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title: Innovazione, il gap tra teoria e pratica
description: L’innovazione è uno dei temi di maggiore attualità nel panorama italiano e internazionale. Numerosi studi e analisi affrontano questo argomento che sembra sempre più centrale nella strategia delle aziende. In realtà, queste imprese hanno davvero implementato modelli organizzativi per la gestione del...
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date: 2018-06-14
author: Gabriele Perrone
url: https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/innovazione-il-gap-tra-teoria-e-pratica/
categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "4.0|Cambiamento|innovazione|PMI|strategia 5.0"]
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# Innovazione, il gap tra teoria e pratica

![Innovazione, il gap tra teoria e pratica](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2018/06/Fotolia_145128287_Subscription_Monthly_M-1-1024x682.jpg)

**L’[innovazione](https://www.fabbricafuturo.it/innovazione-muove-i-confini/)** è uno dei **temi di maggiore attualità nel panorama italiano e internazionale**. Numerosi studi e analisi affrontano questo argomento che sembra **sempre più centrale nella** **strategia delle aziende**.

In realtà, queste imprese hanno davvero implementato **modelli organizzativi per la gestione dell’innovazione**? E utilizzano in modo efficace gli incentivi pubblici esistenti per l’innovazione?

**Ayming**, gruppo internazionale di consulenza per il miglioramento delle performance aziendali, ha provato a rispondere a queste domande attraverso il suo primo [Barometro sulla gestione e il finanziamento dell’innovazione](https://www.ayming.it/news-template/content/news/empowering-innovation-il-barometro-sulla-gestione-e-il-finanziamento-dellinnovazione/?tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&cHash=0b90a0b9258d30a83d0bfd144fb1d731), con la partnership dell’**Associazione italiana per la ricerca industriale** (Airi), dell’**Associazione nazionale dei Direttori amministrativi e finanziari** (Andaf) e** Spring** (il Cluster tecnologico nazionale della chimica verde). I risultati, purtroppo, non sono stati incoraggianti.

Lo studio è stato impostato sull’analisi dei dati raccolti attraverso un questionario elettronico rivolto soprattutto a **tre categorie di professionisti** (Direttori amministrazione finanza e controllo, Addetti a ricerca e sviluppo, General manager) che fanno parte per **il 65% di PMI e per il 35% di grandi aziende **in Italia, Spagna e Portogallo (i Paesi del Sud Europa in cui è presente Ayming). I settori industriali sono rappresentati in modo equilibrato, con una predominanza del **manifatturiero** (16%), **chimico-farmaceutico** (13%) e **agri-food** (11%).

## Manca una strategia lungimirante

Dalle risposte ricevute è emerso come le **aziende non siano ancora abbastanza mature** per valutare il **proprio livello di innovazione** nel contesto generale e come abbiano una **visione strategica di breve periodo**. Se il 95% dei rispondenti considera importante o prioritaria l’innovazione per l’impresa, **solo il 12%** valuta come molto** buono il livello di innovazione** nella sua azienda.

Inoltre i partecipanti al sondaggio hanno fatto traspirare una **percezione negativa del sistema economico del proprio Paese**, ma allo stesso tempo ritengono che la competitività delle imprese per le quali lavorano sia complessivamente molto buona. Ciò stride con una constatazione di base: **il sistema economico e la sua competitività sono dati dagli attori del sistema stesso** (le aziende) e se questi sono competitivi, in linea di massima dovrebbe esserlo anche la percezione del sistema generale.

Secondo lo studio, **il contesto italiano non risulta fortemente strutturato** in termini di strategia, processi e approccio all’innovazione. **Solo il 56,4% delle aziende dichiara di avere una strategia di innovazione definita** e **appena il 25% dei dipartimenti di ricerca e sviluppo conta 10 o più addetti**. Questi dati fanno emergere la **necessità per le imprese di affrontare la sfida della strutturazione interna**, per trasformarla in una leva per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei propri progetti.

## Un problema culturale

Altro risultato emerso dal **Barometro Ayming** è il **motivo che spinge le aziende a innovare**. Gli obiettivi principali delle attività innovative risultano essere: **aumentare la competitività** (18% dei rispondenti), **migliorare il prodotto** (16%), **acquisire efficienza** (16%) e **aumentare la customer satisfaction** (12%). Da sottolineare il **basso score raggiunto dai processi di diversificazione del business**, che avrebbe dovuto avere un peso maggiore perché strettamente legata al processo di innovazione.

Anche riguardo **l’uso di incentivi fiscali all’innovazione**, emerge una **scarsa propensione delle aziende italiane** a lavorare su progetti strategici di medio periodo e a partecipare ai programmi collaborativi internazionali, come per esempio **Horizon 2020**.

Questa situazione – afferma lo studio – evidenzia la **dimensione culturale del problema**, che denota uno **scarso collegamento tra industria e accademia**. Sembra infatti che le aziende non siano ancora pronte ad accogliere profili altamente qualificati, o perché non sono in grado di comprendere e sfruttare queste risorse o perché non vogliono accollarsi il **rischio economico della ricerca**. Ma sono proprio le **competenze di alto livello** – quindi l’alta formazione – **a produrre innovazione di qualità**.

Spesso **la visione ottimistica** espressa a parole nei confronti** dell’innovazione non trova riscontro nella realtà** quotidiana e nelle azioni delle imprese, nelle quali questa **fa ancora troppa fatica a fare breccia in modo significativo**. La chiave per ripensare in ottica più strutturata il proprio modello di business e i propri prodotti sarà quella di una **strategia 5.0** con investimenti in nuove competenze, in **open innovation** e **progetti collaborativi** per coinvolgere tutti gli attori del progetto di innovazione.

Strategia 5.0 – conclude lo studio – dovrà essere il **paradigma del futuro**: ciò significa programmare, pianificare, anticipare, stringere partnership forti di medio periodo e avere una visione globale del mercato. Una grande sfida per le PMI italiane.
