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title: Competenze digitali, lo scenario tra luci e ombre dell’Italia
description: Ma che cosa si intende con l’espressione “competenze digitali di base”? Si tratta delle attività digitali di base, che coprono cinque aree
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date: 2022-07-19
modified: 2025-09-09
author: Elisa Marasca
url: https://www.paroledimanagement.it/formazione-e-sviluppo/competenze-digitali-lo-scenario-tra-luci-e-ombre-dellitalia/
categories: [Risorse Umane, Formazione e sviluppo]
tags: [competenze digitali Italia, Andrea Giacomelli, Enaip FVG, competenze digitali, competenze digitali di base]
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# Competenze digitali, lo scenario tra luci e ombre dell’Italia

![Competenze digitali, lo scenario tra luci e ombre dell’Italia](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/01/skill-mismatch.jpg)

L’Italia è al 20esimo posto dell’indice europeo di digitalizzazione dell’economia e della società 2021 (Desi), su un totale di 27 Paesi. Inoltre, nel documento **si rileva una percentuale di utenti Internet superiore all’80% della popolazione, ma la maggioranza di questi non possiede le competenze digitali di base** (54%).

Ma che cosa si intende con l’espressione “competenze di base”? Si tratta delle attività digitali di base, che coprono cinque aree: Le cinque aree di competenza sono: informazione e *data literacy* (saper ricercare dati e capire ciò che si legge online); comunicazione e collaborazione (interagire attraverso diverse tecnologie digitali e capire quali sono gli strumenti di comunicazione più appropriati in un determinato contesto); creazione di contenuti digitali (anche tramite social media), **sicurezza (saper individuare modalità per proteggere dispositivi e contenuti, e distinguere semplici rischi negli ambienti digitali, tenere conto della privacy)**; problem solving (a livello base e con l’aiuto di qualcuno, essere in grado di accorgersi di singoli problemi tecnici nell’utilizzo dei dispositivi e identificare semplici soluzioni per risolverli).

Su queste skill è costruito DigComp, il framework delle competenze digitali europee, rivisitato nel 2021. Se si analizzano i dati del Desi su ciascuna delle cinque aree, **la percentuale della popolazione con capacità sulla specifica area almeno di base è sempre superiore al 58%** (per la creazione di contenuti digitali), con punte dell’88% (di problem solving) e il 71% su informazione e *data literacy.* “Dobbiamo però segnalare che gli indicatori sono rilevatori macro che cercano di valutare la capacità digitale di un campione di persone, indagandone il comportamento nel corso degli ultimi tre mesi. **Comportamento che, tra l’altro, potrebbe essere condizionato anche da altri fattori collaterali e non solo tecnologici**”, sottolinea Andrea Giacomelli, Direttore Ricerca e Sviluppo Enaip Friuli Venezia Giulia (FVG) ed esperto in materia.

A questo proposito, l’esperto fa l’esempio di **un indice oggettivo ricordando quello sull’occupazione nel settore ICT, che si basa su dati certi raccolti dai vari Stati**, anche se la rilevazione è sempre a campione: “In questo caso la ricerca si avvale di un sistema di classificazione dei profili professionali nel settore ICT e delle relative occupazioni, che rende la rilevazione stessa più oggettiva”.

## Ci sono disparità anche all’interno del Paese

Quando si vuole rilevare lo stato dell’arte delle capacità basilari digitali, che però non sono ‘agganciate’ a una specifica professione, per Giacomelli la rilevazione è opinabile a livello statistico. "**Il fattore geografico, inoltre, gioca un ruolo determinate nel posizionare l’Italia agli ultimi posti della classifica**, con una netta disparita tra regioni del Nord, ampiamente al di sopra della media europea, e regioni del Sud in forte ritardo".

Tra gli elementi variabili, infatti, ci sono anche il territorio di provenienza del campione e la possibilità di connettersi a Internet: l’ultimo rapporto sul Benessere equo e sostenibile in Italia (Bes) presentato dall’Istat ha messo in luce come **le prestazioni delle regioni del Sud si collochino tutte al di sotto di quelle del Nord, con un divario di circa il 20%** tra la provincia di Trento (migliore percentuale di utenti internet, 57,5) e il Molise (percentuale più bassa, 38).

Altro aspetto evidenziato dal rapporto è che il livello di istruzione si associa significativamente con le differenze nella disponibilità e nell’accesso alle tecnologie e alle strumentazioni ICT. “Nonostante l’incremento del lavoro da casa, il protrarsi della didattica a distanza e l’intensificarsi dell’uso di Internet a seguito delle restrizioni seguite all’epidemia da Covid-19, nel 2021 tre famiglie italiane su 10 non hanno ancora la disponibilità di un Pc e di una connessione da casa”, si legge nel documento. **Il gap è ugualmente ampio tra i nuclei familiari dove almeno un componente ha un’istruzione di livello universitario** **e quelle dove invece il titolo di studio più elevato è la licenza media inferiore**, che sono in larghissima misura famiglie di soli adulti. La capacità di accedere a un’istruzione adeguata e a infrastrutture funzionanti fa quindi la differenza nell’acquisire o meno le skill digitali.
