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title: Export manufacturing, gioiello del Made in Italy
description: Secondo una ricerca condotta nel 2013 da Osservatorio GEA e Fondazione Edison, la bilancia commerciale italiana complessiva con l’estero è tornata in surplus dopo vari anni. Fatto salvo per l’energia (petrolio, gas, energia elettrica) l’export italiano è sempre stato strutturalmente in attivo. In pa...
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date: 2014-01-08
modified: 2025-09-17
author: Redazione
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categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "export|made in Italy|Manifatturiero|mercati emergenti"]
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# Export manufacturing, gioiello del Made in Italy

![Export manufacturing, gioiello del Made in Italy](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2014/01/images-2.jpg)

Secondo una ricerca condotta nel 2013 da **Osservatorio GEA **e **Fondazione Edison**, la bilancia commerciale italiana complessiva con l’estero è tornata in surplus dopo vari anni.

Fatto salvo per l’energia (petrolio, gas, energia elettrica) l’export italiano è sempre stato strutturalmente in attivo. In particolare lo è oggi per i prodotti industriali manufatti. Nell’ambito dei Paesi del G-20 l’Italia è una delle sole 5 economie (insieme con Cina, Germania, Giappone e Corea del Sud) che possano vantare un surplus con l’estero per i manufatti non alimentari.

[![images](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/images-2.jpg)](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/images-2.jpg)Nel 2012 l’**export manifatturiero italiano** (inclusi gli alimenti trasformati) è stato pari a **373 miliardi di euro** ed è ampiamente tornato sopra i livelli pre-crisi, battendo un nuovo record assoluto. Il precedente massimo storico del nostro export era stato toccato nel 2008, con 351 miliardi di euro.

Secondo l’**Indice complessivo di competitività UNCTAD/WTO**, in riferimento a 14 grandi settori in cui si può suddividere il commercio mondiale, l’Italia figura seconda solo alla Germania nel commercio estero, mentre svetta al primo posto sulla classifica mondiale in **tre settori: tessile, abbigliamento, pelli e calzature**.

Nonostante il 40% delle Pmi italiane denunci gli elevati costi associati all’ espansione all’ estero come la barriera principale all’ internazionalizzazione, il Paese si posiziona secondo dopo la Germania in altri 3 settori: **meccanica non elettronica, manufatti di base (cioè metalli, ceramiche, ecc.) e altri prodotti manufatti (cioè occhialeria, gioielleria, articoli in materie plastiche). **Il made in Italy [![Export manifatturiero](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/Export-manifatturiero.png)](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/Export-manifatturiero.png)ormai non è più solo cibo, moda e mobili ma anche e soprattutto meccanica.

Secondo l’Indice **Fortis-Corradini – **elaborato dalla Fondazione Edison – l’Italia è risultata prima, seconda o terza economia al mondo per attivo commerciale con l’estero in quasi 1.000 prodotti. Tra i più importanti vi sono: calzature in pelle, macchine per imballaggio, attrezzature frigorifere per supermercati, pasta, occhiali, elicotteri, yacht di lusso, pelli conciate, tubi in acciaio, pompe per liquidi, pomodori lavorati, mele. Tra i secondi posti vi sono: vini e spumanti, rubinetti e valvole, mobili, lavori in acciaio e alluminio, bulloneria, navi da crociera, forni e cucine, uva, ecc.

Dai dati della ricerca le evidenze mostrano che il futuro del manufacturing targato Italia è l’export, come testimoniano sempre più le quote di fatturato consolidato oltreconfine dalle medie imprese.

Il fenomeno della globalizzazione e della contestuale decrescita del vecchio continente ha consentito lo sviluppo di nuovi mercati emergenti, secondo l’Osservatorio GEA-Fondazione Edison . Oltre a Brasile, Russia, India e Cina, l’Italia si avvicinerà presto a nuove economie, quelle dei ‘**Next 11**’: Brasile, Hong Kong, Arabia Saudita, Messico, Algeria, Corea del Sud, India, Tunisia, Egitto, Libia e Israele. Secondo le stime, sono addirittura **22 i Paesi che rappresentano per l’Italia il futuro dell’export** e che promettono di generare un mercato dal valore complessivo di 25,2 miliardi di euro. Tra questi: Singapore, Sudafrica, Thailandia, Marocco, Albania, Indonesia, Venezuela, Argentina, Taiwan, Cile, Kuwait, Kazakistan, Giordania, Colombia, Iraq.
