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title: La cultura organizzativa che alimenta lo sviluppo
description: "Anni fa Maurizio Marinella (diventato famoso in tutto il mondo con le sue cravatte e per il suo storico negozio sulla riviera di Chiaia a Napoli) disse a un nostro convegno che fare impresa di questi tempi è difficile: farlo in Italia è molto complicato, farlo a Napoli è qualcosa ai confini della re..."
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date: 2016-12-21
modified: 2025-09-17
author: Redazione
url: https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/impresa4-0-cultura-organizzativa-alimenta-lo-sviluppo/
categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "fabbrica futuro|industria 4.0|sfide aziende 2017|tecnologie digitali"]
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# La cultura organizzativa che alimenta lo sviluppo

![La cultura organizzativa che alimenta lo sviluppo](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2016/12/Chiara_Lupi1.jpg)

Anni fa Maurizio Marinella (diventato famoso in tutto il mondo con le sue cravatte e per il suo storico negozio sulla riviera di Chiaia a Napoli) disse a un nostro convegno che **fare impresa di questi tempi è difficile**: farlo in Italia è molto complicato, farlo a Napoli è qualcosa ai confini della realtà.

Lasciamo perdere il Sud che ha problemi strutturali peculiari e concentriamoci sulla difficoltà di fare impresa.

 

Per forza è difficile, ora va di moda il termine **VUCA, che sta a significare che ci muoviamo in un contesto volatile, incerto, complesso e ambiguo, **mai come in questi ultimi mesi: assistiamo a eventi che mai avremmo pensato possibili. Donald Trump che si insedia alla Casa Bianca, la Brexit, i cui effetti non sono del tutto chiari, il nostro referendum che ora apre più di un punto interrogativo. Ci sarà un’altra consultazione per abrogare il Jobs Act? E le aziende cosa possono fare in questo frangente, appunto, incerto? Di certo faticheranno ad assumere, resteranno alla finestra.

 

Ma nel frattempo il **Piano Nazionale Industria 4.0 è stato lanciato**, stare fermi può costare caro. **La quarta rivoluzione industriale** sta cambiando l’economia, la società, la modalità con la quale le persone consumano prodotti e servizi e un atteggiamento attendista potrebbe essere pericoloso. Si affacciano nuove professioni e ne spariscono altre, riconvertirsi diventa un obbligo.

Quale il destino delle nostre medie imprese? Ce lo racconterà il Professor Paolo Preti che aprirà i lavori al nostro evento **Fabbrica Futuro che si terrà a Milano il 15 febbraio **(). Quattro le direttrici sulle quali le nostre imprese dovrebbero focalizzarsi.

 

Innanzitutto **concentrarsi sulle nicchie.** Sono sempre più richiesti prodotti avanzati, che intrinsecamente portino un alto contributo di servizio.

Poi **specializzarsi**: la diversificazione comporta rischi, finanziari e organizzativi che di questi tempi è meglio non correre. **Alimentare l’export**, magari incentivando aggregazioni, consorzi e distretti. E infine** essere flessibili**, sviluppare la capacità di presidiare le fasi critiche, moltiplicare gli accordi con aziende innovative e puntare su formazione e innovazione. Attendere riducendo i costi può rivelarsi fatale in un mondo che corre veloce.

 

Il filosofo Edgar Morin sostiene che **le nazioni devono limitare alcune importazioni troppo distruttrici**. Mondializzazione, ma anche territorializzazione, regionalizzazione, localizzazione.

**C’è molta vitalità nei territori**, molti artigianati possono rinascere o continuare a svilupparsi. Parole che sembrano scritte per le nostre medie imprese, per le nicchie dei territori italiani di cui ci racconterà il Professor Preti e per le imprese di cui, con la nostra attività editoriale, raccontiamo nelle nostre pagine.

 

Come ci racconta **Teodoro Lio di Accenture nell’intervista di copertina del numero di Dicembre 2016 di *Sistemi&Impresa***, stanno nascendo **nuovi modelli di business abilitati dalle tecnologie digitali** che fanno emergere nuove opportunità. L’articolo si focalizza sul settore Automotive, ma questo è il trend. Con un’avvertenza: l’automazione digitale deve andare di pari passo con l’evoluzione di una cultura organizzativa che alimenti contesti di innovazione e sviluppo. E questa sarà la vera sfida.
