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title: Per digitalizzare la Manifattura serve la consulenza di prossimità
description: La digitalizzazione – che tra i vari vantaggi permette il lavoro a distanza e lo scambio di informazioni da remoto – ha sempre bisogno della vicinanza tra persone. Vale in particolare per il Manifatturiero, quantomeno durante le fasi di avviamento dei progetti e per il settaggio costante degli strum...
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date: 2022-02-03
author: Sara Polotti
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categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "apertura nuovi uffici|arket|consulenza|digitalizzare|digitalizzazione|manidfattura|pnrr"]
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# Per digitalizzare la Manifattura serve la consulenza di prossimità

![Per digitalizzare la Manifattura serve la consulenza di prossimità](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/02/consulenza-min-1024x615.jpg)

**La digitalizzazione** – che tra i vari vantaggi permette il lavoro a distanza e lo scambio di informazioni da remoto – **ha sempre bisogno della vicinanza tra persone**. Vale in particolare per il Manifatturiero, quantomeno durante le fasi di avviamento dei progetti e per il settaggio costante degli strumenti. Per restare competitive e adattarsi alle nuove sfide del mercato, le aziende si affidano spesso alla consulenza con l’obiettivo di rendere più snelli e sicuri i processi; ma per quanto sia possibile dialogare e implementare servizi da remoto, **sono innegabili i benefici della vicinanza tra clienti e consulenti**.

Ne è convinto** Paolo Grotto, Socio Amministratore e Direttore Commerciale di Arket**, società di consulenza e sviluppo software per la digitalizzazione dei processi aziendali, che in questa fase di Smart working diffuso ha deciso di andare in controtendenza e **di puntare, invece che sulla centralizzazione degli uffici cui fa da contraltare il lavoro agile, sulla delocalizzazione delle sedi**, distribuendo diverse filiali sul territorio e **aprendone di nuove in zone strategiche,** proprio per poter essere più vicino alle aziende.

Va in questa direzione l’**apertura della nuova filiale in Friuli Venezia Giulia**, dopo quella aperta ad Alessandria nel 2020 e quella di Padova nel 2021: Udine è la città scelta per avvicinarsi ai clienti e, allo stesso tempo, iniziare a guardare anche verso l’estero, vista la posizione strategica tra Austria e Slovenia. Tra gli obiettivi, come spiega Grotto, c’è anche la volontà di rispondere alle esigenze degli stessi collaboratori di Arket: “**Avere più sedi vuole ridurre i viaggi da pendolari dei nostri collaboratori,** permettendo loro, al contempo, di essere più presenti e vicini alle aziende che si rivolgono ai nostri servizi”.

Anche la società di consulenza, a partire dall’inizio della pandemia, ha adottato lo Smart working con modalità di lavoro ibride, ma **certe attività, secondo Grotto, possono essere svolte solo in presenza**: “Il nostro modello di business prevede unità locali distribuite sul territorio; in questo modo i nostri consulenti possono **svolgere compiti importanti come l’analisi o la formazione degli utenti** in maniera più snella e soprattutto dal vivo, approfondendo meglio ciò che già c’è, parlando con le persone e verificando sul campo il successo delle fasi, in modo da efficientare il lavoro”.

## La digitalizzazione è ottimizzazione dei processi

Essere vicini diventa ancor più imprescindibile in questo periodo, è la tesi del direttore commerciale di Arket. I **fondi previsti dal Piano nazionale di ripartenza e resilienza (Pnrr)**, infatti, sono destinati ad **avvicinare alla digitalizzazione anche le aziende manifatturiere che ora non l’hanno adottata in modo completo**, tanto che spesso si riduce alla sola gestione della fatturazione elettronica. “Non tutte le imprese hanno finora compreso a fondo il vantaggio della digitalizzazione dei processi”, dice Grotto.

“Per esempio **le fatture elettroniche hanno comportato una riorganizzazione **delle modalità operative, ma c’è chi ancora stampa comunque i documenti per poi procedere con la registrazione manuale”. A parere di Arket, **il Pnrr permetterà nuovi investimenti che aiuteranno le aziende a capire davvero i benefici di digitalizzare e ad automatizzare i processi di backoffice e produttivi:** il lavoro diventerà snello ed efficiente, rendendo competitiva anche la fabbrica – e non solo gli uffici – dal momento che** la ‘vera’ svolta digitale prevede anche la connessione di sempre più macchinari e funzioni aziendali**.

“Oggi **la digitalizzazione non è solo uno strumento per l’archiviazione e la ricerca di dati**; a cambiare e beneficiarne sono in particolare i processi, che diventano anche più fluidi tra i vari uffici. Digitalizzare significa **abbattere i tempi e ridurre gli errori umani**”, conferma Grotto. Un altro importante vantaggio? “Digitalizzare il lavoro** accelera anche il processo di apprendimento da parte delle persone,** che saranno guidate nel corretto svolgimento dei flussi di lavoro, grazie a strumenti sempre più intuitivi e pensati per supportare gli utenti finali. Questo **agevola il passaggio generazionale e il turnover fisiologico** che le aziende vivono. E all’interno dell’economia aziendale questo aspetto ha grossi benefici”.

Infine, una digitalizzazione ben fatta e seguita da vicino fa sì che **l’azienda diventi davvero competitiva, implementando un nuovo modello di business, come quello della servitizzazione**: “Ad esempio, gli addetti commerciali non possono spendere la maggior parte del proprio tempo ad inserire manualmente ordini alla vecchia maniera; non solo perché non è smart né veloce, ma anche perché oggi accanto alle merci si vendono i servizi, sia nel B2B sia nel B2C, e **grazie alla digitalizzazione il personale può dedicare maggior tempo ed attenzioni al servizio offerto ai clienti**, creando maggior valore”. La digitalizzazione dei processi non è quindi più rinviabile da nessuna azienda. Avere degli esperti sul territorio agevola la trasformazione.
