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title: "Lo stop al Diesel come opportunità per un&#8217;Italia competitiva"
description: Il 9 giugno 2022 l’Europarlamento ha approvato la proposta della Commissione europea di vietare la vendita di veicoli con motori diesel, benzina e Gpl a partire dal 2035. Un intervento politico su misure tecniche da adottare per conseguire gli obiettivi di emissione di Anidride carbonica, ma privo d...
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date: 2022-06-10
modified: 2025-09-17
author: Redazione
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categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "2035|benzina|circular economy|competitività|diesel"]
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# Lo stop al Diesel come opportunità per un&#8217;Italia competitiva

![Lo stop al Diesel come opportunità per un&#8217;Italia competitiva](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/06/Diesel_benzina-FF-min-scaled-1-1024x614.jpg)

Il 9 giugno 2022 l’Europarlamento ha approvato **la proposta della Commissione europea di vietare la vendita di veicoli con motori diesel, benzina e Gpl a partire dal 2035**. Un intervento politico su misure tecniche da adottare per conseguire gli obiettivi di emissione di Anidride carbonica, **ma privo di un necessario respiro globale**, ossia di un dialogo paritario con i Paesi extraeuropei e con le importanti potenze industriali mondiali, che potrebbe essere letto come un’azione parziale, rispetto all’importante tema della sostenibilità ambientale e addirittura penalizzante per l’industria della stessa Europa.  

La decisione, infatti, può anche essere interpretata **come una forzatura del principio di neutralità tecnologica, secondo il quale non spetta alla politica individuare le soluzioni tecniche** che dovrebbe, invece, garantire una sana competizione di pluralità di soluzioni. Se ci limitiamo a osservare la questione sul fronte puramente ‘ambientale’ appare evidente che la direzione è corretta: si tratta di salvaguardare il Pianeta e quindi la salute delle future generazioni. **Ragionando sotto il profilo economico, invece, la lettura assume connotati più complessi. **** **

## Investire in ricerca e puntare sulla Circular economy 

Stiamo parlando di economia e competitività industriale del settore automotive. L’Italia, negli ultimi 15 anni, **ha perso posizione rispetto ai migliori Paesi europei (Germania e Francia)** e nessuna azione sembrerebbe in grado di invertire questa tendenza nel breve termine. Basta analizzare gli andamenti negli anni dei volumi di auto prodotte o dei posti di lavoro dell’indotto rispetto ad altri Paesi europei; forse siamo riusciti a difenderci per alcuni comparti sul fronte dell’esportazione della componentistica. Possiamo, inoltre, osservare per questo comparto **come si siano ridotti gli investimenti pubblici in Ricerca e Innovazione ****sia in assoluto sia ****in relativo,** consuntivando mediamente ogni anno un decimo di quelli fatti in Germania.

Lo sviluppo dell’elettrico però, che possiamo considerare ancora in fase di avvio e piena evoluzione, rimette tutta l’Europa sullo stesso piano. **L’Italia potrà così trarne beneficio e decidere se essere protagonista nello sviluppo del *****powertrain***** elettrico e delle batterie**. Ma bisogna prestare attenzione a non limitarsi a considerare solo le opportunità di sviluppo dell’hardware, come in passato, provando a cogliere anche quelle di un prodotto auto sempre più digitale, **prendendo coscienza della rilevanza del software, dei servizi e, aggiungo, del business della Circular economy,** che è destinato a crescere nel tempo affinché si possa raggiungere pienamente la sostenibilità del sistema trasporti. 

A livello italiano potremmo investire **in ricerca, competenze e infrastrutture per riprenderci una leadership che ci compete,** sebbene in un contesto in cui oggi le tecnologie delle batterie ci penalizzano sul fronte, soprattutto, della dipendenza da altri per la disponibilità di materie prime.  

## Agire con prontezza per non perdere competitività 

Le competenze dell’ecosistema italiano su sviluppo di prodotto, Time-To-Market, analisi di sistema, design e stile, componentistica meccanica e meccatronica, per fare alcuni esempi,** possono consentire al nostro Paese di essere protagonisti anche oltre il 2035.** Occorre, però, agire in modo tempestivo esattamente come stanno facendo da anni altri ecosistemi industriali molto evoluti, come per esempio Francia e Germania. 

Suggerirei alla politica **di non bandire per definizione il motore a combustione interna per non escludere gli eventuali risultati della ricerca** e i benefici già evidenziati degli ecofuel e sfruttare ancora l’eccellenza europea dei sistemi del *powertrain* tradizionale. 

In conclusione, come sistema Paese serve considerare **ciò che questa decisione ha chiarito come visione sistemica e *****roadmap***** di medio e lungo periodo**, identificando la migliore strategia per l’industria italiana dell’Automotive e organizzandosi con coerenza e velocità nello sviluppo di nuove filiere e nel mettere a terra quelli che appaiono oggi ancora solo dei buoni propositi.  
