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title: La continua decrescita della produzione italiana
description: La produzione italiana ha chiuso il 2023 in frenata.
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/01/produzione-1.jpg
date: 2024-01-12
author: Alessia Stucchi
url: https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/la-continua-decrescita-della-produzione-italiana/
categories: [Fabbrica]
tags: [Sostenibilità, Istat, Produzione, Fabbrica Futuro, Crescita economica]
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# La continua decrescita della produzione italiana

![La continua decrescita della produzione italiana](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/01/produzione-1.jpg)

La **produzione italiana** **ha chiuso il 2023 in frenata**. Nella consueta **analisi dell’Istat** (l’ultima a disposizione è *Novembre 2023: produzione industriale*) emergono i **valori negativi** della produzione italiana: alla fine dello scorso anno l’**indice destagionalizzato** – è l’indicatore che misura la produzione dell’industria (con esclusione delle costruzioni) depurata dalle fluttuazioni attribuibili alla componente stagionale – è **diminuito dell’1,5% rispetto a ottobre 2023**. Il risultato non è sorprendente, perché già nel mese precedente la produzione presentava una diminuzione rispetto a settembre 2023. A livello complessivo nel trimestre settembre-novembre si è, quindi, registrata una **decrescita dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti**.

Per comprendere il dato è utile analizzare la** diminuzione congiunturale**, cioè la variazione percentuale rispetto al mese precedente. In questo senso, il report dell’Istat mostra uno **scenario negativo**, anche se con diversa intensità, che interessa trasversalmente l’industria italiana. La decrescita varia, infatti, da una diminuzione dello 0,2% della produzione dei beni strumentali (include, tra gli altri, autoveicoli, strumenti e apparecchi di misurazione e controllo) a una **decrescita dell’1,8% dei beni intermedi di consumo** (prodotti chimici, metalli e prodotti in metallo, apparecchi elettrici, industria del legno e fabbricazione di tessuti) fino a una **riduzione del 4% dell’energia**.

A livello mensile la situazione è, quindi, negativa, ma peggiora ulteriormente confrontando lo stesso periodo del 2022. In questo caso, l’indice di riferimento è la **variazione tendenziale**, cioè la variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’Istat mostra che l’indice complessivo è **diminuito in termini tendenziali del 3,1%**, tenendo conto che la variabile tempo non ha interferito, perché i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 come a novembre 2022.

La variazione tendenziale nei diversi settori dell’industria italiana non è, però, omogenea, perché gli **scenari sono molto vari**. Tra i settori in calo rientrano i beni di consumo e i beni intermedi (-5,7%), ma soprattutto le attività manifatturiere italiane: l’industria del **legno, della carta e della stampa (-12,7%)**, le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-9,3%) e la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (-8,5%). I risultati positivi si verificano, invece, tra le attività di fabbricazione di prodotti petroliferi raffinati (+13,1%), nella** fabbricazione di mezzi di trasporto (+2,1%)** e nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (+0,8%). Il 2023 si è quindi concluso con scarsi risultati, ma ora lo** sguardo è rivolto al 2024** che, secondo le previsioni di Confartigianato, vedrà salire la domanda estera dall’Italia e, di conseguenza, la produzione manufatturiera.
