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title: Donne, 10 anni di tempo per giocarsi la carriera
description: Le donne accelerano molto la loro crescita professionale nella fase iniziale della loro carriera per poi rimodulare i ritmi una volta madri
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date: 2022-10-13
modified: 2025-09-09
author: Monica Giambersio
url: https://www.paroledimanagement.it/gestione-delle-diversita/donne-10-anni-di-tempo-per-giocarsi-la-carriera/
categories: [Risorse Umane, Dall’estero, Gestione delle diversità]
tags: [maternità, donne, carriera, part time involontario]
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# Donne, 10 anni di tempo per giocarsi la carriera

![maternità](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/10/maternita-1024x683.jpg)

Il fattore tempo gioca un ruolo di primaria importanza **nel determinare le sorti della carriera lavorativa delle donne.** Secondo un recente studio, realizzato per conto di LinkedIn dalla società di ricerca inglese Censuswide, è più probabile che **una donna riesca a raggiungere una posizione lavorativa apicale nei primi 10 anni della sua vita lavorativa,** perché passata questa soglia, le possibilità di un avanzamento di ruolo tendono a precipitare drasticamente.

A influire su questo scenario, come si legge in un articolo pubblicato sul sito della *Bbc*, è il fatto che le donne, a differenza degli uomini, **accelerino molto la loro crescita professionale nella fase iniziale della loro carriera** per poi, una volta diventate madri, rimodulare i loro ritmi per farsi carico della maggior parte degli impegni legati alla gestione dei figli. Nello specifico **la necessità di assicurarsi una pausa per dedicarsi alla famiglia senza dover affrontare problemi di natura finanziaria,** fa sì che spesso lascino momentaneamente la carriera quando ricoprono un ruolo stabile economicamente, ma ancora non rilevante in termini di ruolo rivestito.

## Maternità e discriminazione nella valutazione delle competenze

L’impatto negativo della maternità continua inoltre **a far sentire i suoi effetti in modo rilevante persino anche quando le donne rientrano a lavoro dopo aver avuto figli.** Sono infatti ancora molto radicati tutti quei pregiudizi secondo cui le neo-mamme non possano conciliare in modo efficace vita lavorativa e privata. Secondo lo studio chi ha un bambino riceve delle valutazioni delle competenze che sono, in media, **del 10% inferiori rispetto alle colleghe senza figli, **con conseguente discriminazione nei salti di carriera. Diametralmente opposta è la situazione degli uomini: il 26% è promosso in una mansione di livello più alto nei cinque anni successivi alla paternità; e la possibilità di promozione nello stesso periodo di tempo si attesta invece al 13%.

“In generale c’è ancora il pregiudizio che le madri siano meno competenti e meno affidabili sul lavoro”, ha spiegato sul sito della Bbc **Christine Spadafor**, docente di Leadership Strategica presso la Tuck School of Business del Dartmouth College negli Usa. “Questi pregiudizi  si insinuano nelle valutazioni delle prestazioni lavorative e penalizzano gravemente le donne”. **Tutto ciò rende le donne più propense, rispetto a gli uomini, a scegliere posizioni lavorative part time**: nel Regno Unito, per esempio, solo il 27,8% delle donne lavora a tempo pieno tre anni dopo la nascita del primo figlio, rispetto al 90% degli uomini.
