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title: La competenza dei nuovi manager tra formazione e informazione
description: È necessaria una nuova formazione per i manager, che dia gli strumenti per agire in contesti internazionali.
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date: 2021-03-17
modified: 2025-09-09
author: Redazione
url: https://www.paroledimanagement.it/formazione-e-sviluppo/la-competenza-dei-nuovi-manager-tra-formazione-e-informazione/
categories: [Risorse Umane, Formazione e sviluppo]
tags: [formazione manageriale, convivio, classe dirigente, caracciolo]
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# La competenza dei nuovi manager tra formazione e informazione

![Convivio_Caracciolo](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/03/Convivio_Caracciolo.png)

Viviamo un momento in cui si parla sempre di **gestione dell’emergenza attuale**, ma è necessario anche guardare a scenari futuri. Per farlo, però, serve una visione globale e strutturata. L’Italia, invece, ha esclusivamente una **visione economicistica delle relazioni internazionali**. Manca una guida strategica. Cioè manca una **classe dirigente formata e informata**, in grado di presentarsi sulla scena internazionale in modo attivo, senza dover subire le decisioni delle altre potenze, anche quelle che – sulla carta – hanno un impatto minore del nostro. È dunque necessaria una **formazione che infonda nozioni fondamentali per chi deve guidare un Paese o un’azienda**; che fornisca strumenti in grado di leggere il presente e interpretarlo nel modo corretto.

Si può riassumere così il lungo dialogo fra **Lucio Caracciolo, Direttore e fondatore di *Limes***, rivista di geopolitica che di recente ha lanciato una scuola per formare la nuova classe dirigente, e **Francesco Varanini**, manager, formatore, consulente, scrittore, docente e **Direttore Responsabile della rivista** ***Persone&Conoscenze***, nonché Direttore Scientifico di Assoetica. Il confronto è avvenuto durante *Il Convivio di Persone&Conoscenze*, evento tenutosi l’11 marzo 2021, promosso dalla casa editrice ESTE e di cui *Parole di Management* è stato Media Partner.

**La nostra classe dirigente è vittima di un sistema di formazione pieno di lacune**, soprattutto nella proiezione internazionale, ha sostenuto Caracciolo. Scuole e università tendono a creare algoritmi universali, chiavi in grado di gestire ogni situazione e confrontarsi con ogni Paese. Serve, invece, una **cognizione di fondo su culture e tecniche negoziali dei Paesi con cui ci si deve interfacciare**, sui rischi e le opportunità (condizionati anche dalla geopolitica) di relazionarsi con una determinata cultura.

“**Il manager più efficiente è quello che ha dimenticato ciò che ha imparato**”, ha continuato Caracciolo. “In una fase dinamica e di grandi cambiamenti, come quella che stiamo vivendo, è importante avere **flessibilità**: non si può pensare di essere efficienti con strumenti, metodi e concetti obsoleti”.

Compito della formazione manageriale, dunque, è insegnare a **valutare la stabilità della controparte, per analizzare - per esempio - la possibilità investire o stipulare contratti di lungo periodo**. Per farlo è fondamentale conoscere cultura, storia e geografia del Paese di riferimento. Ogni territorio, infatti, ha codici specifici – a partire da quello linguistico – che hanno analogie, ma anche profonde differenze rispetto ai nostri, **serve capacità di differenziare e approfondire, **confrontandosi costantemente con colleghi esteri.
