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title: "Prodotti smart e produzione lean &#8211; L’innovazione nel Gruppo Cimbali"
description: Intervista a Roberto Chiodini, IT Manager del Gruppo Cimbali Nell’anno che sarebbe stato poi ricordato per il drammatico incidente del Titanic, il transatlantico affondato nel suo viaggio inaugurale ad aprile 1912, a Milano apriva un piccolo negozio per la lavorazione del rame. Nei 30 metri quadrati...
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date: 2017-10-11
author: Dario Colombo
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categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "azienda lean|Cimbali|Digital Transformation|digitalizzazione|gestione documentale|IoT manifattura|Kaizen|MUMAC|settore manifatturiero"]
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# Prodotti smart e produzione lean &#8211; L’innovazione nel Gruppo Cimbali

![Prodotti smart e produzione lean &#8211; L’innovazione nel Gruppo Cimbali](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2017/10/MUMAC_7-1-1-1024x682.jpg)

**Intervista a Roberto Chiodini, IT Manager del Gruppo Cimbali**

Nell’anno che sarebbe stato poi ricordato per il drammatico incidente del Titanic, il transatlantico affondato nel suo viaggio inaugurale ad aprile 1912, a Milano apriva un piccolo negozio per la lavorazione del rame. Nei 30 metri quadrati dell’officina di via Camminadella, a due passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio, **Giuseppe Cimbali diede il via alla storia di un’azienda diventata dal 2005 un Gruppo che riunisce i brand LaCimbali, FAEMA, Casadio ed Hemerson** ed è **leader nella progettazione e produzione di macchine professionali per caffè, bevande a base di latte, bevande solubili e attrezzature dedicate alla caffetteria** (macinadosatori, lavastoviglie e produttori di ghiaccio): il 2016 si è chiuso con un fatturato di 169 milioni di euro.

[![Headquarter Gruppo Cimbali](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/HeadquarterGruppoCimbali-300x161.jpg)](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/HeadquarterGruppoCimbali.jpg)
*L’entrata dell’headquarter del Gruppo Cimbali a Binasco*

Tante sono le tappe importanti della storia di **oltre 100 anni del Gruppo Cimbali**, il cui headquarter è a **Binasco**, in provincia di Milano, non distante dal capoluogo lombardo.

La prima è il 1930, anno in cui iniziò **la produzione della Rapida**, una macchina a marchio LaCimbali: all’epoca la caldaia era posizionata in verticale, tanto che si parlava di ‘macchine a colonna’, e il sistema di riscaldamento avveniva prevalentemente a carbone o a legna; non a caso i ‘baristi’ di allora erano mastri fuochisti.

[![Mumac](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/MUMAC_1-300x200.jpg)](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/MUMAC_1.jpg)
*Una delle sale del MUMAC, il Museo delle macchine per caffè espresso a Binasco (Mi)*

Un’altra tappa decisiva è il 1945 quando nacque, sempre a Milano, la **Fabbrica apparecchiature elettro meccaniche e affini (da cui l’acronimo FAEMA)** dall’idea di Carlo Ernesto Valente: un’altra realtà destinata a lasciare il segno nella storia delle macchine da caffè professionali.

La competizione tra le due aziende ha vivacizzato il mercato fino al 1995, quando LaCimbali ha acquistato **FAEMA, diventando il maggior produttore mondiale di apparecchiature per caffè espresso**, gettando le basi per la costruzione del futuro Gruppo Cimbali. E oggi, anche grazie al **Museo delle macchine per caffè espresso (MUMAC)** inaugurato nel 2012 in occasione del centenario di LaCimbali, l’organizzazione contribuisce a diffondere la passione e la cultura del caffè espresso.

### Viaggio nella storia con le macchine del caffè

“Il MUMAC racconta 100 anni di storia, tecnologia, design e stile italiano attraverso la più grande esposizione al mondo di macchine per caffè espresso professionali”, spiega **Simona Colombo, Group Marketing and Communication Director**. Il museo è stato interamente finanziato dalla** famiglia Cimbali** che, con i rappresentanti della sua **quarta generazione** coadiuvati da manager, guida da sempre il Gruppo (il Consiglio di amministrazione è presieduto dal Presidente Maurizio Cimbali, mentre gli Amministratori Delegati sono i figli Fabrizia e Federico affiancati da Franco Panno): lo spazio è aperto al pubblico tutti i giorni e le visite sono gratuite su prenotazione.

