---
title: L’apprendimento agile per l’era delle incertezze
description: "La competenza più ricercata oggi è il learning agility, ovvero la capacità di apprendimento \"agile\". Gruppo Hera unisce studio e applicazione"
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/03/Apprendimento_agile.jpg
date: 2021-03-12
modified: 2025-09-09
author: Federica Biffi
url: https://www.paroledimanagement.it/formazione/lapprendimento-agile-per-lera-delle-incertezze/
categories: [Risorse Umane, Formazione]
tags: [benessere, learning agility, Gruppo Hera, "HER@futura", formazione, digitale]
---

# L’apprendimento agile per l’era delle incertezze

![L’apprendimento agile per l’era delle incertezze](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/03/Apprendimento_agile.jpg)

**Competenze e formazione**: ormai nel mondo del lavoro si pone al centro la preparazione, più che le mansioni; attività lavorative e crescita personale diventano, quindi, un connubio imprescindibile. Nell’epoca dominata dallo sviluppo tecnologico e dell’innovazione, **le trasformazioni sono sempre più rapide e frequenti** e i confini del cambiamento divengono sempre più incerti. Per questo la Direzione HR si focalizza sempre di più **soft skill**, proponendo percorsi meno generici e maggiormente legati alla singola persona.

Per esempio, una delle competenze soft più ricercate è quella definita come **“learning agility”**, ossia **la propensione all’apprendimento**: oggi, infatti, quello che si è studiato potrebbe non essere più sufficiente (o adeguato) per rispondere alle nuove sfide, in quanto il panorama lavorativo e le necessità di mercato mutano in maniera estremamente repentina e, talvolta, inaspettata. “**Lavorare perché le persone siano *employable***, perché possano portare valore all’azienda, ma anche a se stesse, si traduce in un’attitudine ad apprendere sempre qualcosa”, ha commentato **Alessandro Camilleri**, Direttore sviluppo, formazione e organizzazione e personale enti centrali del **Gruppo Hera**, azienda multiservizi italiana, specializzata nei servizi ambientali, idrici ed energetici

Si tratta di un apprendimento sul campo, l’***on the job training***, in cui si combinano **lo studio** e, successivamente, **l’applicazione di quanto appreso**. Fondamentale, però, è che l’apprendimento avvenga in un contesto relazionale. Saper apprendere ‘insieme’ è, infatti, **funzionale per creare un team forte**: ognuno assimila competenze specifiche, ma poi come gruppo ci si contamina e questo conduce a performance e risultati migliori. “Proponiamo circa **235mila ore di formazione all’anno** che coinvolgono più del 95% di persone, pari a 26 ore a testa. Puntiamo ad arrivare a tutti, ma con contenuti efficaci per ogni persona”, ha dichiarato Camilleri, la cui testimonianza è stata offerta in un talk dal titolo *Il lavoro che funziona*, evento promosso da RS Italia.

## L’innovazione orienta il lavoro dei settori ‘tradizionali’

La formazione richiede un ripensamento continuo, soprattutto nel campo delle multiutility e a fronte di quei lavori considerati ‘tradizionali’ (le mansioni, per esempio, nelle aziende che operano nell’ambito dell’energia elettrica, dell’ambiente, dell’acqua, del gas) che sono coinvolti nell’innovazione. È necessario avere la capacità di **attingere dal valore delle conoscenze pregresse** e integrarle con gli** strumenti innovativi** della contemporaneità. “Le persone sono consapevoli di quanto sia importante per ogni attività **rimettersi in gioco** e pensare che se il contesto cambia, tutti noi dobbiamo farlo”, ha proseguito Camilleri. E se il processo di trasformazione già in corso imponeva una riflessione sulla questione, la Digital transformation ha obbligato a una nuova accelerazione.

Per far fronte allo scenario accelerato, l’azienda ha dato vita al programma denominato **HER@futura**, indirizzato alla formazione delle persone in funzione del proprio punto di partenza per accompagnarle nel percorso di crescita. “Abbiamo dato a tutti la possibilità di mettersi in gioco, misurandosi sulle **competenze nel digitale**”, ha affermato il manager del Gruppo Hera.

Nella formazione, integrare le tecnologie digitali con le competenze trasversali, significa anche avere la capacità di **far emergere il fattore umano**, più che quello tecnologico, per incentivare la cultura e favorire il cambiamento. In questo senso, la multiutility bolognese ha lavorato sulle **‘comunità di pratica’**, mettendo in contatto le persone, facendo emergere il loro potenziale e fornendo loro un ambito in cui lavorare. Il risultato? È cambiato l’ecosistema e ora **la persona è protagonista**: l’HR ha il compito di **creare un ambiente favorevole** e di **mettere in evidenza le opportunità**, anche attraverso strumenti tecnologici evoluti, ma che diventano semplici per il fruitore, come l’Intelligenza Artificiale. Secondo Camilleri, si tratta di “un percorso *in progress* che, alla fine, lascia alle persone qualcosa di concreto”.

E a proposito di persone, non si può dimenticare l’aspetto legato al **benessere**, considerata una delle priorità più importanti: se fino a poco tempo fa se ne parlava poco, ora è al centro delle agende HR delle organizzazioni. “Ci sono diverse dimensioni di benessere a cui cerchiamo di porre attenzione: **fisico, psicologico e finanziario**”, ha puntualizzato Camilleri. Questo nell’ottica di offrire la massima attenzione alle persone con un approccio secondo cui possa poi essere **incentivata la produttività**. “Una volta che si affrontano questi argomenti, non si può più tornare indietro”, ha concluso Camilleri.
