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title: Sabelt, dalla capacità del fare al saper produrre
description: Torino. Città con una storia particolare. Da prima capitale dell’Italia unita a provincia quasi ‘dimenticata’ e, forse, sottovalutata. Eppure a Torino e nei suoi dintorni, da sempre le eccellenze non mancano.
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date: 2022-05-17
author: Francesca Albergo
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categories: [Fabbrica]
tags: [Fabbrica Futuro, "automotive|digitale|FabbricaFuturo|Massimiliano Marsiaj|Sabelt"]
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# Sabelt, dalla capacità del fare al saper produrre

![Sabelt, dalla capacità del fare al saper produrre](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/05/Automotive-scaled-1-1024x614.jpg)

Torino. Città con una storia particolare. Da prima capitale dell’Italia unita a provincia quasi ‘dimenticata’ e, forse, sottovalutata. Eppure a Torino e nei suoi dintorni, da sempre le eccellenze non mancano. **Attorno al capoluogo piemontese ruota, infatti, una delle industrie manufatturiere più redditizie: l’Automotive.** Il settore aveva una produzione pre pandemica di circa 80 milioni di auto l’anno, che tradotto significava il 5,6% del Pil italiano (secondo uno studio realizzato prima del Covid da Cassa depositi e prestiti, Sace Simest e Anfia, in collaborazione con AlixPartners); d’altra parte non è un caso che in questa zona, secondo l’Osservatorio della componentistica italiana, **si concentra circa un terzo delle imprese dell’indotto automobilistico del nostro Paese.**** **

Proprio l’indotto ha fatto crescere questo territorio: **perché il mondo dei motori non si limita alle case automobilistiche più note, ma ingloba moltissime aziende che si occupano di produrre componenti;** fra queste c’è **Sabelt,** multinazionale italiana che da 50 anni si occupa di progettare e sviluppare sedili e cinture di sicurezza per veicoli sportivi di alta gamma stradali o da competizione. “La nostra realtà si rivolge a una nicchia del settore, che corrisponde a circa l’1% del totale delle automobili prodotte; **per noi, dunque è fondamentale riuscire a essere competitivi**”, ha commentato **Massimiliano Marsiaj,** Vicepresidente con Deleghe al Business Development di Sabelt, in un intervento alla tappa di Torino di *FabbricaFuturo*, il progetto multicanale promosso dalla casa editrice ESTE (editore del nostro web magazine), di cui Fabbricafuturo.it ne rappresenta la testata di riferimento per i contenuti. 

## Customizzare e reagire grazie alla tecnologia

Per perseguire l’obiettivo di restare competitivi, Sabelt ha scelto di puntare sulla tecnologia: “**La digitalizzazione abbatte i tempi di lavoro e permette di ridurre gli errori, peculiarità fondamentale nel nostro mondo,** dove la sicurezza è alla base dei processi; questi importanti vantaggi garantiscono anche maggiore efficacia e capacità di reagire velocemente alle richieste, sempre più customizzate, dei clienti. Insomma, digitalizzare significa aumentare la propria competitività”, ha spiegato Marsiaj. 

La personalizzazione, infatti, **diffusa ormai in moltissimi settori produttivi, è molto presente nell’ambito delle auto sportive,** dove ogni acquirente desidera aggiungere o modificare un elemento per rendere unica la propria vettura. “In questo contesto, la digitalizzazione è fondamentale per ricevere le informazioni e le richieste e tradurle in progettazione”, ha commentato il Vicepresidente di Sabelt.

Ma le tecnologie supportano anche un altro obiettivo. **Un fine più ampio al quale ambiscono sempre più aziende: la sostenibilità.** Questo fattore, come ha commentato lo stesso imprenditore, segue una logica a catena: “Siamo un’impresa manifatturiera, **ma la produzione è solo una fase del processo e non esisterebbe senza il lavoro dell’ufficio tecnico, della Qualità e delle altre attività a supporto**; pertanto è necessario controllare e sensibilizzare tutti gli step”. In questa direzione, ridurre i tempi di lavoro (in ogni ambito) significa innalzare i livelli di sostenibilità. 

La grande sfida, dunque, è riuscire **a diffondere la cultura digitale in tutta l’organizzazione,** elemento fondamentale per tradurre la tecnologia anche in leva attrattiva. 

## Formare e creare consapevolezza 

A proposito di personale, Marsiaj ha raccontato che **la diffusione di know how e *****mindset***** deve avvenire su più livelli:** i lavoratori interni, i giovani che hanno da poco terminato gli studi e le figure senior. “Le persone rappresentano la vera forza della nostra azienda e dobbiamo essere consapevoli che assieme agli ingegneri neolaureati, l’organizzazione è costituita da operai specializzati”. 

E, parlando di valore aggiunto, secondo il Vicepresidente di Sabelt **alle persone si aggiunge la potenza del brand:** “Siamo al 100% Made in Italy e possiamo offrire un servizio completo ai nostri clienti”. Un elemento, questo, che costituisce una preziosa garanzia e, se ben sfruttato, una grande opportunità: “Con la grave crisi in atto nell’Est Europa, e le tristi conseguenze della guerra in Ucraina, i fornitori italiani hanno la possibilità di mostrare le proprie qualità;** dobbiamo diffondere la consapevolezza che il nostro Paese può essere competitivo e bisogna prepararsi a servire il mercato con volumi maggiori;** le competenze le abbiamo, ora si tratta di metterle in pratica, passando dal ‘saper fare’ al ‘saper produrre’. Solo così possiamo dimostrare il nostro valore”. 
