Farsi vicini in un modo nuovo con la tecnologia

A un anno di distanza dall’inizio della pandemia, il mondo delle imprese è cambiato. Adattarsi alle nuove modalità di lavoro da remoto ha significato mettere in discussione abitudini consolidate e processi interni, ma ha consentito anche di riscoprire il valore delle relazioni. In tempi di distanziamento sociale, gli sguardi che si incrociano sopra le mascherine oggi parlano di fiducia nel futuro dell’impresa. E nella capacità della tecnologia di riavvicinarci gli uni agli altri. “Nessun ufficio può fare da solo. La produttività delle persone è direttamente proporzionale al loro coinvolgimento”, dice Paola Pomi, Amministratore Delegato di Sinfo One.

La pandemia ha incentivato, spinto o costretto nel giro di pochissimo tempo tutta la nazione a lavorare in Smart working, ma per molti il sogno di lavorare da casa si è trasformato ben presto in un incubo. “Lavorare da remoto può diventare una risorsa, ma solo se si cambia il paradigma. Il tema è farsi vicini in modo diverso”, dice Pomi. Per non disperdere la produttività aziendale, ma anche per soddisfare la sete di relazione dei dipendenti, la comunicazione è diventata cruciale. “Ci siamo interrogati su cosa volesse dire ‘comunicare’ per rimanere un team che ha obiettivi da raggiungere e ambizioni da soddisfare; ci siamo resi conto che lo Smart working non era una parentesi temporanea, ma una trasformazione che sarebbe durata”.

Sinfo One ha iniziato fin da subito di adottare modelli di comunicazione diversi, creando dei momenti di confronto che consentissero ai singoli team e ai team interdisciplinari uno scambio proficuo. Da qui l’istituzione di una call mattutina in cui mettere sul tavolo le tre “P”: il progresso delle attività, il pianificato relativo alla giornata e alla settimana e gli eventuali problemi. Accanto a questa occasione di incontro, ogni team hanno messo ulteriori iniziative pensate per continuare sentirsi una squadra, dai pranzi virtuali alla pausa caffè assieme. “Sembra accessorio, ma in un lavoro che si fonda sul team era essenziale anche per rendersi conto che, nonostante la reclusione, si era ancora tutti vicini e in buona salute”.

Automatizzare le funzioni e aprire il gestionale verso l’esterno

La tecnologia ha aiutato a ridurre le distanze. Fondamentale è stato rendere le informazioni disponibili a tutti coloro che avevano ruoli di responsabilità, per metterli al corrente in tempo reale degli avvicendamenti e per pianificare le attività future. “Non avendo la visione di quanto accadeva attorno, qualcuno proiettava le ombre che vedeva fuori anche all’interno dell’azienda. Invece, aver reso tutto trasparente ha permesso alle singole persone e ai team di capire che stavamo lavorando e di supportare i gruppi di lavoro più sovraccarichi, come quelli interessati ai settori Food & Beverage e Consumer packaged goods”, spiega l’Amministratore Delegato.

Il 2020 è stato anche l’anno dell’accelerazione degli investimenti su Ricerca e Sviluppo. La software house di Parma lavora all’inserimento di soluzioni di Robotic process automation (RPA) all’interno delle soluzioni di Enterprise Resources Planning (ERP), per insegnare al sistema a svolgere task ripetitivi e alleggerire così il carico di lavoro sulle persone. “Stiamo implementando anche l’apertura dei sistemi al mondo esterno: molte aziende vogliono offrire ai clienti una finestra entro la quale potersi muovere per ordinare pezzi ricambio o controllare garanzie”. A questo fine oggi può essere utilizzata la stessa soluzione gestionale. “Le nuove famiglie di tecnologie permettono di aprire in sicurezza pezzetti del sistema in cui l’utilizzatore finale può chiedere informazioni o item. Si creano piccole finestre sicure all’interno delle quali il cliente, l’agente o il distributore può fare attività di self service”.

Rispetto agli anni passati, la scelta di investire sull’ERP è oggi valutata in modo più razionale e veloce. Se prima era l’IT manager a prestare maggiormente orecchio alle proposte della software house, ora la richiesta proviene direttamente dal business. “Avvertiamo la determinazione di tanti imprenditori di investire ora per essere ancora più pronti quando l’economia ripartirà. Abbiamo visto già un fermento importante tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, un vero e proprio cambio di passo. Non c’è più tempo da perdere”, avverte Pomi. “Chi ha un’impresa da compiere lo ha capito e si sta già muovendo”.

L’intervista integrale è pubblicata sul numero di Marzo 2021 di Sistemi&Impresa. Per informazioni sull’acquisto scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)

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Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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