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title: La cultura ci salverà dalla pandemia
description: Ci confrontiamo con una pandemia. La crisi è esogena all’economia e colpisce contemporaneamente domanda e offerta. Per uscire serve puntare sulla cultura.
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date: 2020-04-06
modified: 2025-09-09
author: Chiara Lupi
url: https://www.paroledimanagement.it/formazione-e-sviluppo/la-cultura-ci-salvera-dalla-pandemia/
categories: [Risorse Umane, Formazione e sviluppo]
tags: [Mariacristina Gribaudi, pandemia, economia formazione ambiente, Pier Luigi Celli, coronavirus, Federico Della Puppa, Giulio Sapelli]
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# La cultura ci salverà dalla pandemia

![pandemia_cultura](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/04/pandemia_cultura-1024x683.jpg)

Ci confrontiamo con una **pandemia**. La **crisi è esogena all’economia** e colpisce contemporaneamente domanda e offerta. Il Paese è paralizzato, sono state confermate le proroghe di contenimento sino a dopo Pasqua. Una situazione di stallo di questa portata non si era mai vista. **Nemmeno durante la Seconda Guerra mondiale erano stati chiusi i bar e tutti i luoghi della socializzazione**.

Un evento che avrà un impatto sulla vita personale e professionale di ognuno di noi e che determinerà il modo con cui affronteremo la lenta uscita dall’emergenza sanitaria. Questa crisi può essere l’occasione per un **ripensamento delle Istituzioni Europee, **ma dobbiamo anche interrogarci sul dopo, **come si devono organizzare le imprese** alla loro riapertura? **A quali valori si devono aggrappare**? Ci stiamo attrezzando?

In questo momento il Paese sembra delegare ogni decisione ai medici, ma le pandemie si affrontano mettendo in campo la **scienza**, certo, così pure **risorse tecnologiche** e, soprattutto, **intelligenze organizzative**. Da più parti si invoca l’istituzione di un **Piano Marshall** ma, come ha giustamente fatto notare **Giulio Sapelli**, Professore Ordinario di Storia economica presso l’Università Statale di Milano e autore del libro ***Pandemia e Resurrezione*** gli americani, insieme con gli aiuti, hanno portato anche in Europa lo ***Scientific management***: il problema, infatti, è come organizzare le imprese. Ne abbiamo parlato con gli ospiti del **PDM Talk** di venerdi 3 aprile 2020; le argomentazioni che ci hanno portato, e di cui riassumo alcuni aspetti salienti, meritano tutta la nostra attenzione.

## Essere resilienti non ci aiuterà

Occorre guardare a questa emergenza con occhi nuovi, mentre ostinatamente utilizziamo lenti che già abbiamo. Se nella crisi del 2008 e 2009 le imprese resilienti sono sopravvissute meglio al terremoto provocato da una crisi finanziaria, oggi la situazione non è paragonabile. La **resilienza porta con sé un punto debole**, **rappresentato dall’adattamento**, che mal si sposa con l’imprenditorialità.

Essere imprenditori al tempo del Covid non significa adattarsi, ma **innovare**, **anticipare**, trovare nuove modalità operative, ha spiegato **Federico Della Puppa**, esperto in pianificazione strategica e marketing territoriale di SmartLand.

Dobbiamo sviluppare un nuovo modo di fare le cose, **la sfida è ‘come’ ci organizzeremo dopo**, quali i nuovi parametri e significati. Dall’economia circolare dobbiamo passare alla **società circolare**, le aziende devono sviluppare impatti positivi in senso più ampio e **passare da comunità di fabbrica a ‘fabbriche di comunità**’, dove il territorio diventa una **metafabbrica** all’interno del quale va costruito un **progetto culturale**, dove la cultura è lo scheletro cui si aggrappano altri valori.

Sociologia e antropologia devono farci s**uperare il muro della tecnicalità** per **recuperare il senso dell’economia**, che nell’etimologia del termine, ci deve riportare alla buona gestione della casa. E questo richiede di tornare a riflettere su quali sono gli elementi che costruiscono **valori individuali e collettivi**.

