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title: Piano Transizione 5.0 in rampa di lancio
description: Mancano sempre meno giorni (anche se non precisamente quantificati) all’attivazione della piattaforma attraverso la quale le imprese possono prenotare gli incentivi del Piano Transizione 5.0, è quanto ha affermato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo d’Urso. Al momento il decreto att...
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date: 2024-07-26
author: Alessia Stucchi
url: https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/piano-transizione-5-0-in-rampa-di-lancio-tra-pochi-giorni-attiva-la-piattaforma/
categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "Adolfo D'Urso|Industria 5.0|sostenibilità"]
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# Piano Transizione 5.0 in rampa di lancio

![Piano Transizione 5.0 in rampa di lancio](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/07/apertura_notizia.jpg)

Mancano sempre meno giorni (anche se non precisamente quantificati) all’**attivazione della piattaforma **attraverso la quale le imprese possono prenotare gli **incentivi del Piano Transizione 5.0**, è quanto ha affermato il **Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo d’Urso**. Al momento il decreto attuativo è, infatti, alla Corte del Conti per la registrazione. Dopo un lungo periodo di attesa – e di rallentamento degli investimenti aziendali – il decreto sembra, quindi, essere a un passo dalla rampa di lancio.

Il Piano ha l’obiettivo di favorire la **transizione digitale e green** delle imprese italiane. Grazie a questi fondi, le imprese che negli anni 2024 e 2025 effettuano nuovi **investimenti in beni strumentali** – materiali e immateriali (per esempio sistemi gestionali) - che portano a una riduzione dei consumi energetici, possono accedere al credito d’imposta proporzionale alla spesa sostenuta. La misura, come ha sottolineato **Gianni Dal Pozzo, Amministratore Delegato di Considi**, società di consulenza che per prima ha parlato di 5.0 in Italia, nel webinar *Dalla Visione di Industria 5.0 al Decreto Attuativo-Innovazione e Regolamentazione per la Transizione 5.0, *riprende il nome di Industria 5.0, ma ne **recepisce solo il saving energetico**, cioè una dimensione del concetto di sostenibilità, che, a sua volta, è solo una delle tre leve del concetto (le altre due sono umanocentrismo e resilienza). Il limite è dato perché il Piano è finanziato con **6,3 miliardi di euro del programma RepowerEu**, missione per l’indipendenza energetica del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Se effettivamente i tempi saranno rispettati non è noto, ma, nell’attesa, le **aziende hanno studiato i prossimi passi**, un aspetto fondamentale visto che, secondo le aspettative emerse nel webinar, la previsione è che la piattaforma rimanga **aperta solo qualche mese** sotto la pressione di un numero elevato e rapido di richieste. Le imprese che vogliono godere dei finanziamenti devono, quindi, avere già ora nel cassetto, oppure avere iniziato dal 1^ gennaio 2024, progetti di innovazioni e devono concluderli **entro il 31 dicembre 2025**.

## L’investimento in formazione deve essere massimo 300mila euro

L’investimento in beni strumentali ha quindi, come target, l’**efficientamento energetico**. Sulla base dell’efficienza energetica conseguita e se il progetto si sviluppa su struttura produttiva o sul singolo processo, si distinguono **tre terne di aliquote del credito di imposta**. I massimi finanziamenti sostenibili sono, in ogni caso,  50 milioni di euro. Per capire qual è l’efficienza che si consegue, e quindi il credito di imposta, l’azienda deve stimare i **consumi pre e post investimento**, con una normalizzazione per volumi produttivi e condizioni esterne esogene. Nel caso di nuove imprese o per quelle che introducono nuovi prodotti e servizi entro sei mesi dall’avvio del progetto, il risparmio energetico è, invece, misurato rispetto a uno **scenario controfattuale**. L’azienda, per avere un riferimento, deve individuare sul mercato, anche andando a ritroso di cinque anni, tre beni simili a quelli da acquisire e calcolare una media dei consumi.

Investendo in beni strumentali, le aziende posso, inoltre, richiedere l’agevolazione per investire nella **formazione del personale** e nell’autoproduzione e autoconsumo da fonti rinnovabili. La formazione deve essere, però, incentrata sulla transizione green e digitale, nel limite del 10% degli investimenti effettuati in beni strumentali 5.0 e per un **massimo di 300mila euro**. I progetti formativi devono essere composti da moduli di almeno 12 ore, conseguibili anche a distanza.

In merito all’**energia rinnovabile**, tra le spese che si possono portare nel massimale del progetto sono inclusi, i moduli del fotovoltaico, i servizi ausiliari, stoccaggio e trasformatori. I beni hanno, però, l’obbligo di **allaccio alla rete entro un anno **dalla fine del progetto e devono essere relativi solo all’autoconsumo, questo significa che sono ammissibili impianti che soddisfano **massimo il 105% del fabbisogno** (esistono linee guida per dimensionare la struttura). Nel caso dei pannelli fotovoltaici, devono essere **prodotti in Unione Europea** – le aziende devono prestare attenzione a eventuali certificati contraffatti - con una efficienza di conversione di luce solare in energia utilizzabile pari ad almeno il 21,5%. Per i pannelli a maggiore efficienza è prevista una maggiorazione di incentivo.

## La pratica 5.0 che non raggiunge i requisiti può diventare 4.0

Gli incentivi hanno come, in definitiva, obiettivo favorire la transizione green, è fondamentale, quindi, che le aziende rispettino il **principio *significant harm* (Dnsh)** – esclude attività che possono causare danni significativi agli obiettivi ambientali. Le esclusioni sono relative a quattro attività: quelle direttamente connesse ai **combustibili fossili**; attività nell'ambito del sistema di **scambio di quote di emissione **dell'Unione Europea; attività connesse alle **discariche di rifiuti**, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico, quelle nel cui processo produttivo sono generati **rifiuti speciali pericolosi.** Il principio prevede, però, delle eccezioni.

Infine, per trarre massimo vantaggio dagli incentivi, le aziende devono essere consce di poter attivare **una sola pratica di incentivo** alla volta nella stessa struttura produttiva: l’azienda deve, quindi, completare un progetto prima di iniziarne un altro oppure reindirizzare gli investimenti **meno efficienti verso la Transizione 4.0.** Una pratica 5.0 che non raggiunge i requisiti di efficienza energetica può essere, infatti, ‘trasformata’ in 4.0. Questo punto, come emerso nel webinar di Considi, richiede la **definizione di una strategia aziendale**, perché l’impresa deve sapere quali finanziamenti sono più vantaggiosi, anche alla luce dell’obbligo del Piano 5.0 di mantenere i risparmi energetici per cinque anni, pena la restituzione dell’incentivo.