[![Mumac Cimbali](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/MUMAC_7-1-300x200.jpg)](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/MUMAC_7-1.jpg)Quello del MUMAC è un percorso narrativo diviso in sale che permette di viaggiare dal Novecento ai nostri giorni attraverso le macchine esposte (non solo a marchio LaCimbali e FAEMA) e le riproduzioni degli ambienti delle varie epoche. Ma il museo non è solo la celebrazione della storia delle macchine del caffè professionali – nel passaggio tra le sale si assiste al passaggio dalla caldaia verticale a quella orizzontale avvenuto nell’immediato Secondo Dopoguerra – perché il MUMAC ospita l’omonima** Academy, una vera e propria accademia che offre formazione e training per soddisfare le diverse esigenze del mercato** e corsi di degustazione e di valutazioni sensoriali sulla qualità del caffè, aperti ad aziende e professionisti, ma anche a coffee lover e ad appassionati.

### Produzione snella e attenzione alla qualità

[![Showroom Faema](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/Showroom-FAEMA-300x200.jpg)](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/Showroom-FAEMA.jpg)
*Lo showroom di macchine FAEMA: l’azienda è stata acquistata da LaCimbali nel 1995*

È osservando il passato che si può capire il presente del Gruppo Cimbali che mantiene la posizione di leader di mercato (ne detiene il 25%) realizzando fino a 250 macchine professionali da caffè (tradizionali e super-automatiche) al giorno per un totale di circa 60mila all’anno grazie ai **690 addetti impiegati nei tre stabilimenti produttivi** – oltre a Binasco, che si occupa del 70% della produzione totale, il personale è suddiviso tra **Ghisalba**, in provincia di Bergamo, e **Cappella Cantone**, in provincia di Cremona – **e all’estero** (qui sono impiegate 227 persone).

Il Gruppo, infatti, conta anche **sette filiali operative**, situate nel Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Usa e Cina: **l’80% del fatturato deriva proprio dalle vendite all’estero**. Sul territorio nazionale e internazionale l’azienda è presente capillarmente e conta **700 distributori** che hanno il compito di garantire anche l’assistenza tecnica pre e post vendita.

Sul fronte della produzione, gli stabilimenti produttivi hanno già adottato il **metodo Kaizen** per l’efficientamento dei processi e il miglioramento della qualità: “Al momento la produzione snella è presente in alcune linee di produzione, ma l’obiettivo è trasformarle tutte con logiche lean di ap-provvigionamento e renderle così più flessibili”, spiega **Roberto Chiodini, IT Manager**, mentre ci guida a visitare lo stabilimento di Binasco. Oltre alla produzione, il Gruppo si occupa della progettazione dei prodotti, compresa quella dei software, che rendono smart le macchine del caffè.

### Gli smart product grazie a bluetooth e IoT

[![Roberto Chiodini](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/Roberto-Chiodini-e1507725957256-225x300.jpg)](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/Roberto-Chiodini-e1507725957256.jpg)
*Roberto Chiodini, IT Manager del Gruppo Cimbali*

Oltre alle innovazioni in produzione, infatti, l’importante novità dell’azienda è l’**ampio utilizzo dell’Internet of Things (IoT)**, ultimo step di una continua ricerca per coniugare tecnologia e artigianalità: le macchine possono dialogare inviando dati grazie al perfezionamento di strumenti che, dice il manager, “sviluppiamo da oltre 15 anni”.

“La **telemetria** sui nostri prodotti esiste fin dai primi anni 2000: una soluzione che, tramite connessione wi-fi, è in grado di **trasmettere una serie di parametri di erogazione, i consumi, la gestione dei lavaggi, e gli eventuali fault**”, puntualizza Chiodini. In pratica un’anticipazione dell’Industria 4.0, quando ancora la digitalizzazione non era di comune dominio. “Oggi con l’IoT è possibile uno **scambio di informazioni bidirezionale**: le macchine super automatiche (quelle dove basta premere un pulsante per l’erogazione del prodotto, ndr) possono essere completamente settate da remoto”, dice Chiodini. I dati sono infatti inviati a un pannello di controllo dal quale si può decidere davvero ogni singola operazione da far svolgere alla macchina: dalla tipologia dei menù, alla composizione delle varie bevande.

