---
title: "Pallacanestro Brescia, l'impresa lascia spazio alla finanza"
description: Il caso della Pallacanestro Brescia è emblematico di come nello sport ci sia spazio ormai solo per chi ha tanti soldi...
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/06/Brescia_Pallacanestro-1024x589.jpg
date: 2026-06-28
modified: 2026-07-01
author: Dario Colombo
url: https://www.paroledimanagement.it/il-cambiamento-organizzativo/imprenditori-cuor-di-leonessa/
categories: [Cambiamento organizzativo]
tags: [basket, pallacanestro brescia, mauro ferrari]
---

# Imprenditori cuor di Leone(ssa)

![Brescia_Pallacanestro](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/06/Brescia_Pallacanestro-1024x589.jpg)

Di solito, sul nostro quotidiano, non diamo molto spazio agli **approfondimenti sportivi**. Non certo per disinteresse, quanto più perché **cerchiamo storie imprenditoriali in altri settori**. Ma sappiamo bene che **anche lo sport ci offre spunti interessanti**: il videopodcast ‘Sportivamente’ lo dimostra, visti i casi sportivi raccontati che diventano una **metafora per l’agire manageriale quotidiano**. Questa volta vogliamo parlare di **sport a livello manageriale-organizzativo**. E lo spunto arriva dal **caso della Pallacanestro Brescia** (fino al 2020 era Basket Brescia Leonessa).

Un passo indietro per chi non segue il basket italiano con attenzione. Di recente, la Federazione ha dato il via libera al **trasferimento della sede sportiva da Brescia a Roma**. Tradotto: il titolo che per anni è stato di Brescia ha cambiato indirizzo. Bene ricordare che si tratta di una **prassi consolidata e prevista dai regolamenti**: nulla di nuovo, nulla di illecito.

La questione è che questa volta è successo a una squadra che **nel 2023 ha vinto la Coppa Italia**, **nel 2025 è stata finalista di Serie A** e quest’anno si è fermata in semifinale. Per capirne la portata è utile sapere che nell’ultimo weekend di giugno 2026, **Mauro Ferrari, Patron di Brescia** (e Amministratore Delegato della Germani Spa, title sponsor della squadra), è arrivato in conferenza **scortato dalle forze dell’ordine ed è stato accolto dai fischi dei tifosi**. La rabbia della città, va detto, è umana. **Un titolo non è solo una voce di bilancio**: porta con sé identità, memoria, appartenenza. **Ridurlo a un conto economico lascia qualcosa fuori**. Ma è proprio su questi aspetti che è interessante raccontare il caso

## I numeri, prima delle emozioni

Durante la conferenza, Ferrari ha messo in fila le cifre: **30 milioni impegnati in 10 anni**. Per salvarsi ai massimi livelli del basket **servono dai 5 ai 6 milioni a stagione, mentre la A2 ne costa circa 3,5**. “Una famiglia sola, con i relativi sponsor, non può continuare tutti gli anni a sborsare dai 3 ai 4 milioni”, ha detto il Patron di Brescia. È aritmetica.

“Ho sentito tanta ipocrisia, **parlare di etica sportiva e morale… non possono esistere senza sostenibilità economica**”, ha continuato Ferrari. Una frase difensiva, certo, ma che dice una cosa scomoda e vera: **nello sport ad alto livello c’è poco spazio per l’imprenditore che vuole stare nei conti**. La sintesi è che chi pretende di restare sostenibile, prima o poi si ferma. **Resta in pista solo chi può permettersi di perdere milioni** ogni anno senza chiedersi se sia razionale. L’etica sportiva è diventata un lusso.

Non ci si deve stupire allora che nella prossima stagione in Serie A ci saranno **ben due squadre a Roma** (una ha acquisito il titolo dalla Vanoli Cremona e l’altra, appunto, da Brescia), oltre alle **compagini di Trieste e Napoli sostenute da capitali stranieri**. Da quanto ha raccontato Ferrari, ci sono poi presidenti di A1 e A2 che hanno ricevuto **telefonate da parte di acquirenti stranieri per i loro club**. È la fotografia di un sistema che si regge sulla finanza più che all’imprenditoria. Sullo sfondo c’è soprattutto **l’arrivo della Nba Europe**, il progetto di **una superlega europea a marchio Usa** che vuole coinvolgere le principali città del Vecchio Continente, per **generare una montagna di ricavi**. Si capisce quindi che una piazza come Roma – almeno a livello turistico – ha più appeal di una come Brescia o Cremona…

## L’eredità dell’imprenditore alla città

Nonostante le proteste dei tifosi, Ferrari ha spiegato di non voler chiudere la porta e andarsene. Vuole **mettere a disposizione della città due titoli di B1 e due di A2** perché Brescia possa ripartire con budget sostenibili; **vuole mantenere il settore giovanile** – 400 tesserati – che, ha precisato, non è mai stato in discussione.

In questo atteggiamento, c’è qualcosa dell’imprenditore che ai conti somma il **senso di responsabilità verso il territorio**. Nonostante la maggioranza della Germani Spa sia da tempo nelle mani di Eurizon Capital (Banca Intesa), **il Dna di Ferrari è quello dell’imprenditore **(la famiglia ha mantenuto una quota di minoranza): è stato **suo padre Faustino a dare vita all’azienda di autotrasporti** di San Zeno Naviglio. Per restare in tema sportivo, viene in mente chi prima di Ferrari ha legato il proprio nome a una squadra senza dimenticare la comunità: in questi giorni **il paragone più facile è con Ernesto Pellegrini, il Patron dell’omonimo gruppo**, scomparso a fine maggio 2025 e [ricordato di recente dalla moglie e dalla figlia Valentina con uno spettacolo al Teatro Parenti di Milano](https://www.paroledimanagement.it/in-evidenza-homepage/al-parenti-il-ricordo-di-ernesto-pellegrini-e-il-bene-dellimprenditore/). Ma fermiamoci qui con il paragone.

Il caso della Pallacanestro Brescia non è una storia di sport tradito. **È una storia di sostenibilità** **impossibile**. Numeri alla mano, **un progetto serio non può reggersi sul deficit perpetuo**. La vera questione: **il futuro è solo della finanza? **Vale per lo sport, ma – forse – anche per tutti gli altri settori. In questo caso **la Leonessa lascia la serie A**. E con lei l’idea sempre più rara di **fare impresa sostenibile anche nello sport**.
