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title: La consulenza manageriale è un affare da big
description: "Il report Assoconsult fotografa la situazione delle società di consulenza manageriale: il 2020 si chiude in calo, tranne che per le realtà più grandi."
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/12/consulenza_manageriale.jpg
date: 2020-12-01
modified: 2025-09-09
author: Elisa Marasca
url: https://www.paroledimanagement.it/formazione-e-sviluppo/la-consulenza-manageriale-e-un-affare-da-big/
categories: [Risorse Umane, Formazione e sviluppo]
tags: [consulenza, Covid, Assoconsult]
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# La consulenza manageriale è un affare da big

![La consulenza manageriale è un affare da big](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/12/consulenza_manageriale.jpg)

Secondo il report di Assoconsult, il settore chiuderà il 2020 in calo. Fanno eccezione le società di grandi dimensioni.

Questo è un anno molto particolare per tutta l’economia mondiale, e il settore della consulenza non è esente dalle sue ripercussioni. Nel 2020, infatti, **il fatturato del management consulting in Italia è previsto in calo dell’8,9%** rispetto all’anno precedente: calo che investe anche l’occupazione e la gestione del Personale. **Assoconsult**, l’associazione di categoria che rappresenta le imprese di consulenza, di management e di ricerca e selezione del Personale in Italia, **ha condotto un monitoraggio su 61 società** di piccole, medie e grandi dimensioni: il benchmark scelto per il confronto è stato il livello di performance del 2019. E **il quadro è positivo solo per le grandi**.

Le previsioni per la chiusura del 2020 si differenziano infatti in base alle dimensioni delle società: ricordiamo che il settore del management consulting **in Italia** è composto da **circa 24mila imprese**, di cui 35 sono grandi società (con più di 50 addetti), 460 sono medie (tra 10 e 49 addetti), 2.700 sono piccole (tra tre e nove addetti), e le restanti (quasi 21mila) sono le micro società con meno di tre addetti. Secondo il rapporto, **le grandi società nel 2020 hanno mantenuto in media un fatturato stabile** (+0,1% rispetto al 2019), mentre **le medie sono calate dell’11,6%**. Questo perché nei primi mesi del lockdown hanno dovuto affrontare **molti casi di discontinuità operative**.

## Le perdite sono diverse in base alla dimensione delle società

**Le piccole e le micro società** hanno invece risentito in maniera significativa dell’impatto negativo delle misure di contenimento, e **prevedono di chiudere l’anno in calo rispettivamente del 17,9% e del 27,8%**. L’impatto negativo sull’occupazione, invece, è stato più limitato di quello sul fatturato. Nel 2020 **l'impiego di professionisti è previsto in calo del 4,1%** rispetto all’anno precedente. L’analisi si è basata sulle attività che riguardano: strategia, *corporate finance* e assistenza all’internazionalizzazione; marketing e vendite; amministrazione e controllo, *risk management* e *compliance*; organizzazione e Risorse Umane, formazione, IT consulting; *operations*.

Per quanto riguarda il valore della produzione - cioè **il valore dei servizi di consulenza fatturabili ai clienti** - dal momento dell’annuncio delle prime misure di restrizione operate dal Governo, **è calato in maniera istantanea**, con il punto di minima (-21,7%) raggiunto nel mese di aprile. Gran parte di questa frenata è stata provocata dalla **sospensione** da parte di molti clienti dei lavori in corso e dall’**attivazione dello Smart working**, quindi dai tempi di dotazione della strumentazione e del software ai lavoratori. Anche in questo caso, le perdite sono state molto diverse a seconda della grandezza e della modalità di gestione delle società.

## Chi era già pronto a lavorare da remoto ha sofferto meno la crisi

Le aziende di consulenza con** fatturato superiore ai 10 milioni di euro**, infatti, hanno registrato **un calo limitato** nella produzione a causa di tre fattori principali: erano** già attrezzate ad operare in remoto**, quindi il loro sforzo di riconversione allo Smart working è stato modesto e breve; hanno in media **progetti di durata medio alta** e possono quindi far leva su ‘tempi morti’ naturali nei momenti di discontinuità; la loro **base clienti**, in larga misura, **non ha sofferto importanti interruzioni** nell’operatività (servizi finanziari, telecomunicazioni, utilities, pubblica amministrazione, Gdo).

Le aziende di consulenza con **fatturati più bassi**, che non erano pronte alla remotizzazione dei servizi, hanno registrato invece **un significativo calo nella produzione** già ad aprile, con una graduale ripresa a settembre. Il livello di criticità dei settori clienti, inoltre, è stato valutato in base all’impatto che l’emergenza sanitaria ha avuto sui progetti. In base al report emerge, per esempio, che **la Manifattura e i trasporti hanno sospeso o dilazionato** in maniera molto significativa i progetti di consulenza. Il Retail, l’energia, l’high tech e i prodotti di consumo di base hanno fatto registrare solo alcuni casi di sospensione o dilazione dei progetti.

## Business continuity e nuove competenze per gestire il cambiamento

La Pubblica amministrazione, la sanità e le utilities hanno fatto registrare solo alcune aree isolate di criticità, mentre il settore telecomunicazioni e quello finanziario non hanno segnalato quasi nessun caso di cancellazione o blocco di progetti. “**Nuove competenze**, che implicheranno nuovi comportamenti, più adattivi, **e la capacità di lavorare sia in presenza sia da remoto**: saranno questi i mezzi da usare per gestire un cambiamento per alcuni settori che solo un anno fa era inimmaginabile”, ha commentato **Marco Valerio Morelli, Presidente Confindustria Assoconsult e Amministratore Delegato di Mercer Italia**.

Il punto fermo da cui è partito il report è stata **la *business continuity***, e l’indagine si è svolta tra marzo e settembre 2020. “Da febbraio ci siamo messi al lavoro – oltre che sulla sintesi del 2019 – sullo sviluppo di un’osservazione in tempo reale che riguardasse l’impatto del Covid 19 sulle nostre aziende”, scrive Morelli nell’introduzione del documento. “Perché qualunque siano il business e il settore **si deve poter garantire la continuità dei processi produttivi e commerciali**, assieme a quelli di gestione del Personale”, ha aggiunto.

## Rivedere i piani di investimento aziendali in ottica 2021

Le principali misure adottate dalle aziende di consulenza per far fronte alla situazione di emergenza hanno riguardato però il **taglio dei costi**. La quasi totalità delle aziende intervistate ha optato per: lo **Smart working**, visto in chiave di alleggerimento dei costi; la **riduzione nell’utilizzo di *subcontractor*** (molte aziende hanno infatti sostituito il personale esterno con interni); la gestione delle Risorse Umane incentivando l’**utilizzo delle ferie pregresse**, dei vari permessi familiari (quando disponibili, in base ai provvedimenti governativi), il **ricorso al part time** dove possibile; la **cassa integrazione** nelle aziende di minore dimensione; il **blocco delle assunzioni**.

Il report rivela che anche **la revisione dei piani di investimento aziendali** dovrà essere oggetto di un forte impegno nel corso di questa fine anno e del prossimo. “Con la recessione quasi a doppia cifra che si prospetta sul 2020, le aziende lanceranno **profondi piani di ristrutturazione a partire dal 2021**, che serviranno da un lato a sopravvivere e dall’altro a ripensare il business con uno sforzo di *what if* per catturare la ripartenza, mai fatto in passato”, è la previsione di Morelli. La recente crisi impone quindi **una necessaria azione di *upskilling* e *reskilling* delle competenze**, in ogni campo.
