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title: L’Industria 4.0 abilita la transizione ecologica
description: Tra le tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0, classificate e definite dall’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano, possiamo annoverare l’Industrial Internet of Things (IIoT), l’Industrial analytics, il Cloud manufacturing, l’Advanced automation, l’Advanced human machine interface e...
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date: 2022-02-24
modified: 2025-09-17
author: Redazione
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categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "industria 4.0|Marco Taisch|sostenibilità|transizione ecologica"]
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# L’Industria 4.0 abilita la transizione ecologica

![L’Industria 4.0 abilita la transizione ecologica](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/02/Industria-4.0-min-scaled-1-1024x614.jpg)

Tra le tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0, classificate e definite dall’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano, possiamo annoverare** l’Industrial Internet of Things (IIoT), l’Industrial analytics, il Cloud manufacturing, l’Advanced automation, l’Advanced human machine interface e l’Additive manufacturing.** Esse permettono elevati livelli di produttività, flessibilità e affidabilità, caratteristiche evidentemente funzionali e necessarie al grado di salute aziendale richiesto dal mercato globale.

Basti pensare, per esempio, **a come l’IIoT permetta il monitoraggio in real time dei processi produttivi,** garantendo elevati livelli di efficacia ed efficienza, a come il Cloud manufacturing supporti la collaborazione tra più enti al fine di condividere risorse essenziali per migliorare i propri business, e a come** l’Additive manufacturing stimoli un utilizzo delle risorse più ottimizzato a partire dalla prototipazione di nuovi prodotti**, dalla produzione di *spare part* fino a quella di prodotti finiti. Proprio grazie ai numerosi benefici offerti, l’adozione delle tecnologie elencate è stata stimolata e supportata dai Governi di tutto il mondo.

L’Italia, con il **Piano nazionale Industria 4.0** promosso dall’allora Ministro dello Sviluppo Economico **Carlo Calenda** a partire dal 2017, ha messo a punto una serie di azioni e di incentivi fiscali mirati per introdurre queste tecnologie **nel sistema industriale italiano con notevoli impatti sul Prodotto interno lordo (Pil) del Paese**, come molti studi dimostrano. L’aspetto interessante e degno di nota è che la diffusione di tali tecnologie ha mostrato il ruolo strategico che le stesse possono ricoprire nella promozione di uno sviluppo sostenibile e circolare.

L’idea di uno sviluppo sostenibile, cominciata a diffondersi negli Anni 80 del XX secolo, **prevede che si soddisfino i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere quelli delle generazioni future.** Esso deve tener conto sia delle necessità economiche sia di quelle ambientali e sociali. Per garantire ciò sono in corso iniziative diverse da parte dei Governi e delle organizzazioni internazionali. Le Nazioni unite hanno promosso per l’Agenda 2030 i cosiddetti “sustainable development goals”, 17 obiettivi che vadano a coprire in modo totalitario tali pilastri della sostenibilità.

In questo scenario si è fatto strada **il paradigma dell’economia circolare,** basata su sistemi capaci di rigenerarsi in modo autonomo utilizzando le risorse in input in molteplici cicli di vita, con l’obiettivo ultimo di estrarne il maggior valore. In particolare, tra i principi promossi da questo sistema rientrano: **l’estensione del ciclo di vita delle risorse, la riduzione del loro consumo laddove possibile e il loro inserimento continuo in nuovi cicli,** fino a esaurirne il valore. L’adozione massiva e diffusa da parte delle aziende dei principi dell’economia circolare, dunque, potrebbe permettere di realizzare l’obiettivo dell’ottimizzazione dell’uso delle risorse naturali, delle materie prime e dell’energia, contribuendo in maniera fondamentale al raggiungimento dello sviluppo sostenibile.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Gennaio-Febbraio 2022 di *Sistemi&Impresa*.

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