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title: "Nel tragitto casa-lavoro vince l&#8217;auto privata"
description: Secondo una ricerca di SD Worx, la mobilità fra casa e ufficio è anche una questione organizzativa e culturale.
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/04/Copertine-PdM-11-1024x683.png
date: 2026-04-14
modified: 2026-04-21
author: Redazione
url: https://www.paroledimanagement.it/il-cambiamento-organizzativo/nel-tragitto-casa-lavoro-vince-lauto-privata/
categories: [Cambiamento organizzativo]
tags: [SD Worx, mobilità, pendolarismo, tragitto casa-lavoro]
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# Nel tragitto casa-lavoro vince l&#8217;auto privata

![Nel tragitto casa-lavoro vince l&#8217;auto privata](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/04/Copertine-PdM-11-1024x683.png)

In Italia la mobilità casa-lavoro resta solidamente ancorata all’**auto privata**. A svelarlo (o meglio confermarlo), è la ricerca ***HR & Payroll Pulse*** di **SD Worx**, azienda che fornisce software e servizi integrati per **HR, payroll **e** consulenza del lavoro**. Secondo lo studio, il **75%** dei lavoratori italiani raggiunge il posto di lavoro principalmente in auto, contro una media europea del **59%**. Solo il **15%** usa i **mezzi pubblici**, cinque punti sotto il dato Ue.

Il quadro conferma un problema che non riguarda solo la **mobilità urbana**: riguarda anche il valore che le organizzazioni attribuiscono a tempi, abitudini e necessità della vita quotidiana dei dipendenti. Perché se il **pendolarismo** continua a essere **dominato dall’auto**, non è detto che la causa sia sempre e solo infrastrutturale. I dati, anzi, raccontano un paradosso.

In Italia i tempi e le distanze degli spostamenti casa-lavoro sono tra **i più contenuti d’Europa**. Per andare e tornare dal lavoro si impiegano in media 35,2 minuti, contro i 52,6 minuti europei. Il **43%** dei lavoratori completa il tragitto in** meno di mezz’ora,** mentre oltre due terzi percorrono **meno di 50 chilometri al giorno** tra andata e ritorno. Anche il ***22° Rapporto sulla Mobilità degli Italiani*** di **Audimob-Isfort** (Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti) va nella stessa direzione: gli spostamenti sono tornati vicini ai livelli pre-Covid per numero, ma si sviluppano su **tratte più brevi**, con una lunghezza media di **9,2 km** e oltre l’80% dei viaggi sotto i 10 km.

## La mobilità casa-lavoro non è una variabile esterna all'azienda

Sostanzialmente, le condizioni per ridurre la dipendenza dall’auto, almeno in una parte rilevante del Paese, ci sarebbero. Ma non bastano. Il **vero ostacolo** sembra essere la **fiducia**. Solo il 29,5**%** degli italiani considera il trasporto pubblico conveniente, affidabile e accessibile, contro il 35,6% della media europea. E appena il 33% ritiene di avere opzioni sufficienti per muoversi nel **tragitto casa-lavoro**, molto lontano dal **53,3%** europeo.

E qui emerge il punto più sensibile per le** imprese**. La mobilità sostenibile non si gioca solo sul rinnovo del parco auto o sui piani urbani della viabilità. Si gioca anche dentro le **politiche organizzative**. Smart working, flessibilità oraria, **incentivi all’uso di mezzi pubblici**, biciclette ed e-bike, welfare dedicato agli spostamenti: sono tutte **leve che possono incidere in modo diretto** sulle scelte quotidiane delle persone.

Il tema, quindi, non è soltanto ambientale. **È anche organizzativo.** Per le aziende, continuare a considerare il tragitto casa-lavoro come una **variabile esterna** significa **ignorare** un pezzo concreto dell’e**sperienza dei dipendenti**. E significa perdere un terreno su cui si intrecciano benessere, costo della vita, gestione del tempo e attrattività del lavoro.

La fotografia restituita da **SD Worx** è piuttosto chiara: in Italia la mobilità sostenibile non è bloccata solo da distanze troppo lunghe o da una geografia impossibile. È frenata soprattutto da **un sistema **che, agli occhi dei lavoratori, **non appare abbastanza affidabile** da sostituire l’auto. Ed è proprio qui che si misura la sfida: non convincere le persone con la **retorica green**, ma offrire alternative credibili. Perché finché il mezzo pubblico resterà percepito come una **scelta di ripiego**, l’auto continuerà a vincere anche quando, numeri alla mano, potrebbe non servire davvero.
