassunto da Borriello, Oracle fornisce le piattaforme, **i partner costruiscono la digital workforce** e i clienti fanno il loro business.

## Dai partner la creazione della digital workforce

Il passaggio dalla visione alla pratica è stato affidato ai partner, come **RTT, Sinfo One, Horsa Next e GN Techonomy**. Per esempio, RTT, che nel 2026 festeggia 30 anni di attività, ha presentato **Fast Kit 360, pacchetti preconfigurati **sulla piattaforma Oracle di Enterprise performance management (EPM) che coprono pianificazione, budget e consolidamento. L’approccio, ha spiegato **Andrea Ghezzi, Amministratore Delegato di RTT**, è quello della “*solution in a box*”: invece di partire da analisi e requisiti, soluzioni specifiche per problemi specifici, **pronte all’uso e quindi più rapide da adottare**.

Sinfo One ha portato in sala una **demo dal vivo della sua digital workforce**, una piattaforma installata per singolo cliente che legge tabelle, ruoli, personalizzazioni e orchestrazioni di quella specifica installazione del gestionale. **Gli agenti operano con le credenziali dell’utente** e ogni attività è tracciata, indicando se è stata svolta in sola lettura, in scrittura verificata o non verificata, oppure è fallita. **I processi si possono schedulare**, come il controllo delle quadrature del venerdì sera, e le parti che non richiedono l’AI si possono rendere deterministiche, risparmiando risorse.

Sul fronte dell’AI, **Paola Pomi, CEO di Sinfo One**, ha invitato alla cautela, ricordando che la tecnologia propone e non calcola; per questo **servono guardrail e l’AI va trattata come un’infrastruttura**, con la stessa affidabilità richiesta al gestionale. E poi: se un’organizzazione è farraginosa, con dati ridondanti e informazioni discordanti, l’AI non fa che velocizzare la corsa contro un muro. Inoltre, questa **tecnologia va usata quando serve**, perché se un processo è deterministico, non ha senso affidarlo all’AI. C’è poi **il rischio dell’omologazione**: l’AI tende a riportare le risposte al centro della curva di Gauss e a eliminare le imperfezioni, ma sono spesso le anomalie a rendere un’azienda e un prodotto riconoscibili.

## L’ERP resta un alleato anche con l’AI

Horsa Next si è presentata come partner a tutto tondo. **Enrico Nassetti, Responsabile della business unit** che implementa i sistemi ERP di Oracle, ha ricordato che il **gestionale vale il 30-40% dell’attività del gruppo**; il resto passa dalle altre tre business line: tecnologia, software house con soluzioni che si collocano tra l’ERP e le macchine di produzione e, infine, Business Intelligence e Corporate performance management, dove stanno **crescendo le competenze sull’AI** che vengono poi messe al servizio delle altre aree.

**GN Techonomy**, fondata nel 1995 e partner Oracle da oltre 20 anni, **copre l’intera offerta ERP del vendor**, da NetSuite (in cloud) a JD Edwards (on premise e su Oracle Cloud Infrastructure) fino a Fusion, con una specializzazione sull’EPM.

Anche i partner confermano dunque la visione iniziale: **l’ERP non è superato dall’AI**, ma può diventare la base su cui l’AI lavora, a patto che i processi siano ordinati e che le persone siano formate. Per le aziende la scelta non è tra restare fermi e ricominciare da capo, ma tra **modernizzare in modo graduale e rischiare di dover rincorrere**. Torna il suggerimento di Houtkooper: “Modernizzazione non deve significare buttare via ciò che funziona”.
