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title: Sicuri che una mamma sia un peso per l’azienda?
description: Sono ancora molte le donne costrette a lasciare il lavoro a seguito di una gravidanza. Ma siamo sicuri che le aziende vogliano privarsi delle mamme?
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date: 2021-04-01
modified: 2025-09-09
author: Francesca Albergo
url: https://www.paroledimanagement.it/gestione-delle-diversita/sicuri-che-una-mamma-sia-un-peso-per-lazienda/
categories: [Risorse Umane, Gestione delle diversità]
tags: [mamme al lavoro, donne, Mastermamma, Sabrina Colombo, genitorialità]
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# Sicuri che una mamma sia un peso per l’azienda?

![Sicuri che una mamma sia un peso per l’azienda?](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/03/mamme_peso.jpg)

Sono ancora vivi i ricordi delle celebrazioni dell’ultima **giornata internazionale dei diritti delle donne**. Una festa nata per non dimenticare gli abusi e le discriminazioni (tuttora) subite dal genere femminile e che, nel contempo, ne ricorda le conquiste politiche, sociali ed economiche. Ma ancora nel 2021, la **situazione delle donne al lavoro è l’antitesi delle conquiste**.

Perché è facile spendere parole per le lavoratrici e sostenere quanto siano importanti per il business e l’azienda, ma poi nei fatti (spesso) le cose vanno diversamente. E gli esempi recenti non mancano, tanto che **sono ancora molte le donne costrette a lasciare il lavoro a seguito di una gravidanza **(secondo i dati dell’Ispettorato del Lavoro, nel 2019 sono state 37.611, in aumento rispetto all’anno precedente). È la storia di Lara Lugli, giocatrice di pallavolo che si è vista rescindere il contratto perché incinta e – oltre il danno la beffa – è stata citata per danni dopo aver chiesto di ricevere il suo ultimo stipendio. **Un danno, un’inadempienza. Ecco come molte aziende vedono la maternità**.

Quando giunge la notizia di una gravidanza, infatti, sembra tutto cambiare. **La donna improvvisamente si trasforma in mamma e, si sa, diventa brava solo ad accudire i figli**. Ma le aziende che allontanano un genitore dal posto di lavoro, non solo commettono un atto eticamente discutibile, bensì perdono un **professionista con competenze importantissime**.

Ne abbiamo parlato con **Sabrina Colombo CEO di Digital Learning**, azienda che ha sviluppato ***MasterMamma***, un prodotto formativo premiato di recente dalla casa editrice ESTE all’interno della [sesta edizione del Premio Prodotto Formativo](https://www.paroledimanagement.it/e-di-mylia-il-miglior-prodotto-formativo-del-2021/), svoltasi al termine de *Il Convivio di Persone&Conoscenze*, di cui *Parole di Management* è stato Media Partner. La piattaforma è una soluzione di supporto alla genitorialità e al *caregiving*, che si pone l’obiettivo di creare nei genitori consapevolezza delle **capacità che si acquisiscono con l’arrivo dei figli**. Skill che rendono le mamme – ma anche i papà – risorse fondamentali, in grado di offrire valore aggiunto in azienda.

## Imprese divise fra retaggi e lungimiranza

D’altra parte, le imprese investono tempo e denaro nella formazione e nello sviluppo delle proprie risorse, senza le quali non potrebbero portare avanti il proprio business. **Perché allora quando le stesse sono coinvolte dalla genitorialità diventano un problema?** “È incredibile che in un mondo proiettato alla digitalizzazione, con aziende che hanno appositi dipartimenti di sviluppo, vi siano ancora comportamenti così discriminanti nei confronti della figura materna: è una contraddizione”, commenta Colombo. “**Sembra che nel 2021 si viva la maternità come nel Medioevo. E questo denota mancanza di considerazione verso le proprie risorse**”.

Ma se molte sono ancora le imprese ancorate a questo retaggio, una ‘speranza’ arriva dalla testimonianza di un’altra donna e giocatrice (calciatrice per la precisione): Alice Pignagnoli. Pignagnoli ha raccontato che, al settimo mese di gravidanza, la sua società calcistica le ha rinnovato il contratto per la stagione successiva. E non solo. Le è stato detto che con la nascita della bambina avrebbero guadagnato una giocatrice in più: ‘Alice-calciatrice’ e ‘Alice-mamma’. Un segnale di grande lungimiranza. Inoltre, questo caso è stato uno stimolo a rinnovare i contratti fra calciatrici e società: **dopo la notizia della gravidanza è stato inserito un articolo che prevede, in caso di gravidanza, l’impossibilità di risolvere gli accordi economici presi**.

“Sono molto lieta di aver letto la notizia di questa società che appoggia e motiva la propria risorsa, perché ha compreso che **una madre che rientra a lavoro darà tutta se stessa per il proprio ruolo**”. Questo significa che l’azienda “continua a considerarla una risorsa e non una ‘perdita’. Perdita che rappresenterebbe il guadagno per un’azienda concorrente”.

## Solution focus e capacità comunicative

Molte donne, come spiega Colombo, vogliono continuare a lavorare e crescere professionalmente, anche dopo la maternità. E le aziende devono iniziare a comprendere che hanno a disposizione risorse importantissime per gestire il proprio business. Per cominciare **le mamme (e i papà) sono molto attente e focalizzate alla risoluzione dei problemi**: “Un genitore non ha tempo di ‘stare nel problema’ ed esercita quotidianamente la capacità del *solution focus*, in quanto è chiamato a trovare prontamente soluzioni a imprevisti”. E ciò si porta dietro la **capacità di gestire emotivamente l’imprevisto e reagire celermente ai cambiamenti** per far sì che essi non impediscano di portare avanti il lavoro.

Pensiamo, per esempio, ai genitori lavoratori che in questo periodo devono gestire la Didattica a distanza (Dad) dei figli: “Mostrano **un alto grado di flessibilità e agilità nel trovare soluzioni** **immediate**, che permettano ai bambini di seguire le lezioni, risolvendo eventuali imprevisti, senza interrompere la propria attività lavorativa o permettere che questi abbassino il loro livello di attenzione”. Ma non finisce qui. **I genitori maturano la capacità di gestire il tempo nel modo più ottimale possibile e sviluppano ottime doti comunicative**: “Competenze che si consolidano e rinnovano quotidianamente, seguendo la crescita dei figli e le loro necessità”.

Le aziende devono comprendere che non hanno bisogno solo di nuovi strumenti, ma di **innovarsi nel *mindset* rispetto alle risorse**, “esattamente come l’hanno cambiato per adattarsi alla digitalizzazione, alla robotica e all’ecommerce”, ha proseguito la CEO di Digital Learning.

Alla fine lo scopo di un imprenditore è quello di proseguire la sua attività, raggiungere risultati di business ed essere competitivo. E per farlo non bastano strategie, servono persone che sappiano sostenere questo tipo di visione e sviluppare pensiero critico. “E **i genitori hanno naturalmente *solution focus* e sviluppano ed esercitano quotidianamente questa attitudine**. Siamo proprio sicuri di volercene privare?”.
