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title: IoT, cosa ci riserva il futuro?
description: Era la fine degli Anni 80, quando un gruppo di visionari diede vita a un’applicazione considera­ta l’antenato di ciò che oggi viene definito IoT. In quel periodo, un gruppo di programmatori della Carnegie Mellon University, al fine di monitorare lo stato di riempimento di un distributore di bevan­de...
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date: 2018-11-12
modified: 2025-09-17
author: Redazione
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categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "Data base|IoT|rfid|Web Server"]
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# IoT, cosa ci riserva il futuro?

![IoT, cosa ci riserva il futuro?](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_132304492-1-1024x576.jpeg)

Era la fine degli Anni 80, quando un gruppo di visionari diede vita a **un’applicazione considera­ta l’antenato di ciò che oggi viene definito IoT**. In quel periodo, un gruppo di programmatori della Carnegie Mellon University, al fine di monitorare lo stato di riempimento di un distributore di bevan­de fresche posizionato tre piani al di sotto del loro ufficio, programmarono **un server che ne determi­nasse lo stato di riempimento**.

È facilmente com­prensibile come** tale applicazione**, anche se bana­le, rappresentasse** una soluzione geniale**, pratica e rivoluzionaria per gli Anni 80, ma ancora non si sa­peva fin dove si sarebbero spinte tali innovazioni, che attualmente rientrano nel campo dell’IoT. Da qui in avanti non si registrarono applicazioni simili, sino al **1999**, quando si verifica** il battesimo vero e proprio del termine “Internet of Things” (IoT).**

Infatti, in quell’anno un **gruppo di ricercatori** del Massachusetts Institute of Technology **(MIT)** r**e­plicò quanto sviluppato dai programmatori del­la Carnegie Mellon University**, adattandolo alla macchina del caffè.

Da lì in poi, tali applicazioni **sono state identificate come IoT** e si è iniziato a utilizzare tale termine in alcune sessioni in­terne, durante diverse conferenze riguardanti le reti e i sistemi di comunicazione, per **poi esportarlo al di fuori dei laboratori.**

Colui che ha **co­niato l’acronimo IoT** viene identificato in** Kevin Ashton**, Direttore Esecutivo del centro Auto-ID del MIT. Ashton ha dichiarato di aver utilizza­to il termine “Internet of Things” **come titolo di una presentazione** da lui stesso sviluppata per Procter&Gamble, nel 1999. In questa presenta­zione, il Direttore **collegava il nuovo approccio Rfid della Supply chain di P&G con Internet.**

È da queste semplici applicazioni e da alcuni studi seguenti che nasce l’IoT, termine la cui** traduzione letterale è “Internet delle cose”**, de­gli oggetti. Tale disciplina, strettamente corre­lata ai temi riguardanti l’innovazione e la Digi­tal transformation, **racchiude** in sé tutte **quelle applicazioni che sfruttano dispositivi** (cose, og­getti) in grado di **acquisire informazioni dall’am­biente circostante** e **inviarle** a un centro di rac­colta **sfruttando la Rete.**

Ma attenzione, perché limitare il concetto di IoT ai soli dispositivi connessi in Rete è estrema­mente riduttivo. **L’IoT è qualcosa di molto più complesso:** si tratta, infatti, di **un’infrastruttu­ra di rete globale dinamica** con funzionalità di autoconfigurazione, basata su** protocolli di co­municazione standard e interoperabili**, dove le ‘cose’ fisiche e virtuali hanno identità, attributi fisici e personalità virtuali e utilizzano interfacce che sono integrate nella rete informativa.

## Architettura di un’applicazione IoT

Partendo dalla definizione precedentemente ri­portata, si rappresenta **l’architettura di una ge­nerica applicazione IoT**. Si parla di architettura generica in quanto il concetto di IoT è così vasto che non è stata definita un’architettura univoca per le varie applicazioni, dato che **ogni applica­zione richiede** o può richiedere numerose e** dif­ferenti tipologie di apparati.**

 

![IoT; Corallo; Lazoi](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/Figura-1_nuova-da-inserire-1024x258.jpg)
*I componenti fondamentali utili a costruire un’applicazione IoT*

 

**La Wireless Sensor Network (WSN)** è una rete di dispositivi senza fili dotati di sensori che **ven­gono distribuiti nell’ambiente oggetto d’analisi** al fine di rilevare i fenomeni fisici o monitora­re condizioni ambientali desiderate. Una** tipica WSN** è costituita da un** insieme di nodi-sensori** che comunicano i dati delle misure effettuate a un gateway.

**Il gateway è una porta di accesso della Rete.** Il suo compito è quello di raggruppare i dati e metterli a disposizione del centro di controllo dove questi verranno elaborati e archiviati.

**Internet** altro non è che il **mezzo che consen­te la comunicazione** tra i diversi componenti dell’architettura, mentre il **Web Server gesti­sce la comunicazione all’interno** della Rete e processa i dati. Infine **Data Base e PC** sono le componenti che si **interfacciano con l’utente finale (utilizzatore)**: consentono di immagazzi­nare ed elaborare i dati rilevati e ottenere utili informazioni.

 

Per leggere l'articolo completo, scopri il numero di Ottobre 2018 di *Sistemi&Impresa*.

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