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title: Il volto nuovo della collaborazione
description: "Il passaggio dal modello economico lineare al modello circolare presuppone un cambio nelle scelte di approvvigionamento: si sostituiscono le materie prime vergini con quelle seconde, derivate dal riciclaggio, dalla rigenerazione o dalla trasformazione di materie esistenti. Ne consegue che l’economia..."
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date: 2024-07-12
modified: 2025-09-17
author: Redazione
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categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "Collaborazione uomo-macchina|formazione|Industia 5.0"]
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# Il volto nuovo della collaborazione

![Il volto nuovo della collaborazione](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/07/collaborazione-uomo-macchina.jpg)

Il passaggio **dal modello economico lineare al modello circolare **presuppone un cambio nelle scelte di approvvigionamento: si sostituiscono le materie prime vergini con quelle seconde, derivate dal riciclaggio, dalla rigenerazione o dalla trasformazione di materie esistenti. Ne consegue che l’**economia circolare**, come ci spiegano Pierpaolo Pontrandolfo e Michele De Nicolò, riduce il prelievo di risorse naturali e il carico sull’ambiente. L’articolo descrive un modello che supporta le organizzazioni produttive nella definizione di **strategie di approvvigionamento differenziate **per agevolare la transizione dall’economia lineare a quella circolare.

Si tratta di adottare un nuovo modello economico che consente anche di **ridurre la dipendenza da mercati distanti**, le cui forniture sono costantemente messe a rischio da questioni geopolitiche e ambientali. Si tratta di temi che rientrano a pieno titolo negli **obiettivi di Industria 5.0**, che ha come fine quello di consentire agli ambienti industriali di diventare più sostenibili, resilienti e attenti all’aspetto umano. L’attenzione al **benessere degli operatori**, anche attraverso l’ottimizzazione dei processi mediante l’interazione uomo-macchina, produce una **riduzione dei costi manifatturieri **con un risparmio fino al 30%, come testimonia Anna Maria Crespino nello studio dedicato all’approccio umano-centrico nell’Industria 5.0.

Considerare i **fattori umani come asset strategici** porta vantaggi in termini di performance aziendale e di benessere degli operatori, contribuendo allo sviluppo di sistemi industriali sostenibili. Definire nuovi modelli di relazione, interazione e **collaborazione tra agenti umani e non-umani** rappresenta una sfida fondata su strategie innovative poiché si dovrà passare, come chiariscono Virginia Vignali e Michele Zannoni, dal concetto di interazione uomo-macchina a quello di cooperazione uomo-macchina e di eteromazione.

Cosa significa? Gli autori spiegano che sarà necessario introdurre una **dimensione collaborativa e di condivisione delle conoscenze** tra agenti umani e artificiali attraverso una distribuzione delle attività e delle competenze che tenga conto delle caratteristiche specifiche dell’ambiente in cui si agisce e degli operatori coinvolti. L’introduzione di nuove tecnologie, come i **sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) **all’interno degli ambienti produttivi, genera nuovi percorsi di sviluppo rendendo persone e macchine agenti progettuali che collaborano nello scambio di informazioni. Si stabilisce quindi uno **‘spazio operativo ibrido’**, caratterizzato dal continuo trasferimento reciproco tra persone e macchine.

In questo settore manifatturiero avanzato assume particolare valore anche la **collaborazione a distanza**, che consente di risolvere molte problematiche da remoto: pensiamo alla **manutenzione predittiva o al servizio tecnico**; collaborare attraverso una rete digitale utilizzando sistemi di comunicazione a distanza riduce i costi e ottimizza le prestazioni delle risorse traducendo le informazioni in azioni.

L’articolo è pubblicato sul numero di Giugno 2024 di *Sistemi&Impresa*.
Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)
