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title: La Direzione del Personale e il mondo che verrà
description: Che lavoro sarà quello con uffici dimezzati e risorse sparpagliate nelle case? La Direzione del Personale avrà il compito di ricostruire l’anima aziendale
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date: 2020-07-03
modified: 2025-09-09
author: Antonio Rinetti
url: https://www.paroledimanagement.it/lambiente-di-lavoro/la-direzione-del-personale-e-il-mondo-che-verra/
categories: [Ambiente di lavoro, Organizzazione]
tags: [aziende, cambiamento, ripartenza, emergenza covid, direzione del personale]
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# La Direzione del Personale e il mondo che verrà

![La Direzione del Personale e il mondo che verrà](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/07/direzione_personale_che_verrà.jpg)

Scoprii Abraham Maslow, Psicologo statunitense, nei lontani Anni 70. A quei tempi **l’immagine iconica della ‘piramide dei bisogni’ si stampava nella mente di qualunque neofita delle Risorse Umane**, per quanto assai criticata: un assunto basato su eccessiva astrazione, ridondanza di focus sull’individuo, rigidità verso le variabili organizzative. In breve, un modello figlio dell’emergenza post bellica, specchio di una realtà fortunatamente superata. **Quando mai ci saremmo ritrovati faccia a faccia con i cosiddetti bisogni primari?** Pur tra mille problemi l’ascensore sociale, per chi voleva, portava ancora ai piani alti.

Sto rileggendo, con occhi diversi, **le pagine sulla Teoria della motivazione umana** e, pur a distanza di tanto tempo, **sembrano tornate di grande attualità**.

Dov’eravamo rimasti all’inizio dell’anno? Alla solita previsione di Pil piatta e agli impietosi confronti con i competitor storici: un quadro che, visto oggi, parrebbe addirittura idilliaco se paragonato al futuro che ci attende.

Da troppe settimane **la lettura di qualunque giornale è diventata un manuale di sopravvivenza per naufraghi**: bilanci sfarinati come castelli di sabbia, piani industriali trasformati in carta straccia, code al Monte dei pegni e sirene delle ambulanze assurte a colonna sonora di questa disgraziatissima primavera. Nonostante ciò continuo a imbattermi in **frasi come “riparte l’ottimismo”, “pronti alla sfida”, “al lavoro più forti di prima”, rilanciate dai blog professionali** come se mesi di fermo macchina totale si riducessero a un normale *pit stop*. Forse qualcuno ha scambiato per un forte raffreddore un infarto devastante che si è abbattuto sul Pianeta, compromettendone seriamente le funzioni vitali. **Che senso ha questo marketing da social **che dietro l’uso incauto di slogan pseudo pubblicitari cerca di nascondere la più ovvia delle verità? I risultati di un sondaggio di Euromedia Research affermano che da settimane **la paura è il sentimento dominante** **e lo sarà ancora per molto tempo**. Paura per la salute, per la propria attività, per i propri risparmi e non da ultimo per una possibile implosione del Paese.

**Che lavoro sarà quello che rischia di vedere uffici dimezzati, risorse sparpagliate nelle loro case e costrette a un lavoro *smart *ancora da perfezionare**, riunioni rigorosamente a distanza e viaggi contingentati o annullati? Faranno ancora parte della nostra vita gesti ad altissima valenza simbolica quali il guardarsi negli occhi e stringersi la mano?

**C’è un mondo da rimettere in piedi.** Se sarà un mondo nuovo lo diranno i fatti. Sarà il momento della svolta tanto auspicata? Con leader mondiali migliori di quelli attuali e con tanti Bill Gates pronti a lanciare il cuore oltre l’ostacolo? Non potrebbe esserci momento più opportuno per testare le buone intenzioni solennemente sancite pochi mesi fa dalla Business round table a favore di un capitalismo più sostenibile e sensibile a istruzione, ambiente e salute.

Marco Revelli, studioso molto attento alle dinamiche sociali, ammonisce tuttavia che** tanti stanno lavorando affinché ‘tutto sia come prima’. C’è da augurarsi che ciò non accada**, ma per questo serve al più presto una nuova architettura socio economica ancor tutta da immaginare. Siamo all’inizio di una lunga traversata in mare aperto e il profilo rassicurante della costa è ormai scomparso dietro la linea dell’orizzonte.

Cerchiamo da subito la rotta più semplice, più prudente. **Torniamo a quei fondamentali del nostro lavoro che nei momenti di difficoltà si rivelano affidabili come una bussola**: oggi la ripartenza richiede bravi carpentieri, per una volta la Finanza può attendere.

Istinto, immaginazione e coraggio dovranno tornare a essere i paradigmi di riferimento di **una Direzione del Personale che avrà il compito, non facile, di ricostruire l’anima aziendale** e lo dovrà fare rimotivando dal profondo i tanti lavoratori indeboliti da settimane di angoscia e talvolta feriti negli affetti più cari. Anche piccoli segnali potranno essere di aiuto, come l’uso appropriato di frasi e termini dove **la parola “speranza” abbia molta più rilevanza di “sacrificio”**. È l’occasione irripetibile in cui **pensare più sociale che ‘social’**.

**È il momento di ribaltare antichi pregiudizi quali il gap generazionale**, con i suoi giacimenti di know how inespresso trasformatisi finalmente in *cross fertilization *e porre fine a uno spreco di capitale umano considerato colpevolmente come semplice sottoprodotto di cultura aziendale.

**Questa società così fragile avrà sempre maggiore bisogno della sensibilità e dell’intuito delle donne**. Accedere a opportunità e responsabilità non deve più essere una frase fatta: ricostruzione è un sostantivo al femminile.

**Chissà che finalmente non nasca un nuovo Umanesimo del lavoro**. È più di un sogno. È una nuova frontiera, attesa come la linea di un orizzonte lontano indicante il profilo incerto del mondo che verrà.