## I capi alla prova

Oggi diventa urgente mettere in campo la **capacità di rischiare** – ha commentato **Pier Luigi Celli**, Dirigente d’azienda, saggista e scrittore – serve **coraggio** per immaginare come capitalizzare quello che abbiamo imparato e ci consenta di fare passi avanti. Oggi c’è bisogno di una **curiosità insaziabile**, bisogna aprire anche a coloro che l’ottica tradizionale ci faceva considerare outsider.

Quando si riattiveranno le imprese, le persone porteranno con sé un’esperienza del tutto nuova: **il lavoro sarà compenetrato con la vita personale** e **la vita modificherà il lavoro arricchendolo di nuove esperienze**. E questo servirà alle aziende, che potranno così attingere a saperi che le persone hanno acquisito lavorando da casa.

**Saranno i capi però a doversi confrontare con una grande prova**, saranno loro a dover cambiare. Verrà **messa in discussione la modalità con la quale rappresentiamo il potere**: coloro che in azienda lavorano con autonomia e responsabilità chiederanno anche potere, e il problema andrà affrontato poiché **non ci sarà uno scatto in avanti senza una partecipazione** condivisa da parte di tutti. L’intelligenza distribuita che viene messa in atto con il lavoro a distanza porterà grandi cambiamenti. E i capi dovranno domandarsi **come accogliere nuove istanze**.

## Riscoprire la cultura per governare l’economia

Serve una immaginazione sociologica e organizzativa, ha aggiunto Sapelli, **mentre ci si cura si deve pensare al futuro**, e questa è la grande scommessa. Purtroppo, scrive nel suo libro *Pandemia e resurrezione*, "non c’è situazione più pericolosa che una pandemia per scatenare comportamenti collettivi irriflessivi" e le classi politiche optano per la diffusione della paura. Bisogna recuperare le **grandi alleanze costruite negli Anni 50 e 60 da imprenditori e intellettuali**.

Le nostre **Piccole e medie imprese**, così importanti nel nostro tessuto sociale, **rappresentano una speranza**: lì c’è un’ancora di salvezza essendo le piccole aziende **fondate sulle persone e non sui ruoli**. Servono **intellettuali** – cui oggi non si attribuisce una fondamentale rilevanza – per **ricostruire il rapporto tra economia e organizzazione**. Bisogna recuperare la concezione umanistica dell’impresa perché **deve essere la cultura a dirigere l’economia**.

La sfida è lavorare, e ricomporre, il **tessuto umanistico dell’impresa**. Sapelli ha invocato a gran voce un ritorno a una base culturale umanistica da cui partire per innestare poi una cultura manageriale. Il Professore definisce l’impresa la "**libertà dei moderni"**, ritenendola forse l’unico mondo dove è possibile creare lavoro di comunità fondato sulla persona. **L’impresa è l’ultima zattera**, per questo va curata ricreando uno spazio comunità.

## Oggi è già domani

A testimoniare il valore della cultura in fabbrica è venuta in aiuto **Mariacristina Gribaudi**, Chairwoman di **Keyline** e **Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia**. La sua azienda produce chiavi da 250 anni e ha dovuto superare, nella sua lunga storia, più di una guerra e diverse epidemie. In azienda è stato istituito un **comitato scientifico culturale** presieduto da un’operaia e, nella sua azienda, i progetti culturali sono concreti, a partire dal Museo della Chiave.

Alla domanda, domani come sarà?, ha risposto che **oggi è già domani**, e dobbiamo avere un atteggiamento creativo e immaginare un modo diverso di lavorare perché già ora siamo diversi. **Dobbiamo sentirci tutti seduti su aereo che ha già i motori accesi e sta per ripartire**.

Se i tempi in cui alla Direzione del Personale di Olivetti sedeva il romanziere Paolo Volponi sembrano lontani, siamo chiamati a recuperare quella** curiosità intellettuale** che ha animato l’uomo nel nostro rinascimento, quando i pensieri di filosofi, artisti, artigiani e uomini di scienza hanno gettato le basi della nostra modernità.
