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title: La crisi energetica frena la Manifattura
description: "Gli ultimi anni sono stati segnati da una serie di eventi importanti che hanno modificato in maniera sostanziale le caratteristiche del quadro economico: se il 2020 è stato l’anno dei lockdown e il 2021 quello del recupero post pandemico, il 2022 è stato certamente l’anno della guerra e dello choc"
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date: 2023-03-31
modified: 2025-09-17
author: Redazione
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categories: [Fabbrica]
tags: [Energia, Fabbrica Futuro, Servizi, Crisi economica]
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# La crisi energetica frena la Manifattura

![La crisi energetica frena la Manifattura](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2023/03/Crisi-Manifattura.jpg)

Gli ultimi anni sono stati segnati da una serie di eventi importanti che hanno modificato in maniera sostanziale le caratteristiche del quadro economico: se il 2020 è stato l’anno dei *lockdown* e il 2021 quello del recupero post pandemico, **il 2022 è stato certamente l’anno della guerra e dello choc energetico**. Quest’ultimo, in particolare, ha avuto effetti settoriali diversificati, legati da una parte all’**intensità energetica della produzione di ciascun settore**, e dall’altra al rispettivo potere di mercato e quindi alla capacità di trasferire tali maggiori costi sui consumatori finali.

I conti economici nazionali recentemente diffusi dall’Istat aiutano a quantificare i cambiamenti del 2022: i dati permettono di identificare gli effetti differenziati della crisi energetica fra i settori. Come anche approfondito nell’aggiornamento del 6 marzo 2023 di ***Congiunturaref*, il periodico di analisi e previsione di Ref Ricerche**, i dati dell’Istat mostrano che i costi in aumento, in una prima fase parzialmente assorbiti dai margini delle imprese, sono stati traslati in buona misura sui prezzi finali. Nel 2022 i profitti non si sono ridotti, anche se** la varianza degli andamenti settoriali è stata elevata.**

Come mostra la Tabella 1, **i margini hanno subìto una brusca contrazione nei comparti del settore manifatturiero** e soprattutto in quelli a maggiore intensità energetica. Fra i settori dell’industria che hanno registrato una** riduzione dei profitti** vi sono i principali **settori dei beni di consumo e quelli a maggiore intensità energetica**: la filiera dell’abbigliamento, l’industria delle pelli, il settore alimentare e delle bevande, la chimica e la lavorazione di minerali non metalliferi.

Di fatto, il risultato apparentemente controintuitivo del 2022 è che settori dove i prezzi sono aumentati molto, come l’Alimentare, sono anche quelli che hanno subìto **riduzioni significative dei profitti**. Allo stesso tempo ci sono **settori che hanno registrato aumenti importanti dei profitti**, come nel caso dell’Energia e Gas e delle Estrazioni. È il tema degli extra-profitti, che ha accresciuto il costo della bolletta energetica per le famiglie e le imprese. Questo ha evidentemente aggravato i problemi soprattutto per le imprese manifatturiere, che sono sottoposte alla concorrenza di prezzo internazionale. Nelle Costruzioni i profitti si sono di fatto stabilizzati. Nei settori dei servizi,** incrementi di rilievo dei margini sono stati registrati nel commercio e nei trasporti**, mentre restano molto inferiori, rispetto ai livelli pre pandemia, i margini dei settori turistici.

## I Servizi faticano a riprendersi dopo il covid

Le differenze settoriali sono evidenti anche considerando l’andamento dell’attività economica. Secondo i dati di contabilità nazionale, diversi settori si posizionano ancora su livelli inferiori a quelli del 2019 in termini di valore aggiunto. Fra i principali, si segnalano** i servizi che durante le fasi più acute della crisi pandemica sono stati obbligati a interruzioni dell’attività** e che stanno faticosamente recuperando terreno.** Si tratta in particolare di attività ricreative, alberghi e pubblici esercizi**. Anche le attività dei servizi alle famiglie e quelli delle filiere dell’Abbigliamento e della Pelletteria si posizionano ancora decisamente sotto i livelli del 2019. Questi settori risentono in parte della prosecuzione del lavoro da remoto, che ha modificato lo stile di vita di molte persone e ne ha ridimensionato la spesa.

Dal punto di vista dei settori in crescita, si nota come **gli incrementi sono concentrati in un numero ristretto di attività**. A parte il caso della raffinazione, il cui recupero è simmetrico alla forte caduta del periodo precedente, e l’industria estrattiva (che però pesa poco), i settori che **hanno trainato la ripresa sono le costruzioni e altri settori dell’indotto** (fra le attività professionali, i servizi di ingegneria e architettura) insieme con i settori legati alle nuove tecnologie (elettronica nell’industria e servizi per l’informatica). Tra gli ambiti che hanno evidenziato effetti positivi di carattere permanente si segnalano quelli che hanno tratto **ulteriore stimolo dalla crisi energetica europea** (soprattutto nell’ambito degli investimenti nelle energie rinnovabili).

Le divergenze settoriali nell’andamento dell’attività economica hanno riscontro nei dati sulla domanda di lavoro. Ragionando** in termini di unità di lavoro, la media del 2022 è ancora leggermente inferiore al 2019**, con guadagni quasi del tutto concentrati nelle Costruzioni, a fronte di diversi settori ancora in ritardo nella ripresa.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Marzo 2023 di *Sistemi&Impresa*.

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