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title: Communicate 2022, comunicare in modo efficace in inglese
description: "L'evento Communicate 2022 vuole essere una cassetta degli attrezzi per manager per comunicare efficacemente in inglese"
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date: 2021-12-21
modified: 2025-09-09
author: Eleonora Biscola
url: https://www.paroledimanagement.it/formazione/communicate-2022-comunicare-in-modo-efficace-in-inglese/
categories: [Risorse Umane, Formazione]
tags: [comunicazione, Inglese, Communicate 2022, Inventa Wide]
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# Communicate 2022, comunicare in modo efficace in inglese

![Communication](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/12/Communication-min-1024x683.jpg)

Per i top manager comunicare in lingua inglese – lingua franca e universale nel business – è un’attività ordinaria. Farlo in modo **efficace e impattante**, tuttavia, non è facile. È una questione di tecnica, non solo di doti naturali. Proprio per **migliorare le doti comunicative e potenziare le abilità linguistiche** di chi sta ai vertici delle aziende e dei vari manager di linea è stato ideato l’evento dal titolo ***Communicate 2022 – Virtual summit on effective communication***, in programma il 27 e 28 gennaio 2022, cui prendono parte relatori di fama internazionale e non i soliti ‘guru della comunicazione’, come spiegato dallo stesso claim dell’iniziativa (“*Not an other communication guru*”).

“L’evento si rivolge a manager e a tutte le figure chiave e rilevanti nelle aziende **con l’obiettivo di seguire percorsi mirati per curare la comunicazione**; quest’ultima è un aspetto molto influente sulla buona riuscita delle attività di business ed è molto più pratica di quanto si pensi”, spiega **Mara Marangoni**, Managing Director e Partner di Inventa Wide, società specializzata nella formazione manageriale in lingua inglese.

A caratterizzare l’appuntamento, come anticipato, sono gli speaker: “Ci sono, purtroppo, troppe persone che si propongono come esperte di comunicazione, quando invece presentano solo teorie di cui neanche loro stesse usufruiscono e beneficiano”, prosegue la manager, chiarendo che per parlare di comunicazione efficace in modo efficace **si è scelto di affidarsi a “trainer” e “testimonial”,** proprio per dare concretezza all’idea che alla teoria serve abbinare la pratica. Tutti i trainer sono veri e propri colossi **specializzati nella comunicazione efficace**; sono relatori di Ted talks, hanno scritto libri che sono diventati successi e hanno al loro attivo workshop e seminari in tutto il mondo.

## La comunicazione efficace va ben oltre le parole

Mark Bowden, James Taylor, Simon Lancaster, Simon Thomas, David JP Phillips e Caroline Goyder sono tra i trainer, cioè **coloro che hanno elaborato metodi e tecniche in diversi ambiti** (dal linguaggio del corpo, alle neuroscienze, all’uso della voce…) perché la comunicazione sia efficace tutte le volte che ci si trova a dover svolgere una trattativa o a vendere un prodotto, **ma anche a presentare progetti e nuove strategie** a un pubblico non solo di collaboratori, ma pure di nuovi clienti.

Tra i testimonial, invece, ci sono Antonella Sada, Alfredo Lombardi, Nicola Tagliafierro e Ivan Livoni: si tratta di donne e uomini di azienda che hanno colto nella loro personale esperienza lavorativa di alto livello quanto la comunicazione efficace **sia chiave effettiva di successo e di raggiungimento degli obiettivi.** Sono le esperienze di questi speaker che garantiscono una dimostrazione empirica di quanto le teorie dei trainer non siano fini a se stesse.

“Un obiettivo dell’evento è far capire che la comunicazione non è **né improvvisabile né secondaria, anche per figure ‘tecniche’ come i grandi manager**”, spiega Marangoni, che sottolinea anche un altro aspetto importante legato alla cultura della lingua. “Comunicare efficacemente in inglese non vuol dire affatto limitarsi a parlare correttamente, ma **è qualcosa di ben più complesso e olistico**”, è il suo punto di vista. Proprio per questo “mind” (mente), “voice” (voce) e “body” (corpo) sono le tre parole chiave dell’evento, a dimostrazione che la comunicazione, per essere efficace, oltre a tener conto certo dell’espressione linguistica corretta e fluente, **deve puntare su aspetti che vanno oltre la parola**: “Per essere incisivi sulla propria audience bisogna fare buon uso del tono di voce, ma anche della gestualità, dei movimenti e degli atteggiamenti, bisogna azzeccare i tempi e la lunghezza delle pause e non trascurare l’empatia, che è alla base di ogni buona relazione comunicativa, soprattutto in momenti difficili”.

## Padroneggiare le tecniche per la comunicazione efficace

Se la preoccupazione dei manager è quella di esprimersi bene a livello grammaticale, dunque, sbagliano se vogliono raggiungere l’obiettivo. E lo conferma ancora Marangoni: “Ci sono persone che, pur commettendo gravi errori di grammatica, arrivano al pubblico; nessuno si dimentica di loro e, soprattutto, dei contenuti da loro esposti”. Dunque, **curare la forma dell’esposizione è fondamentale** e va ben oltre la conoscenza della grammatica, applicando il ben noto principio dell’architetto e designer tedesco Ludwig Mies van der Rohe “*Less is more*”. “Serve non essere sommari ed essere capaci **di trasmettere messaggi con tutti i sensi, cercando di catturare l’attenzione degli interlocutori** nei primi otto secondi di intervento, dato che la capacità di ascolto e di concentrazione delle persone, nel nostro mondo ipercomunicativo, è sempre più limitata”, racconta l’esperta.

A questo proposito Marangoni ricorda come anche Steve Jobs, il visionario fondatore di Apple noto per i suoi discorsi di presentazione delle novità della casa di Cupertino, preparava con cura i suoi interventi: “Vuol dire che alla comunicazione va riposta davvero maggiore attenzione, **superando la presunzione di sentirsi degli abili comunicatori senza bisogno di esercizio**”. Certo che certe doti personali possono influenzare la buona riuscita della comunicazione (“Chi è più carismatico e capace di coinvolgere in modo naturale dovrà lavorare di meno”), ma per l’esperta **anche le doti naturali vanno alimentate** e lo stile comunicativo deve essere sempre definito.

Una sfida non semplice quella proposta, soprattutto per noi italiani: “Comunicare in inglese, una lingua che ha la fama di essere meno sofisticata e meno predisposta a rendere bene determinate sfumature emotive, può non essere facile, ma dato che **nel mondo del business non si può prescindere dal farlo**, allora è il caso di apprendere le tecniche utili che possono sopperire eventuali lacune”, è il pensiero di Marangoni. Dunque, il messaggio è chiaro: “Perché i manager siano anche **comunicatori incisivi, coinvolgenti e credibili** a livello internazionale, serve imparare a fare buon uso dell’inglese”. L’evento è un buon punto di partenza per mettersi alla prova e costruirsi una cassetta degli attrezzi molto utile.
