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title: L’ultimo flop di Transizione 5.0
description: "Il pasticciaccio di Transizione 5.0: chiude il progetto, ma le aziende aspettano ancora i fondi in attesa del nuovo piano di sviluppo economico"
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date: 2025-11-13
modified: 2025-12-01
author: Stefano Belviolandi
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categories: [Fabbrica]
tags: [industria 4.0, Transizione 4.0, Transizione 5.0]
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# L’ultimo flop di Transizione 5.0

![Adolfo Urso](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2025/11/foto-Urso.jpg)

**Il piano Transizione 5.0 è partito male ed è finito… peggio**. Dopo lo scossone che sottolineava l’imminente **chiusura del piano per esaurimento fondi** (o per flop organizzativo e di gestione della procedura?) e le conseguenti polemiche delle associazioni di categoria e dei rappresentanti delle aziende dopo una così ferale notizia, di recente è intervenuto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) che ci ha messo ‘una pezza’. Ma procediamo con ordine.

Dall’annuncio di inizio 2024 e quelli successivi, viene proprio da pensare che questo progetto – nobilissimo negli intenti, **alimentato dai fondi dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)** e finanziato tramite il programma europeo NextGenerationEU per rispondere alle esigenze delle imprese per iniziare un approccio al digitale e alla transizione green – in realtà sia partito con il piede sbagliato.

Nel 2024 abbiamo assistito al **balletto continuo tra segnalazioni di normativa complicata**, circolare di oltre 100 pagine arrivata in pieno agosto e, dopo un continuo sollecito agli organi governativi preposti che mai scucivano novità, è arrivata la parvenza di **una proroga mai confermata, ma sempre nell’aria**; infine, ci sono state le periodiche semplificazioni (mai sufficienti) messe in campo dal Mimit durante l’autunno e l’inverno 2024.

Intanto i mesi passavano, lasciando **sempre più disorientate e in difficoltà le imprese interessate**: per le aziende non ci fu che sospendere ogni possibile approccio alla richiesta di questi fondi, con le realtà produttive tenute al cappio da un **sistema burocratico estremamente complicato**. Da quel momento: meno accesso ai fondi e, per conseguenza, casse piene di denaro mai erogato alle imprese stesse.

## Un disastro annunciato

Un flop, verrebbe da dire, che si è concretizzato sempre di recente con la **doccia fredda della chiusura anticipata del Piano 5.0**, lasciando l’amaro in bocca a tutti coloro che speravano in un approccio semplificato, come fu per **Industria 4.0 (nel frattempo diventata Transizione 4.0)**. E, ironia della sorte, quest’ultimo ha invece continuato a dare i suoi frutti.

Ma anche sul fronte 4.0 c’è stato un altro colpo di scena che ha regalato sorrisi amari ai numerosi imprenditori che avevano riposto speranze proprio su questa iniziativa. È dell’11 novembre 2025, l’ennesima comunicazione ministeriale che annuncia **la fine dei fondi per Transizione 4.0**. Ma dove sta la beffa? Tutta ‘colpa’ del piano Transizione 5.0 che, a detta di fonti ministeriali, ha subito di recente una profonda accelerazione portando con sé anche la **super richiesta degli incentivi 4.0 **che, malauguratamente, sono terminati in breve tempo.

Tuttavia, vi è di più. Il Mimit ha voluto **cucire l’ennesima pezza sopra questa vicenda** e ha lasciato in sospeso l’eventualità che i fondi rispuntino. Infatti, è stato scritto in una nota: “Le imprese possono continuare a inviare comunicazioni di prenotazione. Nel caso di nuova disponibilità di risorse, il Gestore dei servizi energetici – Gse spa ne darà comunicazione alle imprese secondo **l’ordine cronologico di trasmissione delle domande**”. Come a dire: care aziende, provateci ma – è questo il lecito dubbio – non è detto che ci saranno i fondi.

## A caccia di fondi

La svolta, però, è arrivata nella settimana del 10 novembre 2025: il Mimit ha diramato una nota che ha tutta l’aria di voler calmare gli animi. Il ministero ha spiegato: “Nel fine settimana e nella giornata di ieri, **risultano caricati sulla piattaforma Gse ulteriori 742 progetti**, per un valore complessivo di 231.084.152,50 euro. Tali progetti si aggiungono ai 12.461 già conteggiati al 7 novembre, prima dell’annuncio dell’esaurimento delle risorse, per un **ammontare complessivo di circa 2,9 miliardi di euro**. Per questi nuovi progetti, come già precisato dal Mimit nel comunicato stampa del 7 novembre, il Governo sta operando per reperire le risorse aggiuntive necessarie al soddisfacimento delle domande. **La presentazione dei progetti proseguirà fino al 31 dicembre** e le richieste saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione”.

Verrebbe da tirare un sospiro di sollievo, ma alla luce degli eventi **è lecita un po’ di diffidenza** e la tendenza a non credere fino in fondo al futuro (incerto) del programma e a immaginare come potrebbe finire: “Dal 1 gennaio 2026 sarà invece **operativo il nuovo Piano Transizione 5.0**, in piena continuità operativa con l’attuale misura”. Ecco appunto, speriamo che la “continuità” non sia solo burocratica…
