---
title: Bravi dirigenti si diventa
description: Il 17 settembre 2024 si è svolta la cerimonia di apertura del corso-concorso della Scuola nazionale dell’amministazione (Sna)
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/09/PrimoPiano_VP-1024x683.jpg
date: 2024-09-18
modified: 2025-09-09
author: Dario Colombo
url: https://www.paroledimanagement.it/formazione/bravi-dirigenti-si-diventa/
categories: [Risorse Umane, Formazione]
tags: [classe dirigente, Sna, Dirigenti Pubblici, Remo Morzenti Pellegrini]
---

# Bravi dirigenti si diventa

![Pellegrini](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/09/PrimoPiano_VP-1024x683.jpg)

Il 17 settembre 2024 si è svolta la cerimonia di apertura della IX edizione del **corso-concorso della Scuola nazionale dell’amministazione (Sna)**, che ogni anno seleziona** i ‘manager’ dello Stato**. Oltre all’intervento di Paola Severino, Presidente della Sna, si è tenuta la lectio magistralis di Paolo Benanti, Presidente della Commissione gogernativa dell’AI per l’informazione, dal titolo “Intelligenza Artificiale e umanesimo digitale”. Il numero di **Luglio-Agosto 2024 di Persone&Conoscenze ha ospitato un’intervista a Remo Morzenti Pellegrini**, Vice Presidente della Sna per approfondire in che modo, l’istituzione deputata a selezionare, reclutare e formare i funzionari e i dirigenti della Pubblica amministrazione (Pa) si sta adattando alle nuove necessità formative dei manager e si è posta la missione di selezionare e formare una nuova classe di dirigenti, che alle conoscenze tecniche affianchino le competenze manageriali. **Pubblichiamo un estratto dell’articolo “Bravi dirigenti si diventa”**.

 

Ogni popolo ha il Governo che si merita, diceva il filosofo e diplomatico francese Joseph Marie de Maistre. Politici, funzionari pubblici, leader economici e culturali si occupano del funzionamento della società, **garantendo la qualità della vita dei cittadini e del futuro del Paese**. Nel loro ruolo, le decisioni assunte influenzano la stabilità politica, economica e sociale. La recente pandemia, le crisi sistemiche e i crescenti conflitti richiedono anche alla Pubblica amministrazione (Pa) nuove riflessioni. E di questo ne sono convinti anche illustri osservatori, come **Remo Morzenti Pellegrini, Professore di Diritto Amministrativo e Vicepresidente della Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna)**, l’istituzione deputata a selezionare, reclutare e formare i funzionari e i dirigenti della Pa. È dunque da qui che esce una buona parte della classe dirigente italiana che oggi, ben più di un tempo, alle **conoscenze tecniche deve affiancare le competenze trasversali** (soft skills). Questo cambio di paradigma – già in atto – impone tuttavia nuove sfide nella selezione del personale e poi della formazione.

Andiamo con ordine e partiamo allora da qualche dato per comprendere il contesto: secondo il rapporto dal titolo *Classe dirigente: il profilo del potere in Italia* a cura di Eurispes in collaborazione con Who’s Who in Italy (i dati risalgono al 2012), **la classe dirigente italiana è, anagraficamente parlando, piuttosto matura** (il 79,5% è Over 50) e quasi esclusivamente maschile (85% del totale). Per affrontare con successo le sfide del futuro, è necessario agire su questi numeri: secondo Morzenti Pellegrini una élite deve saper coniugare esperienza e innovazione,** includendo più giovani e donne** e promuovendo una** cultura della meritocrazia** e dell’apertura verso i rapidi cambiamenti globali. Serve maggiore attenzione alle competenze manageriali e relazionali, non riconoscere e premiare – come avviene tradizionalmente – esclusivamente la conoscenza tecnica.

## Leggere il mondo attraverso una visione integrata

La rapidità dei cambiamenti socio-economici e politici richiede una** classe dirigente capace di leggere e interpretare questi mutamenti.** L’esperienza del Vicepresidente della Sna come rettore di un’università (Bergamo), con la complessità della gestione di risorse umane, scientifiche e collegiali dell’ateneo, gli ha permesso di comprendere come sia** fondamentale possedere un bagaglio di competenze trasversali,** che permettono di ‘restare al passo’ e di reinventarsi e adattarsi con efficacia, in un contesto che, come detto, evolve rapidamente e nel quale anche le conoscenze rischiano di diventare obsolete molto velocemente. “L’esperienza di governance nel sistema accademico, mi ha fatto capire che** a volte l’università ha ‘edulcorato’ il proprio compito**, che non è mai stato quello di far imparare ai giovani un mestiere, ma di far imparare a imparare”, spiega Morzenti Pellegrini, sottolineando l’importanza di educare le nuove generazioni a diventare cittadini consapevoli e a sviluppare un pensiero critico. Negli ultimi 15 anni l’università ha intrapreso un percorso evolutivo significativo, introducendo** corsi di laurea interdisciplinari**, adattandosi così alle esigenze di un mondo in continua trasformazione. È questo stesso cambiamento che il docente suggerisce per la Pa, dove è necessario puntare maggiormente sulla **‘contaminazione’ delle competenze,** consentendo ai futuri dirigenti di affrontare con consapevolezza le sfide del panorama contemporaneo.

Un passo concreto in questa direzione è stato fatto proprio dalla Sna, che ha inserito, per la prima volta nella sua storia, l’accertamento delle competenze nelle prove per il reclutamento del **corso-concorso che ogni anno recluta i neodirigenti dello Stato**. Tradizionalmente, la selezione delle figure apicali nella Pa si è basata esclusivamente sulle conoscenze tecniche, ignorando le cosiddette soft skill, cioè le competenze relazionali e attitudinali. Morzenti Pellegrini evidenzia l’importanza di un modello di competenze che includa, per esempio,** la leadership e la capacità decisionale, soprattutto in situazioni critiche**: dopo l’era del cigno nero (eventi inaspettati che hanno un impatto rilevante) oggi siamo nel tempo dei rinoceronti grigi (copyright di Michele Wucker, secondo la quale l’impatto è generato da minacce altamente probabili, ma fortemente sottovalutate) che costringe ad assumere spesso decisioni ‘fuori dal coro’.

Ne sono un esempio quelle durante la **pandemia da covid-19** oppure quelle legate ai casi di calamità naturali, eventi purtroppo sempre più frequenti. “Una amministrazione moderna e resiliente ha bisogno del sapere tecnico, ma allo stesso tempo deve **favorire e valorizzare le attitudini dirigenziali**”, è la tesi del Vicepresidente della Sna, che sottolinea la necessità di un cambiamento culturale che accompagni, per prima cosa,** nuove modalità di reclutamento** e poi investa anche nella formazione continua dei dirigenti pubblici.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Luglio-Agosto 2024 di *Persone&Conoscenze*.

Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)
