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title: Lasciamoci affascinare dal futuro, non temiamolo
description: L’impresa ha un ruolo sociale. E non esiste dicotomia tra famiglia e impresa. I giovani assunti dalle imprese sono figli delle famiglie italiane.
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date: 2018-02-21
modified: 2025-09-17
author: Redazione
url: https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/lasciamoci-affascinare-dal-futuro-non-temiamolo/
categories: [Fabbrica]
tags: [Tecnologia, Unione europea, Ricerca e sviluppo, Cultura aziendale, Confindustria, Fabbrica Futuro]
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# Lasciamoci affascinare dal futuro, non temiamolo

![Lasciamoci affascinare dal futuro, non temiamolo](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2018/02/Chiara_Lupi-200x300-1.jpg)

**L’impresa ha un ruolo sociale**. E non esiste dicotomia tra famiglia e impresa. I giovani assunti dalle imprese sono figli delle famiglie italiane. **Carlo Robiglio**, insediato da qualche mese alla **Presidenza della Piccola Industria di Confindustria** ha le idee chiare sulle potenzialità delle nostre **PMI**, che **devono diventare il più grande laboratorio di crescita del Paese**: l’industria rappresenta il principale motore economico dell’occupazione e per questo **servono grandi imprenditori** ([gli ultimi dati Istat hanno evidenziato la crescita dell'industria in Italia](https://www.fabbricafuturo.it/lindustria-ripartita-ricavi-ai-livelli-pre-crisi/)). La dimensione non conta, **quel che fa la differenza è la cultura**, per questo il neo presidente si fa promotore di un **‘Piano Marshall’ per la cultura d’impresa**.

Il **Ministero dello Sviluppo Economico** ha messo le aziende nelle condizioni di **cogliere le opportunità della rivoluzione digitale**, ma la **quarta rivoluzione industriale è una forza centrifuga che va compresa e governata**. Quindi le **competenze sono i veri asset**. La crescita, però, deve essere sostenibile. Se lo sviluppo industriale ha provocato degrado e diseguaglianze ora dovremo impegnarci a **creare un nuovo modello di sviluppo**. L’obiettivo è **disaccoppiare la crescita economica dal degrado ambientale** di cui è causa. Per questo bisogna agire su due fronti: **ridurre la quantità di risorse naturali utilizzate nei processi produttivi e la quantità degli scarti**. Il modello lineare deve lasciare il posto al **modello circolare**, dove scarti e prodotti a fine vita vengono reimmessi nel ciclo produttivo.

Se sostenibilità e innovazione guidano la crescita, è urgente per le imprese **ripensare il modello economico**, e questo vale per tutti i settori, anche per l’Agroalimentare, che naturalmente può ottenere grandi benefici dall’utilizzo di **tecnologie digitali**. Sono tre le aree all’interno delle quali l’impatto dell’innovazione può essere più significativo: la **Smart Farm**, con riferimento

alla produzione, la **Smart Supply Chain** per la gestione dei flussi e lo **Smart Lifecycle** per la gestione dei cicli di vita.

**IoT, Analytics e piattaforme cloud consentono di aumentare la redditività**, diminuire l’impatto ambientale e aumentare la sicurezza alimentare per il consumatore. Un consumatore con il quale le aziende oggi devono instaurare delle relazioni evolute, durevoli e personalizzate: **il rapporto tra l’azienda e il cliente si estende lungo tutto il ciclo di vita del prodotto** e i **paradigmi della vendita tradizionale sono cambiati** per sempre. Oggi è necessario **progettare servizi da agganciare al prodotto**. La transizione non è banale, le aziende hanno necessità di essere guidate e i ricercatori dell’Università di Bergamo hanno sviluppato una soluzione, finanziata da **Horizon 2020**, per supportare e semplificare il processo di transizione verso l’erogazione di pacchetti integrati di prodotti e servizi.

Gli ostacoli – è bene sottolinearlo – non sono tecnologici, ma **organizzativi**. Come racconta [Franco Megali, Vice President e Managing Director Italy and MEA di Siemens Industry Software](https://www.fabbricafuturo.it/integrazione-reale-virtuale-plm-abilitatore-del-4-0/)intervistato sulla copertina di Gennaio-Febbraio 2018 di *Sistemi&Impresa* serve un’*internal disruption*, una **rivoluzione di tutti i processi fisici e digitali**. Ma sono richieste competenze che sappiano collaborare, individuare correlazioni e nuove modalità di lavoro. **Ogni cinque anni, dice Megali, assistiamo a una rivoluzione** ed è affascinante sperimentare le evoluzioni della tecnologia. **Chi si lascia affascinare dal futuro, anziché temerlo, avrà sempre una marcia in più**.
