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title: Il CIO a guida della trasformazione digitale
description: La trasformazione digitale in atto, soprattutto in ambito Manifatturiero, rappresenta un cambiamento importante al modello di business delle aziende e richiede di lavorare su tutti gli aspetti fondanti dell’organizzazione, dagli strumenti alla cultura aziendale. Sergio Parisi A ricordarlo è Sergio P...
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date: 2018-06-14
modified: 2025-09-17
author: Redazione
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categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "Canon|cio|nuovo ruolo CIO; trasformazione digitale"]
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# Il CIO a guida della trasformazione digitale

![Il CIO a guida della trasformazione digitale](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2018/06/CIO-CANON-1.jpg)

La** trasformazione digitale** in atto, soprattutto in ambito Manifatturiero, rappresenta un **cambiamento importante al modello di business** delle aziende e richiede di **lavorare su tutti gli aspetti** fondanti dell’organizzazione, dagli strumenti alla cultura aziendale.

*Sergio Parisi*

A ricordarlo è **Sergio Parisi, Marketing Manager, Marketing & Sales Excellence di Canon Italia **che, in questo scenario, definisce il **nuovo ruolo del Chief Information Officer** il quale “acquisisce una** posizione chiave** per il business delle imprese”: “Se lo sviluppo della strategia complessiva di[Impresa 4.0](https://www.fabbricafuturo.it/fare-impresa-4-0-digitalizzare-con-lopen-innovation/)e il riassetto organizzativo connesso a essa sono temi che sicuramente risiedono nelle agende dei CIO che sono oggi chiamati a essere, non solo **abilitatori dei processi interni attraverso l’utilizzo delle tecnologie**, ma soprattutto **‘portatori’ di cultura digitale e di innovazione in azienda**”.

I **CIO**, del resto, come ricorda Parisi, sono **gli unici in azienda ad avere le competenze tecniche** per trovare il **giusto equilibrio** tra le esigenze di trasformazione aziendale e vincoli delle attuali tecnologie, ma sono spesso tacciati di utilizzare un proprio linguaggio, difficile da comprendere delle altre figure aziendali: “Per guidare e supportare le agende digitali delle loro organizzazioni, **i CIO devono dotarsi anche di soft skill**, in modo da costruire team interfunzionali, mantenere le persone connesse e coinvolte, creare cultura di innovazione, tolleranza al rischio e miglioramento continuo. Infatti, nell'attuale scenario competitivo, in cui** i bisogni dei consumatori sono facilmente accessibili** a tutti i player del mercato, e i **flussi informativi** pervadono l’intera organizzazione, **i confini del mondo dell’Information Technology** vanno oltre quelli tradizionalmente intesi. Lo stesso dato o informazione contenuta in un documento o in un’immagine, deve essere accessibile nei processi produttivi come in quelli di supporto rapidamente e in sicurezza. Non solo, **la tecnologia** oggi a disposizione** permette di rivedere l’intera *value chain* **integrando i partner esterni, la Supply chain fino ai consumatori finali”.

## Il CIO come facilitatore

È questo, dunque, il ruolo che deve svolgere il CIO di oggi: **facilitare la formazione e lo sviluppo dei team interfunzionali** all’interno dell’azienda. Azione che richiede un’**evoluzione** della sua figura **in chiave più strategica e di business** partendo proprio dai linguaggi e dai bisogni delle diverse funzioni aziendali.

Fino a qualche anno fa a essere da ostacolo alla digitalizzazione era il costo delle tecnologie, oggi decisamente diminuito: “Le tecnologie non sono più l’ostacolo da superare, neanche il loro costo. Infatti negli ultimi 10 anni** l’investimento in tecnologie digitali è diminuito **di più del 20%, arrivando fino al 50% considerando alcuni componenti e sensori **Internet of Things in produzione**”.

Allora cosa ostacola la digitalizzazione? Secondo Parisi è importante agire sulla cultura aziendale: “Gli ostacoli più grandi si materializzano nell’**esistenza di retaggi culturali** e modelli organizzativi tradizionali, a volte ingessati, che ostruiscono i processi di cambiamento e l’affermazione all’interno dei board dei CIO. In questo scenario, infatti, nelle organizzazioni più sensibili al richiamo della trasformazione digitale,** la figura del CIO sta acquisendo un ruolo sempre più importante**. Il presupposto per l’evoluzione di questo profilo passa soprattutto dall’acquisizione e sviluppo di quelle competenze soft quali leadership, gestione delle risorse, visione strategica e **capacità di influenzare gli stakeholder**”.

**La sfida però non riguarda solo il CIO, ma l’intera azienda**: “È proprio questo il nodo su cui si basa il [passaggio da Industria 4.0 a Impresa 4.0](https://www.fabbricafuturo.it/industria-4-0-impresa-4-0/) che amplia il [beneficio degli Iperammortamenti](http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-12-27/incentivi-prorogati-e-formazione-40-misure-imprese-e-crescita--211739.shtml?uuid=AEVzNxXD) alle spese relative ai costi del personale che hanno **sostenuto corsi di formazione**, con focus su almeno una tecnologia dell’Industria 4.0”, conclude Parisi.

**Per ulteriori approfondimenti . **
