---
title: Insoddisfatti cronici, trattenerli o lasciarli andare?
description: Per contrastare il trend delle grandi dimissioni c’è la proposta di opportunità di crescita professionale e creare ambienti inclusivi
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/07/Insoddisfazione-min-1024x683.jpg
date: 2022-07-12
modified: 2025-09-09
author: Monica Giambersio
url: https://www.paroledimanagement.it/formazione/insoddisfatti-cronici-trattenerli-o-lasciarli-andare/
categories: [Risorse Umane, Dall’estero, Formazione]
tags: [burnout, inclusione, carriera, Great resignation]
---

# Insoddisfatti cronici, trattenerli o lasciarli andare?

![Insoddisfazione](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/07/Insoddisfazione-min-1024x683.jpg)

Ascolto, analisi dei feedback e offerta di nuovi stimoli formativi. Queste sono solo alcune delle strategie a disposizione delle imprese per trattenere i talenti che **sempre più frequentemente abbandonano il posto di lavoro perché insoddisfatti. **A sottolinearlo è Hrexecutive.com, che ha analizzato come le dimissioni sono in continua crescita, almeno negli Usa: **da aprile 2021, infatti, sono circa 33 milioni gli statunitensi che si sono licenziati,** un numero pari a un quinto dell’intera forza lavoro.

Per contrastare il trend c’è sicuramente** la proposta di opportunità di crescita professionale.** Come testimoniano i dati di una ricerca realizzata da Qualtrics, infatti, il 60% degli impiegati ha dichiarato la propria insoddisfazione **per l’assenza di iniziative di aggiornamento professionale all’interno della propria azienda**. In quest’ottica ben si comprende come gli avanzamenti di carriera o il conferimento di nuovi ruoli  possano rappresentare validi input per trattenere i dipendenti. È infatti noto che una maggiore autonomia e la possibilità di scegliere di reinventarsi in ruoli diversi sono elementi centrali per il benessere delle persone.

Altro tema chiave per le aziende** è quello del *burnout*.** La stessa ricerca di Qualtrics ha svelato che quasi il 58% dei lavoratori **ha individuato nelle proprie mansioni la causa principale dei propri problemi mentali:** un numero importante che fa comprendere come sia fondamentale adottare soluzioni per andare incontro ai bisogni delle singole persone e analizzare in maniera continuativa i feedback che sono forniti relativamente al grado di benessere in azienda. Il fenomeno è concreto e, se non gestito adeguatamente, può impattare in modo importante sulla produttività.

## Analizzare i motivi alla base delle dimissioni

Un’altra carta vincente da giocare per attrarre-trattenere talenti è quella** di favorire diversità e inclusione a più livelli.** A dimostrarlo sono i numeri di uno studio di McKinsey secondo cui, per esempio,** le imprese con team più eterogenei dal punto di vista etnico, hanno il 33% in più di probabilità di essere più performanti delle altre**. Coinvolgere persone con diversi background permette infatti di favorire uno scambio attivo e di promuovere innovazione. Il tutto arrivando a ottenere migliori performance lavorative.

Infine, se proprio non si è riusciti a trattenere le persone in azienda, il passo più efficace da compiere **è quello di analizzare  i motivi dell’addio in un colloquio di congedo.** Capire, infatti, gli elementi che hanno influito su questa decisione può permettere all’azienda di mettere in atto strategie mirate e, a lungo termine, per convincere altri lavoratori a tornare sui loro passi e a restare nell’organizzazione.