[![M100 Cimbali](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/M100-199x300.jpg)](http://www.fabbricafuturo.it/wp-content/uploads/M100.jpg)
*La macchina M100 a marchio LaCimbali*

Un esempio è l’innovativo **modello S30 Perfect Touch di LaCimbali disegnato da Valerio Cometti che nel 2016 ha vinto il Red Dot Award: Product Design, uno dei maggiori e più importanti premi del design mondiale** (la lista dei prodotti del Gruppo che hanno ricevuto riconoscimenti è lunga, su tutti il celebre Compasso d’oro assegnato a LaCimbali nel 1962 per il modello Pitagora).

Altre innovazioni riguardano, per esempio, l’applicazione della **tecnologia bluetooth** per il ‘dialogo’ con il macinadosatori. È il caso della M100, una macchina ‘tradizionale’ pensata per garantire e valorizzare la gestualità e la manualità del processo di confezionamento del caffè e del cappuccino, anche nel caso di un addetto alla caffetteria meno esperto: a renderla un prodotto innovativo è **il ‘Barista Drive System’, il sistema integrato che facilita le attività dell’operatore grazie al dialogo – appunto via bluetooth – tra macchina e macinadosatore che guida step by step** durante tutta la fase di preparazione della bevanda, dalla macinatura del caffè all’erogazione.

### Gestione documentale 4.0 col TCP

Proprio l’attenta ricerca della perfezione e della qualità ha reso fondamentale una **nuova gestione di alcuni flussi di lavoro**. Per esempio quelli relativi ai **processi documentali**: è il caso delle attività legate ai **verbali prodotti dall’ispezione degli enti certificatori e quelli sulla sicurezza e sulla gestione delle procedure aziendali**. Oggi questi documenti sono condivisi sull’intranet aziendale che si basa su SharePoint Online, e sono gestiti attraverso **Teorema Collaboration Portal (TCP)**”, spiega Chiodini, che racconta come il progetto di **digitalizzazione** sia iniziato “circa un anno fa con il passaggio a Office 365” e che si può considerare un tassello di una più ampia roadmap per rendere il Gruppo Cimbali un’azienda (più) smart.

Prima della introduzione del prodotto di Teorema i processi relativi ai documenti di ispezione degli enti certificatori erano affidati al flusso di mail che coinvolgevano le varie figure coinvolte e chiamate a dare il proprio contributo rispetto a quanto richiesto dagli esperti.

Una modalità di lavoro che, appunto per il gran numero di persone chiamate a dover eseguire un’azione, diventava difficile da governare. “Il verbale è ora messo a disposizione di tutti coloro che sono coinvolti e chi deve sovrintendere il processo ha la **massima visibilità** di quanto sta succedendo e nel caso riscontri anomalie, **si può agire in modo tempestivo**”, aggiunge l’IT manager del Gruppo Cimbali. Infatti, nel workflow si assegna un compito da svolgere a un responsabile di funzione che “deve attivarsi dando le indicazioni per portare a termine l’azione.

Tra i benefici di TCP – che rende semplice l’utilizzo della intranet, lasciando all’utente finale la libertà di adattare la visualizzazione delle informazioni necessarie alla propria attività – c’è quindi la possibilità di “avere sotto controllo i task da svolgere”; inoltre, ammette Chiodini, “avere un **unico repository** per le informazioni è un esempio di ordine da offrire ai certificatori stessi”. Discorso diverso per quanto riguarda la condivisione dei documenti relativi alle procedure aziendali, che in passato erano messi a disposizione sui server: “Oggi la diffusione è più rapida e più semplice, perché si mette l’utente nelle condizioni di accedere a ciò di cui ha bisogno senza difficoltà”, precisa il manager.

Perché l’Industria 4.0 è anche questo: rendere più facili certe attività che in passato venivano svolte in modo meno friendly. “Nel processo di digital transformation che sta vivendo il mercato moderno, era necessario **dotare il gruppo di strumenti più innovativi per la collaborazione**, **senza introdurre cambiamenti radicali** che non sono parte del core business dell’azienda”, aggiunge Chiodini. Che ricorda come Teorema sia stato “il partner giusto al momento giusto”: “Anche grazie alle loro referenze ci hanno impressionato positivamente e hanno dimostrato di essere flessibili adattandosi alle nostre necessità”, ricorda il manager.

E in fondo il prodotto è stato implementato rapidamente: “Dopo la formazione all’IT per comprendere meglio le potenzialità di SharePoint abbiamo individuato le aree da sviluppare e il progetto è iniziato”. I benefici? “Al momento non li abbiamo ancora colti tutti”. La strada per la digitalizzazione è solo all’inizio…
