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title: "Il modello Emilia-Romagna: tra rete e know how condiviso"
description: Gli indicatori di sviluppo in Emilia-Romagna non hanno mai seguito, negli ultimi due secoli circa, quelli del resto del Paese, dimostrando doti e caratteristiche d’indiscutibile interesse e unicità. I dati di crescita degli utili, dei fatturati e del numero di occupati ci stupiscono perché sono in c...
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date: 2018-06-29
modified: 2025-09-17
author: Redazione
url: https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/il-modello-di-sviluppo-emiliano-tra-rete-e-know-how-condiviso/
categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "best practices|economia emilia romagna|emilia romagna|next practice"]
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# Il modello Emilia-Romagna: tra rete e know how condiviso

![Il modello Emilia-Romagna: tra rete e know how condiviso](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2018/06/emilia-romagna-1.jpg)

**Gli indicatori di sviluppo in Emilia-Romagna non hanno mai seguito**, negli ultimi due secoli circa, **quelli del resto del Paese**, dimostrando doti e caratteristiche d’indiscutibile interesse e unicità. **I dati di crescita** degli utili, dei fatturati e del numero di occupati ci stupiscono perché **sono in crescita a due cifre e si distaccano da quasi tutte le economie regionali italiane** facen­do assomigliare questo territorio alle economie emergenti del Nord Europa.

Anche **i primi anni di rivoluzione digitale** e di **reindustrializzazione ma­nifatturiera** mostrano immediatamente la** diffe­renza con le altre Regioni** e permettono di **appro­fondire l’analisi di questo territorio** alla ricerca di** modelli di sviluppo comprensibili ed esportabili**.

[Il modello emiliano](http://www.fabbricafuturo.it/manifattura-il-modello-emiliano-come-motore-della-ripartenza/)** è passato da “best practi­ce” a “next practice”**: essere “next practice”, in effetti, ha significato per l’Emilia-Romagna guardare al futuro senza dimenticare o trascu­rare quella dimensione di concretezza tipica dell’industria manifatturiera che rimane il suo cuore pulsante.

## Un tessuto locale dal sapore globale

**Le identità del territorio hanno scelto di non cor­rere da sole, ma di agire a livello di sistema** per stimolare, incubare e poi accelerare i processi di innovazione e cambiamento dando loro **un sapo­re ‘glocale’**. L’ap­profondito livello di conoscenza sistemica e l’alta capacità di apprendimento ci convincono ferma­mente a **classificare il modello emiliano all’inter­no delle cosiddette “Learning organization”** che secondo il suo principale teorico, **Peter Senge**, sono quelle in cui le persone, a tutti i livelli, **“au­mentano di continuo la capacità di produrre ri­sultati, per i quali hanno un reale interesse”.**

Quella emiliana è una** “next practice apprenditi­va”** dunque, del cui essere **parte gli attori sono ancora parzialmente inconsapevoli**. Ed è proprio in questa parziale inconsapevolezza – caratteriz­zata da un **atteggiamento instancabile verso il mi­glioramento continuo** – che risiede a nostro avviso **uno dei fattori critici di successo del modello.**

A dicembre 2017 il *Financial Times *ha definito[l’Emilia-Romagna “engine of recovery”](https://www.ft.com/content/1a595d8e-d514-11e7-8c9a-d9c0a5c8d5c9), motore di (ri)partenza per l’Italia dopo anni in salita, gra­zie al suo essere eccellenza mondiale nel settore manifatturiero. **L’Emilia-Romagna è riuscita a ri­salire la china** della crisi ai suoi picchi massimi nel 2012** trainata dalle esportazioni** e dalla con­seguente capacità di** imparare dai propri clienti** in logica di partnership incamerando nuove compe­tenze e opportunità, ma anche superando questo modello *marketing oriented *fino ad andare a** impa­rare dal ‘cliente del cliente’**, inteso come ultimo anello della catena del valore.

*Dati export*

## Da ‘connessione’ a ‘collaborazione’

L’Emilia-Romagna, inoltre, nel 2016 ha toccato una percentuale di sviluppo del **Prodotto interno lordo (Pil) doppia ri­spetto alla media italiana** e ancora oggi vuole con­tinuare a essere incubatore di tecnologie cross-settoriali, fuori da qualsiasi logica silo-centrica di strumenti e competenze.

Nel modello di **next practice apprenditiva**, tut­tavia, risulta evidente come gli indicatori econo­mico-finanziari non possano, da soli, spiegare appieno il fenomeno, seppure questi godano di ottima salute. Alla performance vanno dunque certamente associati **altri due aspetti impre­scindibili per costruire, alimentare e mantene­re il successo**: **innovazione e sostenibilità**, dove quest’ultima è da intendersi come adattamento continuo di processi, competenze e compor­tamenti per la generazione continua di valore all’interno delle organizzazioni.

L’**analisi congiunta di performance, innovazio­ne e sostenibilità** ci conduce ad apprezzare come l’Emilia-Romagna sia riuscita ad **affron­tare un’ottimizzazione **prima** operativa**, poi **or­ganizzativa** e poi ancora di **sistema** verso un **modello di innovazione orientato alla sosteni­bilità**.

Tale ottimizzazione è stata il **frutto di un modo di essere** – e fare – che progressivamen­te ha abbandonato il **concetto** di semplice ‘con­nessione’ per** fare proprio quello più integrato di ‘collaborazione’** in cui lo scambio smette di essere solo ‘transazione’ per farsi ‘relazione’. In questa logica, per citare gli ultimi studi sull’**e­voluzione dell’uomo in era post-digitale**, gli **indi­vidui si fanno “infovidui”** e diventano quello che sanno, essendo portatori di informazioni, com­portamenti e competenze destinati a essere mes­si a sistema e a costituirne parte integrante.

 

L’articolo completo è stato pubblicato nel numero di Maggio/Giugno 2018 di *Sistemi&Impresa*.

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